Lettera aperta dell’APS “Gli Amici di San Pio” a tutti i cantanti, ai promoter e agli organizzatori di concerti
Riceviamo e pubblichiamo l’appello contenuto nella lettera aperta dell’APS “Gli Amici di San Pio” a firma del presidente Serafino Graziano Leuzzi, rivolto a tutti i cantanti, promoter e organizzatori di concerti in Italia.
Chi ci scrive sottolinea che il tema sollevato sia cruciale per una reale inclusione.
“La Disability Card non può limitarsi ad aprire i cancelli. Chiediamo soltanto di poter vivere la stessa emozione di tutti gli altri”, si legge nella nota che invita il mondo della musica a collaborare per superare queste barriere architettoniche e visive, nel pieno rispetto dei piani di sicurezza.

La musica è di tutti.
Anche delle persone con disabilità.
Negli ultimi anni sono stati fatti importanti passi avanti: oggi quasi tutti i grandi concerti prevedono un’area riservata alle persone con disabilità.
Ma una domanda dobbiamo avere il coraggio di farcela.
Se una persona con disabilità può ascoltare il concerto, ma non vedere il proprio artista, possiamo davvero parlare di inclusione?
Personalmente ho visto pedane rialzate di appena circa 25 centimetri, posizionate lateralmente rispetto al palco e a notevole distanza. Da quella posizione si sente la musica, ma troppo spesso non si vive lo spettacolo.
Comprendo perfettamente le esigenze dei piani di sicurezza e
della gestione del pubblico. Nessuno chiede di metterle in discussione.
Ma sicurezza e inclusione devono poter convivere.
Le linee guida nazionali sull’accessibilità prevedono che
gli spazi riservati garantiscano una piena visibilità del palco o dell’evento,
in maniera chiara e ininterrotta.
Eppure, troppo spesso, questo non accade.
Oggi molte persone con disabilità accedono ai concerti grazie alla Disability Card, una conquista importante.
Ma la Disability Card non può limitarsi ad aprire i cancelli.
Deve garantire anche il diritto di vivere davvero il concerto.
Una persona con disabilità non compra un biglietto soltanto per ascoltare una canzone.
Compra un biglietto per vedere il proprio artista, il palco, le luci, le emozioni.
Per questo rivolgo un appello a tutti gli artisti italiani.
Prima di salire sul palco, chiedete di vedere l’area riservata alle persone con disabilità.
Domandatevi una cosa semplice:
“Se al posto loro ci fossi io, riuscirei davvero a vivere questo concerto?”
Noi non chiediamo privilegi.
Non chiediamo posti migliori.
Chiediamo soltanto di poter vivere la stessa emozione di tutti gli altri.
L’APS “Gli Amici di San Pio” è pronta a collaborare con artisti, promoter, organizzatori e istituzioni per costruire un modello di concerti realmente accessibili, dove sicurezza e inclusione camminino insieme.
Vi chiedo una sola cosa.
Condividete questo messaggio.
Facciamolo arrivare a ogni cantante, a ogni promoter, a ogni organizzatore.
Perché questa non è la battaglia di una sola associazione.
È una battaglia di civiltà.
La musica unisce.
L’inclusione non può restare dietro una transenna.
Perché ascoltare un concerto è bellissimo.
Poterlo vedere è un diritto.
Serafino Graziano Leuzzi
Presidente APS “Gli Amici di San Pio”
Comunicato Stampa


