I colori del Gargano sbarcano in Sicilia con il dipinto dell’artista sangiovannese
Sarà inaugurata il 27 settembre la I Biennale d’arte di Messina.
L’importante manifestazione culturale si preannuncia essere una delle vetrine artistiche più significative della regione con un focus particolare sull’arte contemporanea e sull’incontro tra diverse forme artistiche, tra cui pittura, scultura, fotografia, videoarte e installazioni.

Il tema della prima Biennale di Messina è “l’emozione”, inteso come sentimento profondo ispirato dalla bellezza dell’arte, e sarà il filo conduttore di oltre 300 opere esposte in diversi luoghi simbolo della città.
Con l’opera “Paesaggio onirico fra cielo e terra” anche l’artista sangiovannese Salvatore Marchesani sarà presente alla Biennale, portando nella città dello Stretto un po’ dei suggestivi paesaggi del Gargano.

Il dipinto, un polimaterico su tavola 45×125 scelto tramite concorso, sarà esposto al Teatro Vittorio Emanuele fino al 23 novembre prossimo.
La presenza del pittore sangiovannese alla Biennale è certamente un motivo di prestigio sia per Salvatore Marchesani che per l’intera comunità.

Abbiamo chiesto a Salvatore Marchesani di parlarci di questa “prima volta”.
Una tappa cruciale nella carriera di un artista. Un’esperienza che segna il riconoscimento del suo lavoro e del percorso artistico.
Esporre per la prima volta a una Biennale è senza dubbio un’emozione intensa, potrai confrontarti con un pubblico internazionale e far conoscere il tuo progetto in un contesto prestigioso. Come stai vivendo questa esperienza?
Partecipare alla Biennale di Messina è una grande opportunità di crescita artistica. Essere selezionato fra tantissimi candidati mi spinge a proseguire nel progetto che mi ero prefissato cinque anni fa con “Garganonirico”. Esperienza che mi ha visto esporre in diversi comuni garganici con mostre personali. Essere presente alla Biennale di Messina con un’opera pittorica che rappresenta il nostro meraviglioso Gargano è motivo di orgoglio e soddisfazione.
Nelle tue opere il Gargano è protagonista.
Raccontaci qualcosa della tela scelta per questa mostra.
Il dipinto presentato rappresenta una mia visione personale e introspettiva del paesaggio garganico. Il titolo del dipinto, realizzato con tecnica mista, è “Paesaggio onirico fra cielo e terra”. Rappresenta una poesia sospesa fra borghi e vedute, cielo e mare, terra e roccia. Gli uliveti con i tronchi contorti dal tempo e dal vento, innestati nella terra arsa e pietrosa, con le chiome olivastre soffiate dal vento, giocosamente si elevano diventando una striscia di cielo turchese, azzurro e notturno con lune e barchette di carta descrivendo un paesaggio onirico e sognante.
Che cosa cerchi di comunicare tramite la tua espressione artistica?
Qual è, secondo te, il ruolo dell’arte contemporanea nella società contemporanea?
L’arte essendo un linguaggio universale ha sempre avuto lo scopo principale di rappresentare e raccontare il mondo in tutte le sue forme espressive, sia fisiche che spirituali. L’artista cerca sempre di rendere visibile ciò che non è visibile con i soli occhi umani, ma, con la propria sensibilità trasfigura e rende visibile ciò che Dio ha meravigliosamente nascosto nel silenzio del creato. A noi spetta entrare in quel silenzio, con empatia e rispetto per comprenderne la bellezza.

