“S(w)inging & Picking”: intrecci di voce e chitarra con il “Duo Lume”
C’è chi riempie i palchi e chi li svuota per far sentire ogni respiro. Il Duo Lume appartiene alla seconda categoria. Sono loro i protagonisti del terzo appuntamento di InConcerto XXII al Museo delle Arti e Tradizioni “M. Capuano con il programma S(w)inging & Picking.
Il Duo Lume fa della cura del suono la sua cifra: due percorsi, un’idea di musica. La chitarra fingerstyle di Danny Trent incontra la voce di Erica Burdi in un dialogo acustico puro, in cui l’eleganza dello swing si intreccia con l’energia del picking, lo strumento diventa orchestra e sposa l’intimità di una voce pura.
Danny Trent ed Erica Burdi vengono da strade diverse che si sono incrociate sul terreno comune della canzone d’autore.
Lei, voce calda e duttile, ha un passato tra jazz, teatro musicale e scrittura. Lui è prima di tutto un chitarrista, ma di quelli che alla chitarra chiedono di fare da band intera. Insieme hanno scelto la forma più rischiosa: il duo. Niente basi, niente loop station usate come scorciatoia. Solo mani, corde, fiato. Il repertorio mette insieme brani originali e rivisitazioni. Le cover, però, non sono mai “riproposte”. Sono riletture radicali: tempi che cambiano, armonie che si aprono, testi che con un arrangiamento diverso sembrano scritti ieri. Da grandi firme internazionali, il Duo Lume prende la canzone d’autore e la porta in una stanza piccola, dove il pubblico è a due metri e non può distrarsi. §
A tenere insieme tutto c’è la chitarra di Danny Trent e il suo approccio fingerstyle. Per chi non lo conosce: il fingerstyle non è “arpeggiare”. È una tecnica che trasforma la chitarra acustica in sezione ritmica, basso, armonia e melodia allo stesso tempo. Trent viene da quella scuola che ha in Tommy Emmanuel e Michael Hedges due riferimenti, ma con un gusto mediterraneo nelle melodie. Nei live del Duo Lume lo si vede alternare un basso ostinato col pollice mentre le altre dita disegnano la melodia, oppure usare la cassa della chitarra come una piccola batteria per dare spinta a un brano. Il risultato è che manca davvero poco: chi chiude gli occhi giura di sentire almeno due strumenti. Non è tecnicismo esibito. È funzionale al racconto. Perché quando Erica Burdi attacca con la voce, trova sotto un tappeto armonico e ritmico completo, che le lascia libertà di fraseggio senza perdere la spina dorsale del pezzo. È questo dialogo continuo tra voce e chitarra “orchestrale” la cifra del Duo Lume. Nei loro concerti il silenzio tra una nota e l’altra pesa quanto le note stesse.
Il Museo delle Arti e Tradizioni “Michele Capuano” è la scelta giusta per questo tipo di ascolto. Le sale che custodiscono oggetti e memorie del Gargano diventano cassa armonica naturale per un set acustico. Qui il fingerstyle di Trent può far vibrare il legno senza bisogno di volumi alti, e la voce di Burdi può giocare con le dinamiche, dal sussurro al pieno.
A fare da contrappunto alla musica, la degustazione a cura di Slow Food Gargano e Associazione dei Cuochi di Capitanata. Un percorso tra eccellenze del Gargano: prodotti e piatti della tradizione che hanno una storia, raccontati da chi li fa e cucinati da chi il territorio lo conosce.
Nelle parole del Direttore Artistico della rassegna, l’idea di InConcerto è chiara: «Non separare cultura e cibo, ma tenerli insieme come facce della stessa identità. Una serata per chi crede che due persone e una chitarra possano ancora fermare il tempo. E per chi vuole scoprire che il Gargano ha un suono, oltre che un sapore. InConcerto XXII non cerca i grandi numeri. Cerca attenzione. Alla musica, al cibo, ai luoghi. Una serata per chi vuole rallentare e ascoltare il Gargano con tutti i sensi».
Appuntamento venerdì 29 maggio – ore 20.00
Museo delle Arti e Tradizioni “Michele Capuano”
Gli eventi della manifestazione musicale sono a pagamento
Evento “fuori abbonamento” a posti limitati. Prenotazione obbligatoria.

