Ignoti si sono introdotti nel cimitero comunale la scorsa notte. Lo sdegno del mondo politico e della comunità civile.
Vile e increscioso episodio criminale avvenuto la notte scorsa nel cimitero comunale: ignoti hanno danneggiato la stele in onore del partigiano Matteo Corritore, inaugurata solamente qualche mese fa.
Le spoglie del soldato erano tornate a San Giovanni Rotondo il 25 aprile dello scorso anno, dopo 80 anni dalla sua morte in Veneto. Corritore venne catturato nell’agosto del 1944 dopo un’azione con i partigiani a Musile di Piave per disarmare un piccolo gruppo di militari della San Marco. Venne fucilato pochi giorni dopo dalle milizie nazifasciste.
Sconcerto e amarezza sono i sentimenti espressi dal nipote del partigiano, Piergiuseppe Corritore: “E’ impensabile al giorno d’oggi dover assistere ad uno scempio del genere. Si sfregia un monumento per colpire l’azione antifascista? Purtroppo continua a tirare una brutta aria, ma non ci scoraggiamo: andiamo avanti più determinati di prima nel ribadire i valori dell’antifascismo“.
L’ANPI di San Giovanni Rotondo denuncia con forza l’atto vandalico di “chiara matrice fascista avvenuto la notte scorsa contro il cippo dedicato al nostro partigiano Matteo Corritore” definendolo come “un gesto che è un attacco alla memoria e alla storia della nostra comunità,gesto che non sarà tollerato“.
L’associazione chiede inoltre che si “identifichino e puniscano rapidamente i responsabili inoltrando denuncia formale contro ignoti e che si ripari in tempi rapidi la lapide danneggiata con violente martellate“, non a caso, scrivono “in corrispondenza della parola ‘partigiano’ ”.
Ferma condanna espressa anche dal locale circolo di Rifondazione Comunista: “Purtroppo nel nostro Paese, da anni, è in corso il tentativo di riscrivere la storia provando a sdoganare il fascismo e la sua pseudo ideologia. É notizia di ieri che organizzazioni dichiaratamente neofasciste avevano organizzato una conferenza stampa in una sala della Camera dei Deputati, il luogo deputato alla democrazia, fortunatamente sventata da un gruppo di parlamentari di centro sinistra che hanno impedito fisicamente lo sfregio alle istituzioni. Il fascismo va combattuto giorno per giorno, parola per parola, colpo su colpo. Esprimiamo alla famiglia Corritore la nostra massima solidarietà e chiediamo a tutte le forze politiche della nostra Città di associarsi alla più ferma condanna del vile gesto compiuto“.
Sdegno per l’inqualificabile e ignobile gesto è stato espresso anche dal locale PD: “Il Partito Democratico esprime profondo rammarico e ferma condanna per il grave atto vandalico avvenuto presso il cimitero di San Giovanni Rotondo, dove ignoti hanno distrutto la lapide del soldato partigiano Matteo Corritore, caduto il 9 agosto 1944 a San Donà di Piave. Si tratta di un gesto vile e inaccettabile che offende la memoria di chi ha sacrificato la propria vita per la libertà, la democrazia e i valori fondanti della Repubblica. Un oltraggio che colpisce anche il lungo e impegnativo percorso affrontato per consentire il rientro di Matteo Corritore nella sua comunità di origine, superando complesse procedure burocratiche, con l’unico obiettivo di restituire dignità, riconoscimento e memoria a un caduto della Resistenza. La distruzione di quella lapide rappresenta un attacco non solo alla memoria di un uomo, ma al patrimonio storico e civile dell’intero Paese e all’impegno quotidiano necessario per mantenere viva la memoria della Resistenza, soprattutto nei confronti delle giovani generazioni. Il Partito Democratico ribadisce con forza che la storia dei partigiani non si tocca: è patrimonio collettivo e dovere di rispetto per tutti”.
Nel frattempo gli inquirenti sono già al lavoro per risalire all’autore o agli autori dell’insano gesto, avvalendosi anche dell’aiuto delle immagini delle telecamere di sorveglianza poste all’interno del cimitero comunale.



