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Partendo dai fatti di Genova… Stampa E-mail
Inserito da Redazione   
sabato 05 novembre 2011

udcL’opinione dell’UDC di San Giovanni Rotondo






 

Molte volte sentiamo raccontare dai nostri nonni che nei tempi di siccità si era soliti scrutare il cielo sperando che qualche nuvola, facendo capolino all’orizzonte, portasse la pioggia o comunque un po’ di refrigerio nelle assolate giornate estive. Peccato che oggi questa simpatica scenetta – così doveva essere a quei tempi – si sia trasformata in un gesto da evitare, presagio di sventura e distruzioni, in alcuni casi di morte.

Qualcuno si domanda come può una giornata molto nuvolosa, che necessiterebbe come unica precauzione la chiusura delle porte di casa, lasciare in eredità morti annegati o, forse, ammazzati dalla furia omicida di un nubifragio.

I genovesi e, in generale, gli abitanti della Liguria sono tormentati da questo dubbio che merita di essere risolto ancor prima della logica ricostruzione di ciò che la natura ha portato via.

Le decine di morti e feriti, questo il computo della tragedia per di più non definitivo, sono il campanello d’allarme per tutto il Paese: il dissesto idrogeologico che sta investendo l’Italia merita di essere considerato al pari della più famosa crisi economica che per una volta ha lasciato la prima pagina della notorietà per far posto alla strage causata dall’argomento di un trafiletto.

Come si può parlare di lavoro sicuro, di interessi economici e di crisi governative se la popolazione non è al sicuro nemmeno nelle proprie case? Come possiamo parlare di rispetto della vita umana e dei suoi valori se la prevenzione viene tirata fuori solo a stragi fatte?

Il duro colpo ligure ci lascia una riflessione: da nord a sud nessuno è al sicuro. Da Genova a Giampilieri tutti scrutano il cielo sperando che il sole ci resti a lungo.

Alla luce dei fatti l’UdC di San Giovanni Rotondo non può non riportare la mente dei cittadini al 12 settembre 2009 allorquando un violento nubifragio si abbatté sulla nostra città, provocando un morto nella vicina San Marco in Lamis e seri danni a molte abitazioni.

Polemiche a non finire che però non sono servite a risolvere la situazione che puntualmente ad ogni temporale si ripresenta ormai a scadenza fissa: case e strade allagate, anni di sacrifici cancellati e annegati nell’acqua sporca e maleodorante.

L’Amministrazione comunale, fissando un Consiglio monotematico su questo tema, non è però giunta ad una conclusione: c’è il progetto ma mancano i soldi (per Leone di Lernia no!), monologhi, appelli e cartelli vari, insomma niente di fatto.

Oggi vogliamo chiedere, una volta per tutte, di non pensare alle beghe politiche o alla nomina di inutili staff sindacali, ma di risolvere una situazione che sta aspettando solamente di esplodere: prima che ci scappino i morti, prima che venga distrutta la nostra bella ma malcurata città.

Iniziamo col prevedere delle azioni tampone, in attesa di una soluzione definitiva. Iniziamo a renderci conto di persona di ciò che accade nelle abitazioni ogni qualvolta cade acqua dal cielo. Se non ci si rende conto che siamo sull'orlo di un burrone, ad ogni pioggia può succedere di tutto.

Non c’è tempo da perdere: la bravura e la capacità di un’Amministrazione comunale «si misurano anche dalla capacità di tenere in ordine il proprio territorio: c'è poco da fare davanti a uno tsunami, ma il peggio, ci dice questo terribile autunno, non è mai alle spalle».

 

 

Pietro Fania, consigliere comunale, capogruppo UDC

Coordinamento cittadino UDC

 

Commenti
alluvioni annunciate
Scritto da gianfrancopazienza il 2011-11-06 09:00:22
si deve ripartire certo, con questa utile impostazione, con la condivisione di impegni e strategie per affrontare il tema, non per tutelare gli interssi in edilizia che fino ad oggi non hanno mai gurdato alla vita e alla salute della città. 
Ogni altro commento sulla tragedia e il grave dissesto idrogeologico di intere regioni messe in ginocchio dalle piogge di questi giorni, autunno drammatico questo del 2011, è un commento che rischia di essere tacciato di sciacallaggio. Chi mi conosce, soprattutto gli amici di San Giovanni Rotondo, può perdonarmi perchè è testimone di quanta attenzione continuo a richiamare (quando posso) per evitare il ripetersi di situazioni analoghe, già verificate il 12 settembre 2009 proprio a San Giovanni Rotondo con una precipitazione di molto inferiore ai 170 millimetri di pioggia accumulati in soli diciassette, terribili minuti a Genova. Nella nostra città nonostante il rischio, continuiamo, imperterriti, a cementificare la nostra "conca salva vita", spugna naturale per drenare le piene. Qui vi abbiamo insediato nuove lottizzazioni, abbiamo costruito senza preoccupazione del rischio e con una progettazione delle opere, ordinarie e di previsione, assolutamente inadeguate, anzi inidonee a sopravvivere alle manifestazioni di queste precipitazioni eccezionali, sempre più frequenti. Abbiamo cementificato e non si sono realizzate le opere di difesa idraulica; per realizzare quelle previste, con quel poco di spazi verdi vitali sopravvissuti, si dovrà guardare a Genova e dovranno essere adeguatamente dimensionate. Purtroppo dovranno fare la gimkana tra i nuovi quartieri insidiosi e insediati nella parte piana, la nostra conca alluvionale. Fare tesoro della tragica situazione del dissesto idrogeologico italiano ora è più difficile, soprattutto qui a San Giovanni Rotondo dove nonostante la nostra piccola alluvione, si è continuato "legittimamente" a dare il via alle nuove lottizzazioni, pur ignorando il rischio idraulico, o tollerando abusivismi e cementificazioni non necessarie.Continuando imperterriti a realizzare la tipologia abitativa di interi appartamenti ricavati, le" cantinette" così dette, in interrati che diventano tombe d'acqua. 
 
Sarà sciacallaggio ma non possiamo non riflettere sulla tragedia di Genova, per non lasciare insperata l'ultima possibilità di invertire la rotta e nella nostra città tentare di savaguardare gli ultimi scampoli di aree verdi, sottraeendoli alla cementificazione e ripensare le prepotenze dell'attuale logica urbanistica e ingegneristica, pensata all'asciutto. Ma inadatta alle forze della natura quando esse si scatenano a causa del riscaldamento globale di cui siamo autori incoscienti. Noi siamo gli autori di queste alluvioni annunciate, come le definisce ora il metereologo Luca Mercalli a "che tempo che fa".
NECESSITA INTERVENIRE SUBITO!
Scritto da NEMO il 2011-11-06 14:43:35
Il dissesto idrogeologico di San Giovanni Rotondo è di per sé uno scandalo, considerando le caratteristiche morfologiche del nostro territorio, cioè la conformazione naturale del sito su cui è sorta la nostra Città. Ma dopo quello che si è potuto constatare in tempi recenti, relativamente alla precarietà idrogeologica ormai in cui gran parte dell'Abitato di San Giovanni Rotondo effettivamente versa, ogni segnalazione perché s'intervenga quanto prima e in maniera fattiva a risolvere il grosso problema, non sia sottovalutata o messa nel dimenticatoio. I RESPONSABILI della Cosa Pubblica, cioè i nostri Amministratori debbono farsi carico con urgenza di un problema del genere e metterci tutto l'impegno del caso per risolverlo al più presto. 
Speriamo di essere ascoltati in qualche modo e creduti veramente nel segnalare la gravità del problema per tutta la cittadinanza di San Giovanni Rotondo! 
Raffaele Augello
Urbanistica
Scritto da michelemischitelli il 2011-11-06 16:26:57
La colpa di tutto questo pasticcio urbanistico è delle precedenti amministrazioni di centrosinistra, quando nel periodo pre-giubilare (tra 1997 e il 1999) consentirono di edificare alberghi ovunque, parcheggio multipiano inutile, espansione ad ovest, concessioni edilizie su aree sottoposte a vincoli idrogeologici e paesaggistici. 
In conclusione, hanno deturpato il paesaggio, hanno distrutto il verde pubblico. Oggi paghiamo le conseguenze dei gravi errori commessi da quelle amministrazioni comunali di centrosinistra anche in termini di dissesto idrogeologico.  
Per non parlare delle nomine di persone poco affidabili nell'ufficio tecnico. La colpa è del centrosinistra, punto e basta. E' talmente evidente, loro amministravano negli anni 90. 
Ci sono le prove evidenti che i disastri sono iniziati dal periodo pre-giubilare. Nessuno potrà mai smentirmi. 
Bisogna rottamare, come dice Renzi. E non solo la politica, ma anche qualche la PA (nel caso di SGR). 
In conclusione, ripeto, il centrosinistra negli anni 90 ha distrutto San Giovanni Rotondo. 
...
Scritto da flush il 2011-11-06 16:58:59
Qui non si tratta di addossare presunte responsabilità ma di adottare al più presto delle soluzioni che impediscano una sempre più probabile alluvione... tanto x dirne una: stamattina piazza europa era un mare d'acqua a causa delle foglie cadute e non spazzate da almeno quindici giorni che hanno intasato i tombini... la prevenzione e l'amministrazione della città si misura anche dalle piccole cose e non dagli eventi mediaticamente rilevanti!!
Cominciamo a dare l'esempio
Scritto da runner61 il 2011-11-06 19:17:43
Non diamo sempre la colpa ai politici ma chiediamoci se abbiamo fatto qualcosa per evitare i disastri. Forse non siamo noi ad aver chiesto di costruire tutto il possibile ed anche di più? Non siamo noi ad essere i primi a non rispettare le leggi costruendo abusivamente? Non siamo noi a chiedere di aumentare l'indice di fabbricabilità nella zona alberghiera? I politici gli scegliamo noi e siamo i primi responsabili dello scempio.

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