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Riflessioni su una lettera di Padoa Schioppa al Sole 24 Ore Stampa E-mail
Inserito da Redazione   
mercoledì 15 agosto 2007

dagliIl pregiudizio antipolitico

di Gennaro Giuliani







Ho casualmente ascoltato ieri mattina, su Radio24, il dibattito nato a seguito di una lettera inviata alla redazione del Sole 24 Ore da un “professionista deluso” che, argomentando sul dovere di pagare le tasse e sul corrispondente diritto a ricevere un servizio all’altezza, conclude di essere tentato di smettere di pagarle fino a quando “la classe politica non se lo meriterà di nuovo”. Ne è seguita una risposta del Ministro Padoa Schioppa, pienamente condivisibile, a mio giudizio, che ha riproposto il tema, mai sufficientemente approfondito, del “pregiudizio antipolitico”.

Mi è immediatamente venuto da pensare a quanto sta accadendo a San Giovanni Rotondo: l’insoddisfazione e la delusione sono comprensibili, perché figlie di un giudizio tanto più severo, quanto più legato ad aspettative ripudiate, ma occorre, intanto, resistere alla tentazione di essere, genericamente e aprioristicamente, “contro” e, di seguito, porre attenzione al rischio che esse alimentino una deriva populista, a tutto danno della affezione e della fiducia che i cittadini dovrebbero riporre nella politica.

Il nostro pregiudizio antipolitico finisce per essere inverato dal modo stesso in cui ci atteggiamo di fronte alla cosa pubblica” sostiene Padoa Schioppa.

Quanto è vero! Abbiamo assunto l’abitudine di attribuire alla politica la responsabilità di tutto ciò che non converge perfettamente verso le nostre aspirazioni, la accusiamo, spesso senza ragione, di favorire privilegi di parte ogni qualvolta la vediamo rimanere ingiustificatamente inerte, misuriamo la capacità di amministrare sulla scorta di quanto la politica sia in grado di soddisfare i bisogni individuali prima che quelli collettivi.

E tutto questo induce a pensare che sarà pur vero che la politica ha, in parte, deluso, ma non si può non ammettere che, in una società a democrazia compiuta, siano i cittadini, “la società stessa, i responsabili ultimi delle disfunzioni della politica”.

Non si vuole certo invocare un giudizio di assoluzione o di clemenza nei confronti della politica – che è e resta, purtroppo, per troppi versi, inadeguata –, ma tutti noi, a partire dai frequentatori di questo portale, abbiamo il dovere di impedire che prevalga il sentimento di diffidenza e la cultura del sospetto nei confronti della politica e dobbiamo farlo raccogliendo, senza alcuna preclusione pregiudiziale, gli inviti al confronto che provengono sia dal Sindaco, che da Gennaro Palladino, da Giuseppe Pizzicoli, da Giuliano Pompilio, da Giovanni e Marianna, o da chiunque altro si dimostri autenticamente e sinceramente interessato al progresso della nostra città.

Concludo con parole non mie, ma del Ministro Padoa Schioppa, che, molto meglio di me, è in grado di rappresentare il deciso richiamo ad una politica migliore:

La seria difficoltà in cui ci troviamo nell'affrontare il mondo di oggi nasce dal modo in cui la società italiana si pone nei confronti della politica forse più ancora che dal modo in cui questa si pone nei confronti della società. Non dimentichiamo che in molti momenti della storia repubblicana, la politica è stata più coraggiosa e lungimirante della società: nell'aprire mercati, nel difendere la democrazia, nel partecipare all'Europa. Dubito si possa veramente dire che il mondo della politica in Italia versi in condizioni peggiori di altri, come l'economia, la cultura, il sindacato, la magistratura, la comunicazione. Mondi nei quali si annidano le tenaci resistenze al cambiamento e i privilegi contro cui si rimprovera alla politica di non agire con sufficiente determinazione. Certo, sulla politica tende a convergere tutta l'insoddisfazione degli italiani; certo, senza un decisivo contributo della politica l'Italia non uscirà dal malessere in cui si dibatte. Certo, verso la politica si deve essere molto più esigenti e severi di quanto spesso si sia; e si può esserlo soprattutto quando si è buoni cittadini e contribuenti onesti. Ma nel nome di una migliore politica e nell'impegno per essa, non cadendo nella pericolosa disperazione dell'antipolitica”.

Gennaro Giuliani

PS: al giudizio di inadeguatezza non si sottrae, ovviamente, nemmeno il sottoscritto, alla luce dei precedenti in politica che l’hanno visto impegnato!


Testo integrale della lettera del “professionista deluso” e della risposta del Ministro



Commenti
però
Scritto da gigimister il 2007-08-15 19:19:19
E' vero che ogni popolo ha i politici che si merità... ma sono tanti i benefici che hanno coloro che amministrano la cosa pubblica che non possono fare, adesso, addirittura, la parte delle vittime. E'per lo meno curiosa come cosa.
Scritto da gennaropalladino il 2007-08-15 20:45:52
Caro Gennaro Giuliani 
Qui non si tratta solo di politica o antipolitica e nemmeno soltanto di pregiudizi,di insoddisfazione e delusioni e se ,come tu ricordi, c’è gente che invita al dibattito, è perché vuole le cose chiare e alla luce del sole senza alcuna riserva mentale.Chi scrive come tanti che intervengono sul portale e tanti altri “indignati” vogliono chiarire che è finita l’epoca in cui basta tirare avanti purchè sia. Il sindaco deve spiegare prima di tutto per quale disegno politico ha scippato alla cittadinanza una amministrazione politica che la cittadinanza ha scelto e che oggi non converge affatto con le aspirazioni dei cittadini e ,credo, nemmeno con le sue originarie .Qui si tratta del ladro preso con le mani nel sacco a cui si chiede di lasciare il maltolto prima di tutto, dopodiché,molto più autorevolmente, invocare “il radicamento nel territorio e l’elaborazione di una linea politica innovativa”, e poi invitare all’unità che ,caro omonimo Giuliani ( tu di conti te ne intendi),significa unire ,aggiungere e non sottrarre come è stato fatto finora. E per ora di trasparenza si intende dire veramente come stanno le cose sulle tante crisi , sui tanti allegri avvicendamenti , sui tanti ricatti subiti pur di tirare a campare costi quel che costi altrimenti le cose in questo paese andranno sempre nello stesso senso e cioè, per dirla con parole del sindaco “scelte che rafforzano i soliti noti e indeboliscono i territori” invece di “abbandonare i vecchi scenari in cui ad agire sono i soliti padri - padroni – padrini”(e qui farebbe un grosso favore alla comunità se si decidesse a fare qualche riferimento e non rimanere nel vago). Pregiudizio è quando si parte con i paraocchi ,ma in questo caso il pregiudizio è cresciuto col passar del tempo e quello di oggi è alto e qualcuno ne è responsabile. Sono d’accordo con Padoa Schioppa quando dubita che” il mondo della politica in Italia versi in condizioni peggiori di altri, come l'economia, la cultura, il sindacato, la magistratura, la comunicazione” ma se la politica applicasse un po’ di coerenza,di rispetto,di correttezza,di trasparenza…. darebbe veramente un grosso potere al cittadino oppure dobbiamo rassegnarci col già citato detto di Paul Valery "La politica è l'arte di impedire alla gente di impicciarsi di quello che la riguarda" e,aggiungo, senza disturbare il manovratore E quando qualcuno ci riesce facilmente , allora……..è bravo! Guai ai vinti! 
Ti saluto

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