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Cronaca

Fiaccole e trattori in piazza: la forza silenziosa di una comunità unita

22 Ottobre 2026, 12:11

Una partecipazione composta, silenziosa e imponente ha attraversato ieri sera le strade di San Giovanni Rotondo. La fiaccolata cittadina, indetta dal Comitato Spontaneo, ha visto sfilare agricoltori, allevatori, artigiani, commercianti, edili, autotrasportatori, lavoratori, imprese e tantissime famiglie. Centinaia di fiamme accese per dare un segnale visibile contro il peso del caro vita e l’incertezza del futuro che sta colpendo duramente il tessuto produttivo locale.

Il corteo ha preso il via dall’Ufficio del Giudice di Pace, muovendosi in modo ordinato lungo via Kennedy, Piazza Padre Pio e Corso Umberto I, per poi raggiungere Piazza Europa, percorsa nei due sensi di marcia.

Ai più attenti non è passata inosservata la presenza di tutta la politica locale: tra i manifestanti erano infatti presenti sia i rappresentanti della maggioranza sia quelli dell’opposizione. Un’adesione pubblica annunciata che avrebbe dovuto trovare un riscontro simbolico coerente. Passando sul Corso, vedere il Chiostro comunale aperto in una serata di tale eccezionalità è stata una nota stonata, ci si sarebbe aspettati che anche il Palazzo di Città “tirasse giù le saracinesche” e rimanesse chiuso, in segno di reale e assoluto rispetto per la mobilitazione e la sofferenza del comparto produttivo cittadino.

La fiaccolata si è conclusa davanti al Monumento ai Caduti, dove ad attendere l’arrivo dei manifestanti, c’erano due trattori con il tricolore, simbolo di una mobilitazione della terra e dei presìdi scattati in città nella mattinata dello scorso 16 ottobre.

Davanti al Monumento, la comunità si è raccolta per un momento di riflessione comune. Hanno preso la parola sia il Sindaco, l’avvocato Floriana Natale, che ha espresso la vicinanza delle istituzioni all’intera collettività, sia l’Arcivescovo, Padre Franco Moscone. Nei giorni scorsi, il Vescovo aveva già dialogato direttamente con i lavoratori della terra portando ascolto e solidarietà, e lanciando un forte appello affinché il bene comune e il valore del lavoro tornino a essere la priorità assoluta. Nel suo discorso di ieri sera, Monsignor Moscone ha rinnovato il proprio appello alla responsabilità, sottolineando con forza che i veri cambiamenti si fanno partendo dal basso e che la politica locale ha il dovere di rimboccarsi le maniche subito, senza restare in attesa che le soluzioni arrivino dalla politica centrale.

La serata ha confermato appieno la grande forza di una comunità unita, capace di rispondere con una compattezza straordinaria all’invito del comitato. Tuttavia, per una manifestazione così ben riuscita, unico neo della serata è stato il sistema di amplificazione: i microfoni utilizzati sul posto si sono rivelati del tutto inadeguati, impedendo a gran parte dei presenti di ascoltare perfettamente i due interventi ufficiali.

SoniaRitr