“Le famiglie non possono essere abbandonate di punto in bianco”
È stata comunicata in sordina, senza una nota ufficiale né un confronto pubblico, la chiusura del Centro Socio – Educativo Diurno per Minori “Tonia Siena”, avvenuta il 30 giugno scorso. Si tratta di un servizio educativo rivolto ai bambini e ragazzi più fragili della comunità, attivo dal 2022, che rappresentava un punto di riferimento fondamentale per le famiglie in difficoltà.
A denunciare pubblicamente l’accaduto è il prof. Michele Crisetti, già sindaco di San Giovanni Rotondo e oggi consigliere comunale, che durante il suo mandato aveva fortemente voluto e sostenuto l’attivazione della struttura.
“È un colpo diretto ai diritti dei bambini, alla speranza delle famiglie fragili e alla dignità di una comunità che dovrebbe mettere l’infanzia al primo posto” – ha dichiarato con amarezza.
Il Centro “Tonia Siena” era nato per accogliere minori con difficoltà relazionali, familiari o sociali, offrendo un supporto educativo quotidiano, anche nei fine settimana e nei mesi estivi. Educatori specializzati operavano al fianco dei servizi sociali comunali e in collaborazione con il Tribunale per i Minorenni, contribuendo alla prevenzione della devianza e al recupero dei minori in situazioni di vulnerabilità. Insomma un servizio educativo costruito con visione
“I risultati non tardarono ad arrivare: le prese in carico del servizio sociale si arricchivano di una risorsa preziosa e il tribunale minorile poteva contare su un servizio ulteriore, concreto e qualificato”, sottolinea Crisetti.

A rendere ancora più grave la chiusura è la tempistica: il servizio è infatti stato interrotto quando paradossalmente servivia di più, l’inizio dell’estate, quando molte famiglie non hanno alternative e i bambini più fragili rischiano di trovarsi senza riferimenti educativi.
“Chiudere adesso significa lasciare sole le famiglie che più avevano bisogno di un sostegno quotidiano, educativo e umano” – continua l’ex sindaco – il tutto nel silenzio più totale dell’Amministrazione attuale, che non ha fornito alcuna spiegazione alla città”.
Crisetti chiede chiarezza, assunzione di responsabilità e fa un appello all’amministrazione comunale:
“Chi ha deciso questa chiusura? Con quale motivazione? E soprattutto: cosa si intende fare ora? I bambini non possono aspettare. Le famiglie non possono essere abbandonate. Questa città merita una politica che abbia visione, passione e continuità”.
“Questo è lo scempio che accade quando viene meno la visione politica e amministrativa. Quando non si investe nei servizi ‘invisibili’, quelli che non si vedono ma che salvano davvero le vite delle persone. Quelli che nessuno celebra, ma che fanno la differenza”, conclude il consigliere.
L’appello è ora rivolto alla comunità tutta: operatori, famiglie, cittadini. Perché non si può restare in silenzio. I diritti dei bambini sono la misura della civiltà di una città.

