Tutti i retroscena della crisi. E su Barbano dice: “Non è un leader”
L’intervista che segue è stata realizzata nelle settimane scorse e programmata per la pubblicazione sabato 12 luglio.
La sua diffusione è stata temporaneamente sospesa in segno di rispetto per il grave lutto che ha colpito la nostra comunità e per evitare qualsiasi possibile lettura strumentale in un momento tanto delicato.
Abbiamo intervistato il consigliere comunale del gruppo ‘In… Formazione’ Lorenzo Bertani, il più giovane eletto alle elezioni amministrative del giugno di un anno fa. Con lui abbiamo ripercorso le tappe di questo primo, travagliato anno, di governo Barbano.

Consigliere Bertani lei è stato una delle sorprese alle scorse amministrative: eletto a soli 30 anni nelle fila di ‘In…formazione’ ha riscosso ampio consenso tra i giovani e gli sportivi della città, essendo anche lei uno sportivo tanto da avere dal sindaco la delega allo sport. Come sono stati quei primi mesi all’indomani dell’elezione?
È stata una sorpresa anche per me quel grande risultato, non pensavo di ricevere così tanti consensi. Ho percepito l’affetto e la stima di tanta gente intorno alla mia persona e alla mia famiglia, e sono ricordi che porterò con me per il resto della mia vita. Colgo l’occasione che lei mi sta dando per ringraziare, ad un anno dalla mia elezione, tutti coloro che hanno scelto di darmi fiducia. Tanti ragazzi e diverse realtà sportive hanno creduto in me e sono entrato a Palazzo di città con l’idea di portare le loro istanze.
La delega allo sport mi ha permesso di entrare in contatto anche con associazioni che non conoscevo e di cui ho scoperto le grandi potenzialità. Ci siamo messi al lavoro fin da subito, con tutto il gruppo di In…Formazione di cui faccio parte, per cercare di risolvere tanti piccoli problemi. Colgo l’occasione per ringraziare la già assessora avv. Maria Mangiacotti per aver accolto le richieste mie e di tanti altri sportivi.
Con il nostro impegno, presto riavremo, finalmente, uno stadio agibile con una pista d’atletica praticabile che a San Giovanni Rotondo manca da tanto tempo. Mi dispiace molto per non essere riuscito a portare a termine alcuni progetti che erano stati messi in cantiere, certe cose richiedono più di 6 mesi di amministrazione.
Dopo il primo periodo di relativa calma e conseguente entusiasmo, il tutto è andato un po’ a scemare nei mesi successivi: primi dissidi e contrasti che hanno minato il clima all’interno della maggioranza. Cosa è successo?
Alcune candidature dell’ultimo minuto hanno stravolto quello che è stato lo spirito con cui abbiamo costruito la nostra coalizione nei due anni precedenti alle elezioni. Nel giro di poco tempo sono venute ad instaurarsi delle dinamiche simili a quelle che volevamo combattere con il nostro progetto politico.
Diverse riunioni di maggioranza venivano incentrate su temi del tutto secondari, come la ricollocazione delle “stanze” di assessori e presidente del consiglio, mentre si produceva ben poco dal punto di vista amministrativo, non si programmava e non venivano mantenute molte delle promesse fatte ai cittadini in campagna elettorale. Inizialmente il sindaco aveva delle posizioni molto vicine alle nostre, poi di lì a poco tutto è cambiato e da gennaio abbiamo trovato una situazione del tutto diversa: i cattivi eravamo diventati noi.
La situazione esplode in quel famoso consiglio comunale di fine febbraio che ha dato il via a questa infinita crisi amministrativa “risolta” solo qualche giorno fa. Voi di In…formazione avete sempre spinto affinchè si rispettasse il programma votato dagli elettori, cosa successe in quei giorni e a chi si riferiva a suo avviso il sindaco in quel famoso audio dove parlava di ricatto?
La coerenza in politica è uno dei requisiti minimi che bisogna avere. È inammissibile impostare gran parte della campagna elettorale su un argomento (il capitolato d’appalto per la gestione dei rifiuti) per poi rimangiarsi tutto nel momento in cui bisogna passare dalle parole ai fatti. Dopo pochi mesi, il Sindaco ha deciso di portare in consiglio comunale lo stesso identico capitolato d’appalto della precedente amministrazione. Ed è bene che si sappia che dall’anno prossimo ci saranno aumenti molto importanti sugli avvisi di pagamento dei nostri concittadini.
Abbiamo più volte detto al Sindaco che non avevamo intenzione di votare un capitolato d’appalto che andava contro le promesse fatte in campagna elettorale; non ci siamo solamente limitati a dire no, abbiamo provato anche a fornire delle alternative, come la nostra collaborazione ed una assunzione di responsabilità da parte dell’assessore al ramo per non essersi adoperato per tempo nel dare corso alle decisioni prese dall’allora maggioranza. Da lì, è stata strumentalmente aperta una crisi politica imputata al nostro gruppo consiliare, con cui si è tentato da subito di ridisegnare gli equilibri della maggioranza all’interno dell’esecutivo arrivando a mettere in discussione l’operato dell’assessore Maria Mangiacotti.
Nella famosa chiamata a cui lei faceva riferimento, pubblicata dal Sindaco sui social in cui diceva “non cedo ai ricatti di nessuno“ io ero presente. In collegamento telefonico eravamo presenti io, il presidente del consiglio Pasquale Chindamo, il consigliere di Sinistra in Comune Roberto Cappucci e il Sindaco.
Lo scopo della conversazione era accettare la proposta di revisione della giunta avanzata dal Sindaco che prevedeva l’assegnazione di assessorati “a gruppi”; tuttavia, quando abbiamo capito che l’obiettivo era soprattutto non confermare l’assessore Mangiacotti (o quanto meno toglierle le deleghe con le quali stava svolgendo un ottimo lavoro), abbiamo preso una posizione decisa e lì c’è stata l’uscita del sindaco, opportunisticamente estrapolata dal contesto e gettata in pasto all’opinione pubblica. Non c’è stato nessun ricatto, era semplice dialettica politica. Inviterei alla pubblicazione della chiamata integrale per far chiarezza sull’accaduto.

Dopo l’episodio, ancora al vaglio delle autorità, in quella famosa riunione di maggioranza, usciste con un duro documento nel quale vi ponevate fuori dalla maggioranza. Ad oggi è consapevole di aver fatto la scelta giusta?
Sono stati giorni molto difficili. Eravamo costantemente sotto attacco, e allo stesso tempo non volevamo abbandonare il progetto in cui abbiamo creduto fino all’ultimo e che abbiamo in tutti modi tentato di salvare. Ma la forza di ‘In…formazione’ è il gruppo: prima di prendere qualsiasi decisione ci incontriamo e ne discutiamo, non solo con i consiglieri ma con tutta l’associazione che c’è alle nostre spalle, che è viva e con cui condividiamo tutta la politica che portiamo avanti. Erano già diverse settimane che in associazione discutevamo della possibilità di uscire dalla maggioranza, e devo ammettere che abbiamo procrastinato quel passaggio su mio impulso. Non sono mancati momenti di tensione politica, dovute ad unilaterali prese di posizione del Sindaco rispetto alle quali non abbiamo in alcun modo ceduto.
Ad oggi, rivendico con fermezza tutte le decisioni e le posizioni prese; probabilmente saremmo dovuti uscire dalla maggioranza anche con un po’ di anticipo. Se lo avessimo fatto, l’attuale maggioranza non avrebbe avuto la possibilità di nascondersi dietro ad un fantomatico episodio e avrebbe dovuto, per forza di cose, fare i conti da subito con l’inconcludente e arrogante azione politica di cui si sta rendendo protagonista. Ma credo che i nostri concittadini se ne stiano rendendo conto ogni giorno sempre di più.
Il Sindaco per mesi è sfuggito nel riferire pubblicamente i motivi della crisi. Lo ha fatto adducendo il tutto a quel famoso episodio di quella riunione di maggioranza di cui parlavamo poc’anzi. Ma i motivi sono ben altri…
L’atteggiamento del sindaco chiarisce già quale sia la veridicità dei fatti. Perché scappare dal confronto se si ritiene di essere dalla parte della ragione? Nel consiglio comunale del 5 maggio ho chiarito per filo e per segno quali fossero le origini della crisi politica. Origini che sono profonde, risalenti ai primissimi mesi di amministrazione, e che nascono (a nostro modo di vedere, ovviamente) da forze politiche che risiedono attualmente tra i banchi dell’attuale maggioranza: basti pensare che a fine 2024 il sindaco aveva praticamente deciso di mettere fuori dalla maggioranza alcuni consiglieri che oggi definirei tra i fedelissimi; strano è come dopo pochissime settimane il Sindaco abbia cambiato completamente idea, mettendo alla gogna il gruppo di ‘In…formazione’.
Chi invece continua ancora ad essere seduto tra i banchi della Giunta è la persona che in 13 mesi non ha prodotto nulla e che sembra condurre una campagna elettorale personale a spese della città e del Sindaco. La cosa che più mi sorprende è che quest’ultimo glielo consenta.
Personalmente ritengo che al primo cittadino siano mancate le qualità di leadership necessarie a chi decide di guidare una città, ossia la capacità di dialogo, di sintesi e conciliazione preferendo schierarsi con l’una o l’altra parte. Anzi, alcune volte è capitato che dicesse ad un gruppo una cosa e all’altro gruppo l’esatto opposto, creando fratture insanabili. Impossibile così andare d’accordo ed amministrare una città.
Da protagonisti del successo vi trovate ad oggi all’opposizione e con una maggioranza totalmente diversa da quella fuoriuscita dalle urne. Durerà questo nuovo progetto a suo avviso? Il Sindaco ha tradito il mandato elettorale?
Dice bene lei quando parla di essere stati fondamentali nella vittoria: con una lista civica siamo riusciti a raccogliere ben 1300 preferenze, 400 in meno del movimento cinque stelle trascinato da Giuseppe Conte. Pasquale Chindamo si è rivelato essere il terzo consigliere più suffragato a San Giovanni Rotondo, confermando di essere stato il traghettatore del progetto politico di cui abbiamo fatto parte.
Sì, è stato tradito il progetto politico, è stata tradita una coalizione costruita negli anni, è stato tradito il programma elettorale, e conseguentemente sono stati traditi gli elettori che avevano scelto e premiato quel progetto, quella coalizione e quel programma elettorale.
La grande colpa che attribuisco al Sindaco è quella di aver dato campo libero a un paio di consiglieri ed un assessore che in questo progetto politico si sono “infiltrati”, mettendo al bando chi il progetto lo ha costruito con idee, sudore e sacrifici.
Non so dire se questa nuova maggioranza potrà durare. Quello che è evidente è che l’attuale maggioranza è molto risicata e che le sensibilità coinvolte sono diverse. Le conseguenze sono evidenti: assistiamo ad una situazione amministrativa improvvisata ed improduttiva; assoluto caos nella comunicazione istituzionale; allarme sociale; servizi interrotti. Ma magari il vero miracolo di quest’anno giubilare sarà la coesione di una amministrazione che deve anche fare i conti con una crescente impopolarità e presa di distanza perfino dei partiti e movimenti politici di riferimento presenti sul territorio.
Potrebbero, forse, ritrovare un po’ di serenità amministrativa se riuscissero a liberarsi di qualche presenza ingombrante. Vedremo come andrà finire.
Colgo questa opportunità per invitare i cittadini che ne abbiano voglia ad avvicinarsi all’associazione di In…formazione, che rimane un laboratorio di idee e progetti e che lavora ancora con l’idea di portare una nuova idea di politica nella nostra città.
In merito agli ultimi episodi di violenza e microcriminalità qual è il suo pensiero e cosa propone per debellare questa piaga?
Sono ormai anni che, periodicamente, dobbiamo far fronte a notizie di cronaca raccapriccianti. Oltre agli episodi in cui si è fatto ricorso alla violenza ingiustificatamente e che spesso vedono protagonisti giovani anche minorenni, bisogna segnalare anche un netto aumento dei casi dei reati non di minor rilevanza rispetto alla rapina al centro commerciale che ha scosso la nostra comunità nei giorni scorsi: i furti nelle abitazioni sono aumentati esponenzialmente. Ritengo che nel primo caso il problema derivi, soprattutto, da aspetti di natura pedagogica; nel secondo, invece, il tema è quello di un peggioramento delle condizioni socio-economiche; in alcuni casi, i due aspetti possono essere correlati.
Quel che è certo è che serve maggior presenza delle forze dell’ordine sul territorio. Senza fare polemiche politiche, l’intera istituzione comunale dovrebbe rivolgersi alle autorità competenti per chiedere maggiori agenti per pattugliare la città giorno e notte, accelerare le assunzioni dei vigili urbani che da anni lavorano sottorganico, investire in progetti educativi direttamente all’interno delle scuole.

