L’Istituto ribadisce gli impegni rispettati, contesta il metodo seguito nelle certificazioni e respinge le ricostruzioni non verificate
In una conferenza stampa convocata oggi, giovedì 12 marzo, l’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo ha:
- ribadito di essere l’unico soggetto ad aver rispettato gli accordi del 27 dicembre siglati con Regione Puglia e OO.SS.
- contestato i tempi e il metodo delle certificazioni delle “funzioni non tariffate” da parte dell’ASL Foggia che teoricamente comporterà la restituzione alla Regione Puglia, da parte di Casa Sollievo della Sofferenza, di decine di milioni di euro. Cifre che, a fronte di un credito di 32,2 milioni di euro vantati da Casa Sollievo nei confronti di ASL Foggia e Regione Puglia, potrebbero produrre un saldo economico negativo consistente
- replicato alle ricostruzioni non rispondenti al vero e non verificate, mandate in onda dalla trasmissione FarWest


L’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza è l’unico soggetto ad aver rispettato gli accordi del 27 dicembre 2025
Il 27 dicembre 2025, presso il Comitato Monitoraggio Sistema Economico Produttivo ed Arre di Crisi (SEPAC) della Regione Puglia, alla presenza dell’allora presidente Michele Emiliano, su convocazione dell’allora assessore Leo Caroli sono intervenuti i massimi dirigenti del SEPAC, del Dipartimento Sanità, dell’ASL FG, dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza unitamente a tutte le OO.SS. dei lavoratori coinvolti.
Al termine dell’incontro, dopo aver convenuto sull’importanza fondamentale dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza, “la cui crisi potrebbe compromettere l’equilibrio del sistema sanitario regionale”, la Regione Puglia si era detta disponibile a collaborare alla risoluzione della controversia, rimandando al nuovo presidente eletto della Regione Puglia, e alla sua Giunta, l’individuazione di “una strategia che concili tutte le esigenze nel pieno rispetto delle regole”.
Casa Sollievo della Sofferenza “quale dimostrazione di fiducia e di senso di responsabilità nei confronti dell’attuale Governo e del Governo Regionale che assumerà i poteri – si legge nel documento – certo che questo possa migliorare ancor di più i rapporti con la Regione Puglia, si impegna a formalizzare la revoca della decisione aziendale sulle modifiche contrattuali e di disdetta degli accordi collettivi”. “Le OO.SS. – si legge sempre nell’accordo – dal canto loro, si impegnano, a fronte della formale comunicazione da parte di Casa Sollievo della Sofferenza, a revocare lo sciopero indetto per il 9 gennaio e a ritirare ogni forma di lotta”, compresa quella di promuovere azioni giudiziarie.
Le reciproche rinunzie, di Casa Sollievo e delle OO.SS., erano subordinate al raggiungimento di un accordo, sotto l’egida di Regione Puglia e ASL Foggia a carico dei quali vi era l’impegno a saldare i crediti vantati dall’Ospedale di San Giovanni Rotondo.
A distanza di due mesi e mezzo cosa resta di quell’accordo? L’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza è l’unico soggetto che ha rispettato gli accordi formalizzando la revoca dell’applicazione dei nuovi contratti. Le OO.SS., invece, non hanno mai revocato gli atti di diffida e costituzione in mora per il mancato adeguamento dei minimi retributivi stabiliti dalla contrattazione collettiva precedentemente raccolti e il 19 febbraio hanno annunciato, tramite comunicati stampa diffusi dai media, l’intenzione di “conferire mandato ai propri legali per il deposito di circa 1.300 istanze di decreti ingiuntivi presso il Tribunale del Lavoro di Foggia”, proclamando nuovamente lo stato di agitazione del personale del Comparto. Notizia del 10 marzo, a conclusione della procedura di raffreddamento del Prefetto di Foggia, le OO.SS. hanno nuovamente annunciato iniziative di mobilitazione in via di definizione.
Certificazioni delle “funzioni non tariffate” da parte dell’ASL Foggia. La Regione Puglia dovrà rispettare la normativa vigente e le proprie delibere
Il 3 marzo scorso, l’ASL Foggia, con la deliberazione n. 118 del 3 marzo 2026 del Commissario Straordinario, ha deliberato con 8 anni di ritardo la certificazione delle “funzioni non tariffate” (Pronto Soccorso e DEA, Terapie Intensive, Malattie Rare etc.) rendicontate dall’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza negli anni 2016-2023 con un risultato sorprendente, che teoricamente comporterà la restituzione alla Regione Puglia, da parte di Casa Sollievo della Sofferenza, di decine di milioni di euro. Cifre che, a fronte di un credito di 32,2 milioni di euro vantati da Casa Sollievo nei confronti di ASL Foggia e Regione Puglia, potrebbero produrre un saldo economico negativo consistente.
Nonostante le rendicontazioni dei periodi 2012-2015 e 2016-2023 siano state predisposte entrambe con i criteri formalizzati dalla DGR 982/2016, l’ASL Foggia ha certificato e liquidato in conformità a quanto rendicontato nel periodo 2012-2015, mentre nella delibera n.118 risulta che, a parità di criteri adottati, la stessa ASL Foggia ha certificato risultati diametralmente opposti rispetto alla precedente rendicontazione, certificando nel periodo 2016-2023 cifre molto inferiori rispetto alle spese rendicontate e al tetto annuo prestabilito (33 milioni fino al 2022, 31 dal 2023).
La contestazione mossa dall’ASL, molto tecnica nei suoi elementi analitici, a cui Casa Sollievo ha replicato in maniera altrettanto tecnica e puntuale, si potrebbe riassumere nel mancato riconoscimento dello storico modello organizzativo di Casa Sollievo, accusata di impiegare più personale del necessario, ad esempio nelle guardie h24, e di pagarlo più di un non meglio definito standard della Regione Puglia.
Si prende atto infine che, ai fini della rendicontazione delle attività non tariffate, la Regione Puglia adotta criteri diversi tra soggetti eroganti attività sanitarie: ciò comporta ad esempio che il Policlinico di Foggia, soggetto alle stesse regole di rendicontazione di cui alla DGR 982/2016, pur erogando minori attività rispetto all’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza riceva un finanziamento pari al doppio di quello assegnato a Casa Sollievo, una disparità di trattamento con evidenti ricadute sulle casse erariali. A motivo di quanto sopra descritto, e stante le ultime determinazioni, l’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza ha già espresso l’intenzione di tutelarsi in ogni sede.
Trasmissione FarWest, ricostruzioni giornalistiche non corrispondenti al vero
In merito invece alla puntata della trasmissione Far West, andata in onda martedì 3 marzo su Rai3, l’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza contesta con forza tutte le ricostruzioni giornalistiche in quanto non corrispondenti al vero, basate su una idea preconcetta e costruite omettendo di verificare le informazioni ottenute dai soggetti intervistati. Pertanto, contrariamente da ciò che è stato mandato in onda, non corrisponde al vero che:
-Ministero della Salute, della Ricerca e Regione Puglia non siano in possesso dei bilanci dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza;
-i CCNL precedentemente proposti al personale prevedano un taglio dei compensi del 30%;
-la Pet Tac sia stata acquistata grazie ad un bonifico anonimo arrivato dalle Isole Cayman;
– le attuali difficoltà economiche della Fondazione siano legate agli assegni “ad personam” percepiti da alcuni dipendenti. Fatta la doverosa premessa che questa Amministrazione, in carica dal dicembre del 2022, a differenza delle precedenti, non ha concesso assegni “ad personam” senza una reale motivazione di fondo, si precisa che il monte totale di tutti gli assegni “ad personam” in vigore nell’Ospedale corrisponde allo 0.53% del monte compensi di tutto il personale del Comparto, sanità e PTA. Si rileva, infine, come la narrazione televisiva sugli assegni “ad personam” sia stata costruita unicamente su dichiarazioni rese da soggetti che, in passato, sono stati essi stessi beneficiari delle medesime indennità “ad personam” contestate.
L’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza ha già contattato la redazione di FarWest ed è in attesa di conoscere le modalità e i tempi per vedere riconosciuto il legittimo diritto di replica.

