“Danza e Trasformazione”: dal virtuosismo alla contemplazione… l’itinerario musicale tracciato da Christoph Soldan
Prosegue la Rassegna Musicale Internazionale InConcerto XXII. Ospite del quinto appuntamento, nella splendida Chiesa di Sant’Orsola, sarà il pianista tedesco Cristoph Soldan, interprete di fama internazionale che porterà al pubblico un programma dal titolo evocativo: “Danza e Trasformazione”.
Cristoph Soldan vanta una carriera che lo ha portato sulle scene dei più importanti festival e delle sale da concerto di Europa, Asia e America. Allievo di grandi maestri e vincitore di prestigiosi concorsi internazionali, è apprezzato dalla critica per il tocco raffinato, l’eleganza del fraseggio e la capacità di far “cantare” lo strumento con naturalezza. Il suo repertorio spazia da Bach ai contemporanei, ma è nel Romanticismo tedesco che trova una delle sue dimensioni più autentiche.
Il titolo della serata non è casuale: è il filo rosso che lega tre secoli di musica e tre visioni diverse del pianoforte. Un percorso che parte dal ritmo, dalla danza, per arrivare alla trasformazione interiore, alla contemplazione.
Si apre con Domenico Scarlatti e quattro delle sue Sonate: K 159 in Do maggiore, K 466 in Fa minore, K 9 e K 141 in Re minore. Miniature perfette, scintille di genio. Scarlatti trasforma la chitarra e la danza spagnola in musica pura per tastiera: ritmi brillanti, contrasti improvvisi, virtuosismo che anticipa di decenni il pianoforte moderno. Dalla solarità della K 159 all’ombra della K 466, fino all’energia travolgente delle due in Re minore.
Si prosegue con Robert Schumann e i “Papillons” op. 2, le “Farfalle”. Dodici danze-ritratti ispirate a un ballo in maschera del romanzo Flegeljahre di Jean Paul. Schumann trasforma il Carnevale in musica: temi che appaiono, si mascherano, si rincorrono e svaniscono leggeri, come farfalle. Ironia, poesia e quella malinconia sottile che è il cuore del Romanticismo tedesco.
Chiude Ludwig van Beethoven con la Sonata n. 32 in Do minore op. 111, l’ultima che scrisse per pianoforte. Due movimenti, due mondi opposti eppure collegati. Il primo, Maestoso – Allegro con brio ed appassionato, è tempesta, dramma, lotta beethoveniana allo stato puro. Il secondo, Arietta. Adagio molto semplice e cantabile, è trasformazione totale: un tema semplice che Beethoven varia all’infinito, portandolo oltre la terra, fino a farlo vibrare come musica celeste. Dalla tensione alla pace, dal conflitto alla serenità assoluta.
Appuntamento venerdì 18 giugno
Ingresso ore 20:00 │Inizio spettacolo ore 20:30
Chiesa di Sant’Orsola
Gli eventi della manifestazione musicale sono a pagamento

