A San Giovanni Rotondo una mostra con le opere originali di Yves Klein
Sarà inaugurata, sabato 6 settembre, alle ore 18:00, la mostra di arte contemporanea, “Blu. I Fondamenti dello Spirito”. L’evento rientra nelle iniziative del Giubileo 2025 e porterà a San Giovanni Rotondo le opere dell’artista francese Yves Klein, uno dei protagonisti dell’arte del secondo dopoguerra, fondatore del movimento Nouveau Réalisme.
Il colore Blu, che per Kleim rappresenta la spiritualità e l’immaterialità, accompagnerà i visitatori in un percorso tra fede, arte e contemporaneità dove le opere di Yves Klein dialogheranno con gli interventi di artisti come Luca Pozzi, Vincenzo Marsiglia e Penzo+Fiore, le cui installazioni occuperanno gli spazi delle chiese del Borgo Antico, trasformando ogni tappa in un’esperienza di contemplazione e riflessione.
“Blu. I Fondamenti dello Spirito” sarà visitabile fino al 30 novembre nel foyer della Chiesa di San Pio e nelle chiese storiche del Borgo Antico (San Nicola, San Leonardo Abate, San Giovanni Battista). L’intento è di creare una connessione tra il Santuario e il Centro storico, come un “pellegrinaggio nel pellegrinaggio”.
La mostra ospiterà eccezionalmente le opere originali di Klein, tra cui spiccano certamente la “Terre Bleue” e il “Monocromo Blu”.
Il “Monocromo Blu” arricchirà la mostra solo a partire dal 1° ottobre. L’opera di Klein è infatti protagonista della mostra “Per grazia ricevuta” ospitata negli spazi del Museo del Tesoro di San Gennaro, e resterà esposta nella Sacrestia della Cappella del Tesoro fino a fine mese.
Il dipinto è, infatti, un ex voto, che l’eclettico artista donò personalmente al Monastero di Cascia come segno di devozione e ringraziamento a Santa Rita, a cui dedicò tutta la sua attività artistica.
Le monache agostiniane sono custodi di due ex voto, che Yves Klein lasciò presso il Santuario di Santa Rita durante i suoi pellegrinaggi a Cascia, testimonianza del legame eccezionale tra l’artista e la santa. Nel 1958, l’artista francese portò in dono il Monocromo blu, lo speciale tono di blu che porta il suo nome IKB, International Klein Blue. Mentre nel 1961, offrì in segno di devozione un cofanetto composto dai pigmenti rosa, blu e oro, insieme a tre lingotti d’oro e sette foglietti di carta su cui Klein scrisse la sua personale supplica a Santa Rita.

«È con grande entusiasmo e orgoglio che inauguriamo questa straordinaria mostra dedicata a Yves Klein, uno degli artisti più visionari e innovativi del XX secolo – dichiara il sindaco, Filippo Barbano. La sua capacità di trasformare colore, corpo e spazio in forme d’arte inedite ha lasciato un segno indelebile nella storia della cultura contemporanea. Questa esposizione non è solo un’occasione per ammirare le sue opere e quelle degli altri artisti che esporranno, ma anche per riflettere su come l’arte, nelle sue molteplici forme, possa abbattere le barriere tra la dimensione visiva e le altre esperienze umane. Siamo particolarmente lieti di ospitare questa mostra nelle chiese della nostra città, un connubio unico tra spiritualità e creatività. Un ringraziamento speciale va a tutti coloro che hanno reso possibile la sua realizzazione, collaborando con noi per portare questo prezioso patrimonio culturale alla nostra comunità. Invitiamo tutti i cittadini e gli amanti dell’arte a visitare questa mostra, che sarà un’esperienza unica e stimolante».
«Ho pensato a Yves Klein e agli artisti che lo accompagnano in questo percorso – Luca Pozzi, Vincenzo Marsiglia e Penzo + Fiore – come a voci capaci di attingere all’essenziale, come acqua che sgorga da un pozzo interiore – spiega la curatrice della mostra, Cristina Maiorano. A San Giovanni Rotondo la loro presenza diventa un segno che attraversa ostacoli e limiti, per aprire alla visione di una spiritualità che parla al presente. Nel foyer della Chiesa progettata da Renzo Piano e lungo le secolari vie del Borgo Antico, le opere dialogano con spazi carichi di memoria e di contemporaneità. Questa mostra nasce come invito a ritrovare, nell’arte, una sorgente di vita e contemplazione condivisa», conclude.
«Con questo percorso artistico e spirituale, San Giovanni Rotondo si conferma luogo di incontro tra storia, fede e linguaggi contemporanei, offrendo al pubblico un’esperienza estetica e spirituale capace di coinvolgere tutti i sensi e stimolare nuove percezioni», sottolineano gli organizzatori.

