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sabato 12 novembre 2011

Gianfranco Pazienza“La verità, anche se non ci salva dalle alluvioni, almeno ci rende liberi e rispettosi gli uni degli altri”

di Gianfranco Pazienza






 

Il Sindaco Luigi Pompilio e il Consigliere (Presidente dell’assemblea) Mauro Cappucci, in un solo giorno su immigrati e difesa idraulica, hanno riacceso riflettori spietati. Con le loro dichiarazioni: Vendola e Amati non ci lasciano sforare il patto di stabilità per realizzare in proprio le opere; non vogliamo gli immigrati "infedeli" imposti dalla regione.

Hanno espresso posizioni con le quali si sono aperte discussioni velenose sull’essere città mondiale della cristianità. I nostri politici essenzialmente sono riusciti ad irretire l'Assessore Amati, persona di grande moderazione e di buone pratiche politiche, ricevendone risposte puntuali e documentate (di questo dobbiamo essere grati all’assessore regionale). Amati, ora tutti lo sappiamo, oltre ad essere assessore alla protezione civile e applicato il decreto ministeriale per l’accoglienza immigrati rifugiati politici, ha pure la delega alle opere pubbliche e alla difesa del suolo. Da lui dipende l'Autorità di Bacino (AdB) cui dobbiamo affidare i buoni auspici per la realizzazione delle opere di difesa idraulica. I fondi per le opere di difesa idraulica, anche questo tutti sanno (2 milioni e 200 mila euro bloccati dalla manovra del Governo), ci ricorda Amati, si ottengono e si potranno spendere con buoni progetti, come ora pare vi siano sul tavolo dell’AdB.

Tuttavia i buoni progetti presentati, se non sono false le notizie circolate a riguardo, non vengono richiamati da Cappucci membro autorevole di questa amministrazione. Stranamente nelle note polemiche egli richiama (inutilmente) il piano del 2010, già esaminato e non giudicato idoneo dall’AdB, poiché progetto di fogna bianca. Mauro Cappucci (nessuna accusa personale) non è nuovo a queste scelte “stravaganti”; già nel 2003 lui assessore all’ambiente, quando già eravamo riusciti ad ottenere il finanziamento di 10 miliardi delle vecchie lire per il nuovo depuratore (me ne ero occupato personalmente presso il ministero dell’ambiente tra il 1997 e il 1999) ci ha sorpreso. Contrariamente al dare via al progetto finanziato, ha firmato un progetto di adeguamento del depuratore vecchio contestato, per la cifra di 1milione e settecentomila euro. Una scelta al ribasso incomprensibile.

Voglio precisare, con questo, di non volere polemizzare anzi, con quella scelta Cappucci mi ha offerto una ulteriore possibilità di dimostrare, ancora una volta, come la buona politica e il disinteresse personale, siano l’unica soluzione positiva per il futuro di questa città, cui tutti dobbiamo offrire il nostro servizio appassionato. Infatti nel 2006, con le forze della sinistra e ambientaliste siamo riusciti, con il supporto dell’amministrazione Mangiacotti e delle altre forze politiche e sociali cittadine, con l’aiuto sostanziale della Giunta del Presidente Vendola, a recuperare 6 milioni e settecentomila euro, realizzando il nuovo depuratore, decentrato e già funzionante.

Voglio però cercare di capire il perché delle recenti prese di posizioni dei nostri amministratori? E’ bene ricordare come nel corso di questa settimana, mentre in Liguria e in tutta Italia si contavano i morti dell’alluvione, qui a San Giovanni Rotondo abbiamo subito gli ennesimi, frequenti, pesanti disagi dovuti alla cementificazione selvaggia. Allagamenti provocati da pochi millimetri di pioggia (67 millimetri in 11 giorni dall’inizio del mese, mentre a Genova sono precipitati in una sola ora 170 mm, cosa sarebbe accaduto a SGR?).

Di fronte a questi allagamenti e ai disagi estenuanti subiti da tutta la cittadinanza, e da sempre più famiglie costrette a vivere nel rischio, i nostri amministratori sono sempre più pressati e impotenti. Fino ad ora si sono proposti interventi inadeguati. Dal 2006, i progettisti e le nuove lottizzazioni non hanno fatto altro che ignorare le norme di salvaguardia contenute nel Piano di Assetto Idrogeologico. Nella nostra piana alluvionale le famose “tre caravelle” non sono più sole: si continua a cementificare, senza sosta, come se si temessero blocchi da provvedimenti amministrativi. Mentre sono i pochi millimetri di pioggia a provocare ogni blocco. Quelle lottizzazioni sono state autorizzate consapevoli del rischio e sulla base del solito scambio di voti e favori clientelari? Questo può assolvere dalla responsabilità e dal rischio a cui si espongono le centinaia di famiglie che li andranno ad abitare? Sono tutti interrogativi cui i politici ora fanno fatica a offrire una risposta?

Chi mi conosce può perdonare tali considerazioni impietose, perché mi è testimone di quanta attenzione continuo a richiamare (quando posso) per evitare il ripetersi di situazioni drammatiche, già verificate il 12 settembre 2009 proprio a San Giovanni Rotondo. Voglio ricordare la proposta di potere salvaguardare la piana ampliando il Parco del Papa e lo scambio di aree edificabili per evitare la cementificazione della nostra "conca salva vita", spugna naturale per drenare le piene. Mentre, al contrario, si continua senza preoccupazione del rischio anzi, con una progettazione delle opere ordinarie e di previsione assolutamente inadeguate e inidonee a sopravvivere alle evidenti precipitazioni eccezionali, sempre più frequenti. Fare tesoro della tragica situazione del dissesto idrogeologico (italiano) ora è più difficile, soprattutto da noi dove, nonostante la nostra piccola alluvione, si è continuato "legittimamente" e imperterriti a dare il via alle nuove lottizzazioni, tollerando abusivismi e cementificazioni non necessarie. Continuando incoscienti a realizzare la tipologia abitativa di interi appartamenti ricavati (le così dette " cantinette") in interrati potenziali tombe d'acqua.

Solo per dovere di cronaca, senza timore di essere smentito, dopo il nuovo depuratore da assessore avrei portato a buon frutto anche la soluzione per il dissesto idrogeologico. Ricordo una data, il 24 aprile 1996, quando con l’AdB avevamo prodotto lo studio per il PAI (Piano di Assetto Idrogeologico); io da assessore mi sono recato sul campo e nei valloni a verificare le stime della regione con l'aiuto del consigliere Carmine Masciale e il supporto di alcuni tecnici locali e della Segreteria Tecnica dell’AdB, dopo svariati sopralluoghi. Concluse le misure e le stime per la revisione dei rischi (successivamente è intervenuta l’alluvione del 12 settembre 2009 ad estendere l’area di rischio rilevante su San Giovanni Rotondo), il passo successivo da compiere doveva essere quello di sostenere e deliberare la proposta di interventi (da alcuni mesi una ipotesi di opere di difesa idraulica era esposta nel mio ufficio di Assessore).

Invece quel 24 aprile ritornati da Bari, il sindaco di allora accompagnato da due autorevoli assessori, decisero che la soluzione fin li individuata penalizzava le “sorti delle future lottizzazioni“ della piana e dell’economia edilizIa. E’ bene ricordare come tutte le altre lottizzazioni della piana, l’AdB, neppure le prendeva in considerazione, giacchè le norme di salvaguardia per la difesa idraulica richiedevano che la piana alluvionale non fosse ulteriormente cementificata. Dunque, noi con quelle premesse non potevamo più proseguire nella conclusione di quel lavoro e il respiro più ampio, ed operare con le soluzioni individuate da realizzarsi contestualmente alla realizzazione della lottizzazione di “cavallo stallone” (per questa in particolare ve ne era una da me proposta, quasi a costo zero, ma non è stata presa in considerazione, perché si doveva rivedere il piano di lottizzazione, orrore!).

Ovviamente non se n'è fatto più nulla, come ben si nota, mentre i problemi da affrontare diventano sempre più complessi e le opere di difesa idraulica per mettere in scurezza il territorio, sempre più complesse, urgenti e onerose. Intanto sono trascorsi altre sei anni e sono sempre meno i finanziamenti disponibili per la cura del territorio italiano, ulteriormente assottigliati tagliati dal governo. Allora stringiamoci la mano come propone Gaetano Cusenza e con l’Assessore Amati facciamo fronte comune per pretendere dal governo (alluvionato anche lui) che i fondi per la difesa idraulica vengano potenziati.



Commenti
Se l'assessore si è ...
Scritto da losperonegargano il 2011-11-15 08:59:47
... arrabbiato, pur essendo un tipo calmo, evidentemente qualcuno gli ha toccato qualche nervo, come è successo con D'Alema, quando con calma quel giornalista del Giornale, mi pare che si chiami Sallustri o Salluzzi, parlava degli affitti a 100.000 lire che D'Alema pagava, mentre tutti i cittadini normali dell'epoca pagavano dalle 300.000 alle 400.000 un appartamento del genere. 
 
Visto che lo difendi tanto, facci capire, perché nel paese di questo assessore sono arrivati 9 milioni di euro se non sbaglio. 
 
 
----- >>> Francesco Martino
Bisogna anche dire che ....
Scritto da losperonegargano il 2011-11-15 09:00:00
.... se uno vuole costruire dove la natura porta l'acqua, ben gli sta. 
 
Questi non può pretendere che l'Amministrazione Comune sia di destra che di sinistra, si debba preoccupare di togliere l'acqua che lì ci va per un fenomeno naturale, quando lui, viceversa, crea degli sbarramenti. 
 
Per esempio in via Carlo Poerio si è chiusa una strada e da notizie un po' così, mi risulta che avevano scoperto una grotta che portava in una grava che forse si collegava con quella di corso Roma. 
 
Si è invece pensato solo a costruire, chiudendo tutto, e l'architetto e l'amministrazione comunale erano di sinistra, quindi .... 
 
Dimenticavo: 
 
Ci hanno fatto anche dei garage interrati 
 
 
Cos'hanno da dire tutte queste persone? 
 
 
Francesco Martino 
 
 
ps Quella cisterna in corso Roma che accoglie tutte le acque piovane, da quanto tempo non viene pulita?

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