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Impresa sulle Alpi: Puzzolante, Lecce e Placentino conquistano l’IRONMAN 70.3 di Zell am See
4 Settembre 2026, 16:39
Tre atleti sangiovannesi protagonisti in Austria in una delle gare più spettacolari e impegnative del circuito mondiale
Domenica 30 agosto le Alpi austriache hanno fatto da scenario a una di quelle sfide sportive che vanno ben oltre il semplice risultato cronometrico.
Tre atleti di San Giovanni Rotondo Biagio Puzzolante, Michele Lecce e Giovanni Placentino hanno portato a termine l’IRONMAN 70.3 Zell am See-Kaprun, uno degli appuntamenti internazionali più prestigiosi e affascinanti del triathlon mondiale.
Non una gara qualunque. Zell am See-Kaprun fa parte infatti dell’Experience Oman IRONMAN Pro Series 2026, il circuito che riunisce alcune delle prove più importanti della stagione e che vede al via anche i migliori professionisti del panorama internazionale. La tappa austriaca assegna fino a 2.500 punti nella classifica Pro Series ed è inoltre una gara che offre slot di qualificazione per l’IRONMAN 70.3 World Championship.
A rendere ancora più significativo quanto realizzato dai tre atleti è il percorso: 1,9 chilometri di nuoto, 90,1 chilometri in bicicletta e 21,1 chilometri di corsa, per oltre 113 chilometri complessivi affrontati senza soluzione di continuità.
La gara ha avuto inizio nelle acque dello Zeller See, lago incastonato tra le montagne austriache, con 1.900 metri di nuoto in acque libere. Subito dopo questo ‘antipasto’ ecco che i nostri portabandiera se la sono vista in quella che rappresenta il vero marchio di fabbrica di questa gara: la 90 chilometri di ciclismo attraverso il territorio alpino, con salite impegnative, continui cambi di pendenza e discese da affrontare ad alta velocità e con grande lucidità. Lo stesso sito ufficiale IRONMAN definisce il percorso ciclistico “demanding”, sottolineandone le impegnative ascese alpine e le discese attraverso il territorio montano.
E dopo quasi cento chilometri di gara ad attendere gli atleti c’è stata la mezza maratona di 21,1 chilometri, articolata su due giri tra Zell am See, le sponde del lago e Thumersbach. Ventuno chilometri nei quali le gambe hanno dovuto continuare a correre dopo essere state già messe duramente alla prova dal nuoto e dalla bicicletta. È proprio questa successione, senza possibilità di recupero, a trasformare un IRONMAN 70.3 in una sfida non soltanto fisica, ma soprattutto mentale.
E Zell am See non è soltanto dura. È anche uno dei luoghi simbolo del circuito IRONMAN mondiale. Il fascino delle Alpi, il lago, le strade che attraversano le montagne e l’arrivo nel cuore della cittadina austriaca creano uno scenario difficilmente paragonabile ad altre competizioni.
A confermarlo non sono soltanto gli atleti: IRONMAN indica Zell am See-Kaprun come vincitrice dell’Athlete Choice Award quale “Best IRONMAN 70.3 Overall Globally” per il 2025, cioè miglior evento IRONMAN 70.3 al mondo secondo le valutazioni degli atleti.
In questo palcoscenico internazionale Puzzolante, Lecce e Placentino hanno concluso la loro prova con ottime prestazioni, portando a casa qualcosa che va ben oltre una medaglia da finisher: la consapevolezza di aver completato una delle gare più iconiche del triathlon internazionale.
Particolarmente importante anche il risultato per la Triathlon Manfredonia ASD. Biagio Puzzolante e Michele Lecce, entrambi portacolori della società sipontina, con i punti conquistati a Zell am See e insieme ai risultati ottenuti dagli altri componenti del team, hanno contribuito a portare la Triathlon Manfredonia fino a uno straordinario terzo posto nella classifica riservata alle società.

Un risultato che assume ancora più valore considerando il livello della competizione e il contesto nel quale è stato ottenuto: una gara internazionale, sulle Alpi, nello stesso evento in cui gareggiano professionisti provenienti da tutto il mondo e nel quale ogni metro va conquistato.
E dietro quella linea d’arrivo non ci sono soltanto 113 chilometri di gara: ci sono mesi di allenamenti, sacrifici, sveglie, chilometri percorsi e giornate nelle quali bisogna continuare anche quando il corpo chiede di fermarsi.
Perché arrivare al traguardo di un IRONMAN 70.3 non significa semplicemente terminare una gara. Significa aver preparato il proprio corpo e la propria mente ad affrontare qualcosa che, per la maggior parte delle persone, sembra semplicemente impossibile.
Complimenti ragazzi, la nostra città è orgogliosa del vostro risultato.


