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martedì 13 dicembre 2011
Berto DraganoLa 22esima edizione della ricerca annuale de «Il Sole 24 Ore» dedicata alla ‘Qualità della vita nelle province italiane’ è stata pubblicata nel bel mezzo del versamento di “lacrime e sangue” del Governo Monti





 

Sono in macchina e mentre lascio il Sud alle mie spalle, dirigendomi verso Roma, ascolto in radio con una certa tristezza la classifica delle provincie pubblicate dal Sole24Ore, con tanto di dati e statistiche che non fanno altro che confermare la situazione di disastro economico-sociale che si sta abbattendo nella nostra provincia. 

Se la Provincia di Foggia, che già nel 2010 occupava il penultimo gradino, ora è proprio l'ultima e nemmeno le provincie calabresi o siciliane ci stanno più dietro.

La notizia non fa che confermare quanto quotidianamente un medio cittadino attento percepisce: i pessimi risultati per servizi, ambiente e per ordine pubblico, con un forte aumento dei delitti denunciati e un’incidenza dei furti di automobili, che risulta cinque volte maggiore rispetto alla media nazionale. 

Un’amara verità che coinvolge non solo Foggia ma l’intero territorio Garganico.

Una classifica che si fatica ad accettare, ma che sottolinea una forte contraddizione se si pensa il nostro Gargano come paradiso turistico, come maggiore produzione italiana di pomodori, con San Giovanni Rotondo dov’è nata la Borsa del turismo religioso e Monte Sant’Angelo entrata quest’anno nel Patrimonio mondiale dell’umanità.

Un forte contrasto fra potenzialità del nostro territorio e le sfumature scure del caporalato che esiste e persiste nelle campagne del tavoliere, un turismo concentrato ad organizzare il numero di ombrelloni senza una seria promozione turistica, senza esaltare  i tesori del subappennino dauno.

Un turismo religioso che fra fede e cemento è sempre più in crisi con numeri dimezzati per il Santo Pio. Un turismo, quello sangiovannese, senza proposte, progetti per lo sviluppo turistico di S. Giovanni Rotondo nel contesto del Gargano e della Provincia di Foggia.

Un’ulteriore mannaia è la violenza silenziosa che insanguina la montagna garganica. Storie di sangue e violenza che restano sospese ed anonime nel tam tam quotidiano della comunicazione.

Storie di scomparse come quella di Alessandro Ciavarrella che esce di casa dicendo a sua madre di andare a prendere un caffè con gli amici e che in una domenica mattina come tante scompare. Storie di faida garganica come quella del pregiudicato Michele Alfieri, 35 anni, che all’inizio del 2010 in pieno stile mafioso con cinque colpi al volto, esplosi da una calibro nove, davanti ad un bar in pieno centro a Monte Sant'Angelo, muore.

Storie come quella di Michele Mafrolla, 27 anni, ritrovato cadavere in un canalone tra Vieste e Mattinata.

La sanguinosa faida del Gargano, l'industria di morte e terrore, in 30 anni ha provocato oltre 35 omicidi, diversi casi di lupara bianca e numerosi tentativi di omicidio.

L’aspetto meno comprensibile resta comunque l’abitudine e l’indifferenza che tutti noi abbiamo nel vivere in questa provincia e nelle nostre città.

Forse Moravia aveva ragione quando gli è stato attribuito il giudizio su Foggia come città più brutta d’Italia, ma nel momento in cui lo penso e scrivo mi piacerebbe contraddire la sua sensazione e illudermi che forse un giorno gli ultimi saranno i primi.

 


Berto Dragano

Commenti
piena ragione!
Scritto da donato80 il 2011-12-13 16:52:51
Caro Berto, 
 
purtroppo la tua analisi, anche se spietata, é molto corretta. Resta da chiedersi se meritiamo di avere a disposizione un partimonio turistico cosí vario in questa provincia che, non fosse per i santi, sarebbe quasi maledetta! 
 
Donato Urbano
perfetta analisi...anzi...
Scritto da massimilianopitacco il 2011-12-13 16:53:31
Leggo con piacere la tua lettera caro Berto, sembra un pò un testamento redatto da chi per fortuna sta lasciando il territorio garganico...ma a malinquore sa che vi tornerà...Vorrei solamente segnalare alcune cose partendo dal fatto che con il mare e le coste che abbiamo nel Gargano, con Vieste in primis che fa il tutto esaurito solo di polacchi e frotte di campeggiatori squattrinati, purtroppo non siamo riusciti NOI tutti a supervalutare o meglio a far valutare le nostre bellezze naturalistiche. Prendiamo l' esempio delle Isole Tremiti, bellissimo posto, meglio della Croazia ma purtroppo mal gestite dalle Amministrazioni, menefreghiste ed addirittura incapaci di sfruttare al meglio tale ricchezza...altro che Sardegna, le Tremiti potrebbero essere il porto turistico affacciato sulla Croazia e sulla Grecia, ricco di yacht in transito e milionari che sostano indisturbati in un' oasi da paradiso...invece ci ritroviamo frotte di baresi e napoletani che con 30 euro di aliscafo vengono a deturpare ed a depredare le Isole, lasciando solamente sporcizia e atti di vandalismo...peccato....San Giovanni Rotondo poi, potrebbe essere altro che Lourdes, molto di più, ma purtroppo il turista-pellegrino non trova più il suo habitat migliore sia per la pessima accoglienza da parte dei vari parcheggiatori abusivi che pullulano i vari ingressi del paese, che dalla carenza di spiritualità che va via via affievolendo lasciando il posto solo a gite commeciali e polacchi in transito...che peccato si è esaurito tutto in un decennio...chissà se a Pietrelcina faranno tesoro dei nostri errori e salvaguarderanno di più il prossimo business del 2020...FRA MODESTINO...che noi sangiovannesi abbiamo fatto andare a riposare lì, in quella terra dove Lui solo vi nacque...e da lì che partirà il processo di beatificazione del frate...facciamo tesoro e mangiamoci le mani... 
 
Massimiliano Pitacco
Scritto da cactusbike il 2011-12-13 17:07:47
Ottima osservazione, vorrei fare un appunto, questa non è faida ma mafia ! 
Matteo Mangiacotti

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