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9 Novembre 2009, 22:48

San Giovanni Rotondo NET - don Carlo Sansone“Vogliono togliere un crocifisso dalle aule, ma non riusciranno a togliere il Crocifisso”

di Don Carlo Sansone







Quando la vita perde o si allontana dalla sua ragione di vita, un simbolo, un segno può sostituirla e abilitarla per una crociata; l’orgoglio si veste di ipocrisia. Il simbolo senza la verità che rappresenta o a questa rimanda, non ha valore di credito. Ciò che occupa la mia mente è il perché di questa richiesta, penso che il rifiuto di Dio (ci può essere un rifiuto di chi non esiste?) svuotato di verità ricorre alla strategia dell’immagine in un’epoca in cui l’immagine vale più della realtà, dell’essere ciò che il simbolo stesso indica. L’ateismo in atto non ha valenza intellettuale ma di aggregazione servendosi non più del dialogo e della ricerca della verità; Nietzsche era innamorato del Cristo ma deluso, anche Lutero era amante di chi poi ha allontanato.


Non ho sentito una ragione valida sia per togliere sia per lasciare un crocifisso in aula. Manca anche in alcune delle nostre case di cristiani. Alcuni politici fanno riferimento, con discutibili argomentazioni, alla cultura e alla tradizione ma in nome di quale tradizione cristiana, culturalmente intendo, giustificano la politica del profitto? Per cui trovare un crocifisso è sempre reperibile in una costruzione abusiva e altro che crolla o in un deposito di rifiuti tossici, togliamolo! C’è il vuoto, è vero ma ha un grido dentro che pochi sanno ascoltare o accolgono: dov’è Gesù, fammi conoscere Gesù è stata la richiesta rivolta agli apostoli e che si rivolge ancora a noi cristiani, a noi Chiesa in cui i simboli hanno perduto o stanno per perdere la funzione profetica ogni volta che scansiamo la verità: aprendo le braccia, ogni creatura è forma e contenuto di crocifisso, e spesso davanti al crocifisso molti scappano o lo guardano a distanza. E’ successo anche a Gesù. Pertanto nessuno potrà togliermi dalla mia casa: la vita.

Questa mai sarà un’aula dove entra il vento del vuoto culturale, poiché dove c’è cultura non può esserci crociata e opinionisti di turno. E’ vero, Satana trema davanti ad un simbolo religioso e di fede, perché conosce la verità. Il simbolo del crocifisso fa ancora scandalo, separa, ha ancora carica profetica, Satana si intende di profezia. La religione del vuoto patisce il vuoto della profezia in termini di parresia, coraggio della fede o martirio della fede. Occorre non lasciarci convincere che la risposta sia nel togliere un simbolo, se la laicità, divenuta laicismo, si sazia o si realizza in questo modo, è ora per me cristiano alzarmi e dare ciò che ho per vivere, come la vedova presso il tesoro del tempio davanti a coloro che sanno di tutto e di tutto non vivono, ma rapinano, ma pregano per essere visti; e davanti al Signore che l’ha scelta come profezia della sua morte in croce: dare se stessi.


Il Signore  ha scelto una vedova e una peccatrice prima di entrare in Gerusalemme e mostrare al mondo che soltanto il Crocifisso, e risorto, può nutrire e colmare quel vuoto che da tempo abbiamo scavato nella religione o con la religiosità facendoci scudo di simboli ma senza profezia. Senza che passi Gesù che ci ha assicurato che quando sarebbe stato innalzato sulla croce avrebbe attirato tutti a sé, tutti a salire la croce che è la vittoria della morte e la soglia della vita, sarà questa la paura che ha nutrito la richiesta del togliere il crocifisso?


Don Carlo Sansone