Un pensiero per non rimanere indifferenti al degrado e all’ignoranza che ci circonda
È tempo di campagna elettorale e nelle strade, nelle piazze e nell’aria si respirano parole, idee e soluzioni incartate da manifesti di carta e social. E mentre l’aria si riscalda, la campagna elettorale accende le speranze, sempre più sopite dei cittadini.
Promesse che arrivano puntuali come le stagioni, con la stessa ciclicità e, spesso, la stessa durata. Si parla di decoro, di sicurezza, di futuro. Si parla molto. Si ascolta poco.
Eppure, mentre i candidati si contendono le piazze con i loro palchi e i loro microfoni, quelle stesse piazze raccontano un’altra storia. Una storia scritta sui muri, sulle panchine rotte, sulle aiuole abbandonate. Una storia che nessun manifesto elettorale ha il coraggio di mostrare davvero.
In questi giorni, in uno di questi angoli dimenticati della città, qualcuno ha imbrattato con uno spray la pietra che ricorda Pasquale Dragano, Bersagliere di San Giovanni Rotondo, caduto in Kosovo il 24 Giugno 1999. Mio cugino. Un ragazzo che non è più tornato a casa.
Sopra la sua memoria, qualcuno ha scritto: “La piazza la controliamo noi.”
Una frase che dice tutto. Non sulla criminalità, quella esiste da sempre e si combatte. Dice tutto sull’indifferenza. Sul senso di impunità che cresce quando una città smette di prendersi cura di sé stessa.
Quando le piazze vengono abbandonate prima dagli amministratori e poi, inevitabilmente, conquistate da chi non ha nulla da rispettare perché non ha mai visto nessuno farlo.
Viviamo da troppo tempo una politica di personalismi e capricci. Dove conta più il nome sul manifesto che il nome inciso nella pietra. Dove le inaugurazioni si moltiplicano e la manutenzione scompare. Dove si taglia il nastro e si dimentica il giorno dopo.
E mentre tutto scorre lento, inesorabile, la violenza si insinua nei vicoli del centro storico, nelle piazze abbandonate di una città allo sbando. Non sempre violenza fisica. Spesso è la violenza silenziosa del degrado, dell’incuria, dell’assenza di chi dovrebbe esserci.
Voglio continuare a credere che le piazze non hanno padroni.
Che appartengono ai bambini che ci giocano, agli anziani che ci siedono, a chi ci porta i fiori su una pietra commemorativa e a chi, come me, ci torna con il peso di un ricordo che non si cancella con uno spray.
La cosa pubblica, come le persone, ha bisogno di essere ascoltata e rispettata. Non solo durante una campagna elettorale. Non solo quando fa comodo.
Chiedo alle istituzioni di ripristinare quella pietra e di identificare chi l’ha deturpata. Ma chiedo di più: chiedo che questa città torni a sentirsi responsabile di ciò che è suo. Delle sue piazze, dei suoi monumenti, della sua memoria.
Perché una comunità che non sa proteggere i propri ricordi, difficilmente saprà costruire il proprio futuro.

Pasquale Dragano, Bersagliere.
San Giovanni Rotondo, 24 giugno 1999.
Non dimenticato.
Bartolomeo Berto Dragano


