San Giovanni Rotondo: NO 62,39% – SÌ 37,61%
Si conclude con un boom di affluenza ed una netta affermazione del NO la campagna referendaria sulla Riforma della Giustizia voluta e approvata dal governo di centrodestra.
Il quesito referendario chiedeva agli italiani di approvare o respingere una legge costituzionale che interveniva sull’assetto della magistratura.

Il NO si afferma con il 54% delle preferenze contro il 46% del SÍ con una affluenza del 58,9%.
Un risultato sorprendente se si considerano le previsioni degli analisti che davano la rimonta del SÌ in caso di affluenza superiore al 50%.

A San Giovanni Rotondo, nonostante un’affluenza leggermente sotto la media nazionale (55,19%), la vittoria del NO è stata ancora più schiacciante, raggiungendo il 62,39% contro il 37,61% del SÌ.

La società civile ha dunque bocciato ufficialmente la cosiddetta “riforma Nordio”, approvata dalla maggioranza in Parlamento ma senza raggiungere la soglia dei due terzi necessaria a evitare il passaggio referendario.
Con la vittoria del NO, l’elettorato ha messo un punto definitivo a un progetto di riforma che prevedeva la modifica di sette articoli della Costituzione relativi alla Magistratura e al Consiglio Superiore della Magistratura (Csm) e introduceva la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, con la creazione di due Consigli Superiori della Magistratura e di una nuova Alta Corte Disciplinare.
Questa legge costituzionale, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025, viene così definitivamente archiviata dal voto popolare: i cittadini hanno fermato una riforma che mirava a riscrivere l’equilibrio tra i poteri dello Stato, facendo prevalere l’eredità dei Padri Costituenti sulla volontà dell’attuale maggioranza.

