di Salvatore Trotta
Mentre
è ancora vivo l’eco delle stragi di Cristiani nel giorno di Natale in Nigeria
non diversa è la situazione dei Cristiani Iracheni. Per noi il Natale è
sinonimo di gioia e consumismo, per i Cristiani
Iracheni non è sinonimo di festa ma di paura e apprensione,
essi vivono con perenne angoscia e
paura, sono vittime di persone senza coscienza e sensibilità.
Nell’anno
che sta per finire si sono avuti gravi e
violenti episodi come l’uccisione di una coppia di sposi cristiani, ammazzata
davanti ai figli, il rapimento di un
cristiano, fortunatamente poi
rilasciato, per non parlare dei tanti negozi gestiti da cristiani attaccati
dopo che l'Imam della zona aveva incitato alla violenza contro i seguaci di
Cristo. I cristiani iracheni continuano a vivere nel terrore: quasi 200
famiglie Cristiane Caldee quest’anno hanno lasciato l’Iraq.
Perché
tutto questo odio verso i cristiani? Purtroppo ogni volta che c’è uno scontro
tra gruppi e partiti, a pagarne il prezzo più alto sono sempre loro; l’andata
via delle truppe americane rappresenta un grosso ostacolo, lasciano su questo
tema un vuoto incredibile, cui le autorità locali sono incapaci di contrastare.
La
Chiesa cattolica in Iraq è parte
della Chiesa cattolica in comunione con il Papa . Le
Chiese sono sia di rito latino sia di rito orientale. La più numerosa è
la comunità caldea ; la particolarità di
queste chiese è l’uso della lingua aramaica, la lingua parlata ai tempi di Gesù.
Altre
comunità sono quella Siro-Cattolica, Armeno-Cattolica, Greco-Cattolica. Esse
rappresentano una ricchezza non solo per la testimonianza che quotidianamente
portano al mondo in una terra non facile, ma anche liturgicamente con canti e
preghiere meravigliose che avvicinano a Cristo.
Nel mese di Settembre
alcuni vescovi iracheni hanno incontrato Van Rompuy, presidente del Consiglio
Europeo. Uno dei temi dell’incontro è stato quello sulla libertà religiosa nel
paese mesopotamico e la necessità che i fedeli iracheni possano ricevere aiuti
per costruire scuole peraltro frequentate in maggioranza da Musulmani. “L'istruzione aiuterebbe a sviluppare una
nuova cultura e la libertà di religione, aprendo nuove prospettive per i
giovani”, ha detto l'Arcivescovo Warda.
Infine, un legame alla
nostra terra ed al nostro santo: molto conosciuto anche tra queste chiese
orientali è la figura di San Pio da Pietrelcina; alcuni cristiani dell’ Iraq
che conosco pregano anche il nostro santo perché possa intercedere per la pace
in questo bel paese ricco di storia e di cultura, ma sfortunatamente
martoriato.
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