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Cronaca

Autonomia differenziata, la dura reazione di Decaro “Ci opporremo e faremo ricorso alla Corte costituzionale”

L’atto formale deliberato ieri a Roma ha aperto un duro scontro politico e istituzionale

Il percorso dell’autonomia differenziata ha registrato un’accelerazione decisiva nel corso dell’ultimo Consiglio dei ministri, svoltosi nella giornata di ieri. Il Governo ha infatti dato il via libera definitivo alle intese preliminari siglate con quattro regioni che hanno avviato questo percorso: Liguria, Lombardia e Piemonte, Veneto.

Il Consiglio dei ministri, – si legge nel comunicato stampa della Presidenza del Consiglio dei Ministri – su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli, ha infatti approvato ieri, in via definitiva, gli schemi di intesa tra il Governo e le Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto per l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione, nelle materie “protezione civile”, “professioni” e “previdenza complementare e integrativa” e nella materia “tutela della salute – coordinamento della finanza pubblica”.

 Il provvedimento segna il passaggio operativo della riforma verso la gestione diretta di risorse finanziarie da parte degli enti locali interessati, aprendo di fatto una nuova fase negli equilibri istituzionali tra lo Stato centrale e le Autonomie.

Al centro del dibattito politico, che divide nettamente l’Esecutivo centrale dalle amministrazioni del Mezzogiorno, rimangono i criteri di ripartizione dei fondi pubblici. Il timore sollevato dalle regioni meridionali riguarda il rischio di una disparità nell’erogazione dei servizi essenziali, con particolare riferimento ai comparti strategici della sanità pubblica e dell’istruzione.

L’approvazione formale delle intese da parte di Palazzo Chigi ha innescato l’immediata reazione della Regione Puglia, espressa con durezza dal presidente Antonio Decaro che annuncia l’immediata impugnazione del provvedimento: «Se il Governo intende portare avanti questo scellerato disegno di autonomia differenziata, dopo l’approvazione in Consiglio dei ministri delle intese con le quattro regioni del nord, la Puglia farà ricorso alla Corte costituzionale. Lo avevamo detto e lo faremo perché non intendiamo far pagare ai nostri concittadini una cambiale elettorale interna alla maggioranza. Se serve lo ricorderemo ancora: queste intese sono uno scippo ai diritti dei cittadini delle regioni più fragili. Io intendo difendere i pugliesi e mi auguro di trovare accanto a me in questa battaglia tutti i parlamentari pugliesi, di tutti i partiti politici. Non possiamo permettere che si creino le condizioni per sottrarci medici, infermieri e risorse a vantaggio delle regioni più ricche che potranno pagare un prezzo ai servizi diverso da quello che possiamo permetterci noi altri. Siamo di fronte a una prova di grande egoismo dando la possibilità alle regioni che hanno più mezzi di eludere gli obblighi di solidarietà su cui si fonda il nostro Paese. Mi chiedo dove è finita quella Repubblica una e indivisibile di cui parla la nostra Costituzione. Svenduta in cambio di una legge elettorale».

SoniaRitr


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