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"A Todi non è nato un nuovo partito" Stampa E-mail
Inserito da Redazione   
martedì 06 dicembre 2011

Imagedi Gaetano Cusenza





Il Convegno di Todi che ha visto riuniti tutte le Associazioni del mondo cattolico era molto atteso. I dubbi e le incertezze erano diverse: che sarà mai questo Forum? Perché più di cento associazioni Cattoliche si riuniscono? Per fare cosa? Ma soprattutto: nascerà un nuovo Partito politico?

Terminato  il Forum diciamo subito che si è svelato il mistero, esageratamente alimentato, del reale obiettivo dell’iniziativa. Nel senso che è stato confermato, quanto già detto dal cardinale Bagnasco, cioè che a Todi  non si sarebbe dato vita a  nessun nuovo Partito, ma più semplicemente e non meno impegnativamente, ad uno organismo situato nel prepolitico.

Allora il Convegno di Todi cosa è stato?

Per dirla con il Presidente dei Vescovi italiani, Todi è stato: “l’incontro di cristiani per ragionare insieme sulla società, portando nel cuore la realtà della gente e i criteri della Dottrina Sociale della Chiesa. E’ stato un segno di vivace consapevolezza e di responsabile partecipazione alla vita della Città”.

Il cardinale Bagnasco ancora una volta ritorna su un argomento che negli ultimi decenni sembra essere per i Cattolici un tabù: partecipare alla vita della propria Città.

Era ora ed è giusto, che la Chiesa assuma nuovamente il compito di educare soprattutto le nuove generazione di credenti, al rapporto fede-politica, dopo che da anni in molte parrocchie è stato quasi vietato parlare di politica, “per non dividersi”.

E quale dovrebbe essere il problema se nelle opzioni politiche i credenti si dividono? Don Luigi Sturzo, già nel discorso del 1905, diceva che per i credenti in politica è inevitabile dividersi fra «sinceri conservatori» e «sinceri democratici». Ciò che importa è che ci si rispetti reciprocamente e non si brandisca gli uno contro gli altri il Vangelo.

Come si vede situarsi nel prepolitico per i cristiani non è meno impegnativo rispetto alla scelta di quanti invece decidono di impegnarsi direttamente in politica.

Tra il prepolitico e il politico c’è uno spazio vuoto. Occorre colmare questo spazio.

Come? Individuando i punti in comune tra queste due sfere. Infatti l’una ha bisogno dell’altra. E’ sbagliato separarle, e nello stesso tempo è altrettanto sbagliato confonderle. Oserei dire sono due facce della stessa medaglia.

Un terreno da ricercare insieme  è indubbiamente il “bene comune”, attraverso valori essenziali e non negoziabili: come la vita, la solidarietà, la giustizia e il lavoro.

Su questi temi il Cattolico impegnato nel prepolitico e quello impegnato più direttamente nella politica, hanno il dovere di stare insieme.

Questa sinergia oggi purtroppo, con amarezza, devo ammettere che non c’è. Noto una preoccupante dispersione di energia. Ci si muove in modo autonomo e a volte confuso.

Anche a San Giovanni Rotondo questo purtroppo avviene. Ci sono, a volte, diversità di azioni e di vedute più tra Cattolici, che tra Cattolici e Laici.

Da Todi viene un messaggio di consapevolezza, di stimolo e di speranza per tutti. Ognuno nel suo ruolo: nel volontariato, nella catechesi, nell’oratorio, nel  prepolitico,  nei partiti, i Cattolici devono recuperare i punti in comune … non fosse altro in nome dello stesso Vangelo.


Gaetano Cusenza

Consigliere Provinciale

Commenti
Malinconia del passato
Scritto da michelemischitelli il 2011-12-07 09:47:25
Malinconia del passato, ovvero, nostalgia della DC, un partito che ha permesso all'Italia di avere un'economia forte, diventando la settima potenza mondiale. Un partito che per 48 anni ha rappresentato un grande punto di riferimento per l'Italia e per gli italiani, oltreché per numerose categorie del mondo sociale, economico, culturale, sindacale ed imprenditoriale.  
Tangentopoli segnò la fine della "balena bianca" (e dico purtroppo :( ), avviando la nazione verso una nuova fase, la seconda repubblica, che ha visto la nascita di un bipolarismo malato, dominato da partiti estremisti , che della nostra nazione ne rappresentano i maggiori protagonisti del declino. Declino poi avvenuto anche a livello locale, e su quest'ultimo, anzi, lo è stato molto di più. Con la nascita del bipolarismo malato ha prevalso l'egoismo, il personalismo, è aumentato il clientelismo, si è perso ogni stile ed ogni senso delle istituzioni. Quotidianamente siamo spettatori di un indecente spettacolo politico, con due coalizioni molto litigiose tra di loro, un vero e proprio "muro contro muro". 
Si parla da tantissimo tempo di rifare la DC, di formare un cosiddetto "grande centro", di rompere con l'era bipolare catastrofica ma personalmente non vedo personalità adatte ad attuare un grande centro con spirito innovativo. Casini da tempo lo sento orientato ad attuare una simile strategia ma, a mio parere, non mi sembra in grado di poter compiere una simile impresa.  
D'altronde, non abbiamo più i vari De Gasperi, Andreotti, Moro, Fanfani, Don Sturzo ed Antonio Segni, insomma personalità che, come loro, portarono il partito sulla strada del trionfo, raggiungendo massimi storici e governando la nazione.  
Oggi, piuttosto, tra PD, UDC e PDL ed altri partitini vedo militare esponenti che a partire dagli anni 80 hanno portato il partito verso numerose crepe interne fino ad arrivare allo spacchettamento ed al caos totale. Ed abbiamo un quadro politico con continue spaccature ed il moltiplicarsi continuo dei partitini. E sarei curioso di conoscere in anteprima le strategie di questo neonato "terzo polo", apparentemente filo-centrista, però anche con un Fini tra i fondatori. Già! Ma che c'azzecca Gianfranco Fini ed il FLI con il centrismo politico ed un eventuale ricostruzione in chiave centrista? A me l'attuale presidente della Camera mi appare sempre più radicalista ed estremamente laicista, non l'ho mai considerato un vero uomo di destra (al contrario di Almirante e Storace, per citarne alcuni). Tralasciando il discorso finiano, sarei invece più propenso a sostenere l'idea renziana, ovvero la rottamazione di cui la politica ne ha pienamente bisogno se la nostra nazione vorrà riprendere a "respirare", e quindi orientarsi verso un percorso di sviluppo socio-economico, culturale, occupazionale ed infrastrutturale. C'è bisogno di deframmentare il quadro politico italiano, di creare una nuova casa comune di tutti i partiti moderati (liberali e cristiani), di riconsegnare all'Italia quel soggetto politico unico che sia vicino ai cittadini, che di essi ne rappresenti un grande punto di riferimento e li riporti ad avere più fiducia nella politica e nelle istituzioni. Chiudiamo al più presto questa pagina buia della storia repubblicana ed avviamoci verso un nuovo rinascimento repubblicano. 
 
Michele Mischitelli 
Bene, ma come???
Scritto da MatteoFaber il 2011-12-08 08:46:46
Che il cattolico si occupi di politica è giusto, anche perchè è egli stesso un cittadino, ma come??? 
Accettando la laicità dello stato o con la solita ingerenza dello stato Vaticano???? 
Matteo De Santis

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