Dalla Scuola al Play Store: il racconto dei giovani sviluppatori che hanno trasformato un museo in un’esperienza digitale
Gli studenti della classe 5ªC Informatica dell’I.T.E.T. “Luigi Di Maggio” sono i creatori di “Legambiente Lo Sperone”, l’applicazione mobile interamente progettata e sviluppata nell’ambito dei percorsi di formazione scuola-lavoro che crea un ponte tecnologico tra le nuove generazioni e il patrimonio paleontologico del territorio.
Giovedì 19 febbraio presso l’Aula Magna dell’Istituto, i giovani sviluppatori hanno presentato ufficialmente il frutto del loro lavoro alla presenza dei vertici delle scuole cittadine, dei rappresentanti regionali e locali di Legambiente e del Commissario Straordinario del Parco Nazionale del Gargano.
Il progetto, sviluppato in collaborazione con il Circolo locale di Legambiente e supervisionato dal docente tutor, prof. Fabrizio Crisetti, ha rappresentato un’importante occasione per mettere in pratica le competenze acquisite durante il percorso scolastico, i banchi di scuola in un vero laboratorio professionale.
L’obiettivo raggiunto è ambizioso: valorizzare attraverso uno strumento moderno la “Mostra Permanente Geologica, Mineralogica e Paleontologica – Sulle tracce del nostro passato”, allestita nella sede del circolo Legambiente “Lo Sperone” di San Giovanni Rotondo. Grazie al lavoro tecnico della 5ªC Informatica, i visitatori possono ora usufruire di contenuti multimediali, schede di approfondimento e un tour virtuale interattivo direttamente dal proprio smartphone.
L’app è già scaricabile gratuitamente dal Google Play Store.
L’iniziativa consolida la sinergia tra scuola e territorio, confermando come la collaborazione tra enti possa generare crescita e responsabilità condivisa. Con questo progetto, l’Istituto “Di Maggio” ribadisce la propria “missione di comunità educante, impegnata a formare cittadini consapevoli e professionisti pronti a contribuire attivamente allo sviluppo sostenibile della propria comunità”.

Ma cosa ha significato per i ragazzi trasformarsi in veri e propri sviluppatori software al servizio della comunità?
Sono gli stessi studenti della 5ª C Informatica a raccontarci l’esperienza e le sfide affrontate durante il progetto.
Dalla scuola al Play Store: come abbiamo trasformato un museo in un’esperienza digitale
Quando abbiamo iniziato a lavorare all’App a servizio della Mostra Virtuale del circolo Legambiente ‘Lo Sperone’ di San Giovanni Rotondo non immaginavamo che, alla fine del percorso, avremmo visto il nostro progetto pubblicato ufficialmente sul Play Store. E invece oggi possiamo raccontare, in prima persona, come noi studenti della quinta C informatica dell’ITET “Luigi Di Maggio” siamo riusciti a trasformare un’idea scolastica in uno strumento reale, in collaborazione con il circolo Legambiente Lo Sperone.
Il progetto è nato durante il quarto anno come esperienza PCTO ed è proseguito nel quinto anno come FSL. Fin dall’inizio ci siamo posti un obiettivo chiaro: non volevamo realizzare un semplice esercizio di programmazione, ma un prodotto concreto, capace di migliorare davvero l’esperienza di visita e di valorizzare il patrimonio culturale del nostro territorio. L’idea alla base dell’app è tanto semplice quanto efficace: ogni teca del museo è dotata di un QR code. Il visitatore lo scansiona con il proprio telefono e visualizza immediatamente i contenuti relativi al reperto. Nessuna guida, solo uno smartphone e un’interfaccia intuitiva. Abbiamo voluto rendere la visita autonoma, accessibile e moderna, adatta anche a chi non ha competenze tecnologiche avanzate. Già nella fase di analisi abbiamo definito obiettivi precisi: garantire autonomia al visitatore, integrare tecnologia e cultura in modo concreto, valorizzare il patrimonio archeologico e soprattutto realizzare un prodotto finito, non un prototipo destinato a rimanere incompiuto. Oggi possiamo dirlo con soddisfazione: l’app è pubblicata e funzionante. Per svilupparla abbiamo utilizzato React Native, un framework per applicazioni mobile che ci ha permesso di lavorare in modo strutturato.
Ma, più ancora degli strumenti tecnici, sono state fondamentali le competenze trasversali: lavoro di squadra, organizzazione, autonomia nello studio e problem solving. Abbiamo imparato a dividerci i compiti come in un vero team di sviluppo: alcuni si sono occupati dell’interfaccia grafica, altri della parte web collegata alle teche e della gestione dei contenuti. Attualmente il sistema gestisce circa 50 teche, ognuna collegata alla propria scheda digitale. Abbiamo inoltre integrato la possibilità di consultare i contenuti anche in lingua inglese, ampliando così l’accessibilità.
La fase più impegnativa è stata probabilmente la pubblicazione sul Play Store. Abbiamo scoperto che pubblicare un’app non significa semplicemente caricare un file. È necessario compilare descrizioni dettagliate, caricare immagini e icone, rispettare requisiti tecnici e soprattutto conformarsi alle policy di Google. Un aspetto centrale è stato quello della Privacy Policy: poiché l’app utilizza la fotocamera per scansionare i QR code, abbiamo dovuto dichiarare in modo trasparente che non vengono salvate immagini né raccolti dati personali. Non sono mancati ostacoli: rifiuti automatici, segnalazioni, problemi di compatibilità, errori nel formato richiesto. Ogni difficoltà è stata un’occasione per migliorare. Abbiamo corretto, aggiornato, ripresentato il progetto finché non abbiamo ottenuto l’approvazione definitiva.
Inoltre, parallelamente all’app abbiamo realizzato anche un sito web.
Questa esperienza ci ha insegnato cosa significa lavorare davvero nel mondo dell’informatica: rispettare scadenze, collaborare, affrontare problemi reali e trovare soluzioni concrete. Soprattutto, ci ha fatto capire cosa vuol dire creare qualcosa che rimane nel tempo. Molti progetti scolastici finiscono con una valutazione; il nostro, invece, è disponibile, utilizzabile e migliorabile. Guardando al futuro, immaginiamo ulteriori sviluppi: audio-guide, video esplicativi, mappe interattive, percorsi tematici che possano rendere la visita ancora più immersiva. Desideriamo ringraziare il circolo Legambiente Lo Sperone per la fiducia e la collaborazione, così come la scuola e i docenti che ci hanno guidato lungo tutto il percorso, in particolare il Prof. Crisetti Fabrizio per il tutoraggio.
Questa app rappresenta, per noi, la dimostrazione concreta che quando scuola e territorio collaborano, possono nascere progetti capaci di unire competenze digitali e valorizzazione culturale.
A.S. 2025/2026
Ⅴ C informatica
Ai giovani sviluppatori della Ⅴ C Informatica dell’I.T.E.T. “Luigi Di Maggio” va l’augurio della Redazione di SanGiovanniRotondoNET per un futuro professionale ricco di successi e nuove sfide tecnologiche




