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L'unica ricetta per uscire dalla crisi: il gioco d'azzardo Stampa E-mail
Inserito da Redazione   
giovedì 03 novembre 2011

gioco d'azzardodi Emanuele Merla






 

In continuazione, oltre che a viverla, sentiamo parlare di “crisi”; le persone comuni fanno quel che possono per arrivare alla fine del mese, ognuno a modo suo cerca di combattere il “fenomeno”, sempre più inarrestabile, ma un dato preoccupante emerge, anche a San Giovanni Rotondo, ovvero il rapporto direttamente proporzionale che intercorre tra l'aumento dell'impoverimento e l'aumento degli “scommettitori” delle classi meno abbienti. Vale a dire che oggigiorno sono molto più i “poveri” che scommettono; un atteggiamento che denota la disperazione in cui versano le famiglie.

Molteplici sono le cause che incrementano il fenomeno, come innumerevoli sono le possibilità di spendere i propri soldi nel gioco (slot machine, poker online, gratta e vinci scommesse sportive etc).

Uno degli aspetti più preoccupanti riguarda i primati che l'Italia detiene in Europa, per il numero di minorenni dediti al gioco e per le cifre da capogiro che i cittadini spendono ogni anno.

Per rendere più chiaro il concetto parliamo in termini numerici: nel 2010 sono stati spesi 61,4 miliardi di euro (l'importo di una manovra finanziaria pluriennale) per il gioco d'azzardo. Dato che oltre il 50% degli italiani gioca regolarmente si può affermare che ognuno di essi abbia speso oltre 2000 euro.

Oltre a sottrarre ingenti somme di denaro alle esigue finanze degli attuali nuclei familiari, il gioco provoca l'illusione momentanea di poter migliorare o cambiare il proprio stile di vita, inducendo i giocatori a scommettere cifre sempre più alte. In cambio la società annovera nelle sue fila altri membri passivi, che spinti dalla “malattia” si disinteressano di tutto e a loro, consapevole insaputa, vivono per incrementare i profitti dell'Erario.

Nel nostro Paese le droghe e l'abuso di alcol vengono riconosciute dallo Stato come “problematiche sociali per la collettività e di salute per il singolo”, ma lo stesso non avviene per la dipendenza dal gioco, catalogata come patologia a livello psichiatrico.

Come dar torto a chi gioca, se un conduttore di un telegiornale nazionale come prima notizia ti elenca la sestina vincente del superenalotto o ti annuncia l'appetitoso montepremi? (che per tutto il resto del TG resta in evidenza nella “barra notizie“ sottostante). Oppure quando le accattivanti oltre che innumerevoli pubblicità del poker online, ci mostrano gli idolatrati personaggi sportivi “che ti sfidano aprendoti le porte del loro mondo?”

Il gioco d'azzardo, anche se legale, rende sempre più poveri sia eticamente che finanziariamente ed incentiva l'inefficienza di uno Stato che si confronterà, sempre più, con meno cittadini liberi.

 

 


Commenti
BISOGNA FARSI CARICO
Scritto da ASIENA70 il 2011-11-04 12:36:46
E' molto interessante questo articolo, che denota un'attenta analisi di persone affette da dipendenze quale anche quella del gioco d'azzardo. Mi rattrista infinitamente pensare a quando soffrono tutti coloro affetti dalle varie dipendenze e ritengo che sia assolutamente necessario che la società, anche di san giovanni rotondo, si faccia carico di queste problematiche e non aspetti che le famiglie delle vittime chiedano aiuto, che per certi campi le attuali non sono in grado di garantire. Ritengo che si debbano studiare delle strategie che contengano i mali di questa società anche della nostra che colpisce, purtroppo, tanti giovani. Io non ho una soluzione, nè una proposta, ma non abbandoniamo queste persone. Andiamoli incontro. 
...
Scritto da nicpaglietta il 2011-11-04 13:39:26
E' semplicemente immorale che l'incentivo alle scommesse provenga proprio dallo Stato. 
doppio mah!!!
Scritto da maicol il 2011-11-04 13:47:22
"pensare a quando soffrono..." , "Andiamoli incontro". 
Non per fare il professore ma questi sono orrori grammaticali che una insegnante non deve assolutamente fare!!!! (conosco già la replica: "è stata colpa della fretta, non ho riletto") 
:eek :eek :eek :eek
mah...
Scritto da corvonero il 2011-11-04 14:16:28
Pensiamo al contenuto dell'articolo e meno agli errori che ognuno di noi può fare. 
:? :?
...
Scritto da gilby il 2011-11-05 06:57:38
Perchè non ci preoccupiamo di aiutare chi realmente ne ha bisogno??? :? :? :?
Scritto da gladiatore il 2011-11-05 09:52:01
Come al solito si guarda la forma e non la sostanza si critica chi interviene e non si legge nemmeno l'oggetto.Il soggetto e la sua radiografia sono piu importanti.Viva l'Italia terra di Santi poeti navigatori....e professoroni.....
per maicol....
Scritto da jacintone il 2011-11-05 22:45:29
l'unico errore che siena ha fatto è quello di trovare un *******che sa solo criticare e nient'altro....nella vita ce chi grammaticalmente sbaglia,ma nella vita ce chi come te nasce sbagliato.....scusami siena ma quando ci vuole ci vuole.....saverio dragano
senza parole
Scritto da maicol il 2011-11-06 09:18:10
Jacintone e gli altri: ma dalla vostra bocca sarà mai uscito qualcosa che non fosse veleno? 
Vedete, se dovessi giudicare i "ce" al posto di "c'è" di jacintone non lo farei perchè so che jacintone non fa l'insegnante, ossia quella figura che deve costruire i nostri figli. Lui fa tutt'altro nella vita.... 
E' come se vedessi, sempre jacintone, non saper aver a che fare con un bisturi: poco male, lui non fa il medico! 
Ma scusate, se vedo una insegnante che sbaglia i pronomi, allora no! Per voi non è cosa da poco conto, per me no, è molto importante!  
Ed ora avanti con le ingiurie!!!!

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