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Il centro storico, tra tutela e degrado Stampa E-mail
Inserito da Giovanni Piano   
lunedì 18 settembre 2006
Image:: La lettera di Pio Gravina, responsabile dell'associazione "Cala la sera", al sindaco e all'assessore ai lavori pubblici





Caro Sindaco e caro Assessore, è da tempo che lottiamo per la giusta e lecita causa che è “la SALVAGUARDIA del Centro Storico” ed è nostro dovere (dovere di cittadini) portare avanti le nostre idee e quello che tutti vorremmo che si identificasse in un bene comune.

Ci rattrista quello che un Assessore Comunale (nella persona dell’Ing. A. Urbano) possa affermare per i problemi riguardanti “il Nostro Centro Storico”:

 

……..- se vogliamo salvarlo da un irrimediabile degrado si deve superare il tabù dell’intoccabilità e riqualificarlo offrendo a giovani coppie un incentivo finanziario e realizzare un appartamento con relativo posto macchina, questo comporta qualche operazione di chirurgia architettonica ma è il solo modo di recuperare il nostro borgo antico - …..(fonte: Sperone Nuovo, pag.1, n. 57)

 

Prima di tutto, a nostro avviso l’intoccabilità non è un “tabù”, anzi è un modo per salvaguardare la storia, la cultura, le tradizioni. Quasi tutti i Centri Storici possiedono un “Piano Particolareggiato” che si basa appunto sulla intoccabilità di certi aspetti architettonici e questo, vi posso assicurare che, non è un male. Il vero degrado consiste nel deturpare gli aspetti semplici ed essenziali che le abitazioni nel Centro Storico possedevano. Non si può invitare le giovani coppie (io ne faccio parte) ad entrare con una macchina (inquinante) nel Borgo Antico per portarla fino davanti casa dove ad aspettarla c’è un caldo ed accogliente “garage”….le giovani e le meno giovani coppie vanno ad abitare nel Centro Storico per evitare tutto questo, per evitare il traffico, per evitare di vedere sempre “CEMENTO” e per consolarsi tra le “belle e sacre case di pietra”.

Ormai realizzare un appartamento con relativo posto macchina non fa più parte della logica che si sta utilizzando per portare il “Borgo Antico” al suo vecchio splendore, le logiche ed i piani di recupero sono altri, anzi si sta cercando di liberare i Centri Storici dal traffico perché abitarci è una scelta e non un ripiego.

Pertanto, con questa lettera, che vuol essere un umile consiglio a non contribuire a quello che viene chiamato “irrimediabile degrado”, ci appelliamo alle istituzioni affinché capiscano che non è nelle operazioni di chirurgia architettonica (ed il nostro Paese ne ha viste tante) che si possono risolvere i problemi, bensì nel curare le “unicità” che ci circondano dato che il Centro Storico è il principale oggetto.

 

Non deturpiamo, valorizziamo e lanciamo messaggi di cultura,

i trulli di Alberobello sono bellissimi perché da migliaia di anni sono rimasti intatti, non possiamo pretendere (oggi) di poterci metter una macchina dentro, il garage (se proprio una persona ama il Centro Storico) se lo trova altrove

 

Cordiali Saluti

 

Pio Gravina

Responsabile Ass. Cult. “Cala la Sera”

e non a caso abitante del Centro Storico


 

Commenti
come?
Scritto da crash il 2006-09-19 12:50:22
non posso credere che qualcuno abbia fatto certe affermazioni... qui non si tratta di essere assessori o cittadini; sangiovannesi o sanseveresi, piuttosto che viestani. qui si tratta di esser savi o meno! che razza di "centro storico" sarebbe se lo "modernizziamo".  
è una vera e propria contraddizione in termini.  
non voglio crederci!  
in ogni caso i paesi di metà capitanata stanno lì a dimostrarci come si tiene un centro storico!  
vieste, peschici, vico, possono bastare. o forse dimentico di far parte di un piccolo, misero paese, senza ricchezze, senza risorse, E SENZA PROSPETTIVE, dimenticato tra le pieghe del gargano?  
davvero qui l'unica miseria di cui stiamo soffrendo sta diventando quella culturale?  
SVEGLIAAAAAAA!

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