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Opinioni

Quando l’inerzia della politica genera danni irreparabili

13 Agosto 2013, 22:59

La lettera di Nunzio Cocomazzi al Comune sul caso Sicel

Riportiamo di seguito la lettera protocollata dal concittadino Nunzio Cocomazzi al Comune di San Giovanni Rotondo in merito al caso “Sicel”.

al Sindaco

all’Assessore all’Urbanistica

al Consiglio Comunale del Comune di S. Giovanni Rotondo

Oggetto: Quando l’inerzia della politica genera danni irreparabili

Sollecitato  dai molti  amici  direttamente  interessati   alla   ormai  famosa “questione SICEL”,  che   di seguito  chiamerò “danneggiati”,   torno  a  sottolineare,  ancora una volta, l’ inerzia che voi tutti continuate a mostrare nei riguardi della stessa. Eppure,  oggi  più che mai,  per quel che risulta  agli  atti  del Comune,  questa  inerzia  potrebbe trasformarsi in azione vincente e risolutiva  dei problemi  dei  “danneggiati”,   ponendo  la parola fine al loro lungo calvario.

Basterebbe, infatti, che voi ”cari amministratori”,   ricordandovi  dei  vostri  doveri  e tirando fuori … ( … il coraggio), deste  esecuzione  alla  delibera,   peraltro  riconosciuta legittima dalla giustizia amministrativa,    adottata   dal  Consiglio Comunale  nel  lontano 1995  (la  n. 81 ,  concernente  la  risoluzione  dell’atto   di  cessione   delle aree alla SICEL  /  per  violazione della  convenzione   stipulata  con  la  stessa  ditta),  azione  che  consentirebbe   al  Comune  di  acquisire   al   suo patrimonio  (ovviamente,  fatto salvo quanto  il  diritto  prevede  per tale fattispecie)  quegli immobili   promessi  nel  1992  ai  “danneggiati”   e   che  oggi  per  una  “inadempienza  amministrativa”    stanno per diventare oggetto di  asta  pubblica   (vi rendete  conto:  oggetto  di  asta  pubblica  immobili  che “ipso iure”   potrebbero  rientrare   nella  proprietà del Comune).

Non posso pensare  che chi  è  deputato a tutelare  gli interessi dei cittadini si ostini a  non volerlo fare,  e  mi  viene  da  chiedere, nel caso di  specie:  per quali ragioni???

E  non  posso  neppure pensare   che,  in   un   eventuale   accordo  transattivo   con   il “fallimento”,  il Comune   non  possa   preoccuparsi   di  tutelare   a   360  gradi   i  suoi cittadini  e  debba invece  accettare  passivamente  quello che  la  curatela,   nella  più ampia tutela del maggiore  creditore (la Deutsche Bank)  avrebbe, con tutta probabilità,   già    deciso   (di  che razza  di accordo  si  tratterebbe?);   mi  riferisco   alla  rivalutazione  del   prezzo  di prima cessione degli alloggi (sulla base  dell’indice  nazionale  ISTAT  del  costo  di  costruzione di  un  fabbricato  residenziale in  misura  pari  alla  variazione  intercorrente    ex  tunc   e   fino   alla  data  di  stipulazione  notarile  dell’atto  di  vendita dell’immobile)   e  contestualmente  al  fatto che,  per contro, non   viene considerata  la  rivalutazione  monetaria   di  quanto  versato  a   suo  tempo   dai  “danneggiati”.   

Non   sarebbe   questo   un    accordo,   ma,   ripeto,   un’accettazione   passiva  delle  condizioni   imposte   dalla  curatela  e  dalla  precitata  banca,   che  ha  già  preventivato  il  quantum  da  realizzare  dall’operazione   e   non vuole rinunciarvi. 

A  queste condizioni  parrebbe  meno  dannoso affrontare un’asta pubblica.  Eppure,  è  risaputo,   in  tali situazioni,  le  banche  cercano  sempre  di  mediare  il  loro  credito, anche  perché  non   so  se  convenga  loro  aspettare  ancora  qualche anno per vedere rientrare i propri soldi  o  avere  qualcosa  in  meno ma subito.  Comunque, al di là di queste preoccupazioni,  che spero essere  infondate, concludo con l’auspicio  che  voi  “cari amministratori”,    nella  consapevolezza  che  servono cuore e intelligenza  per  servire  la  collettività,  sappiate  guardare alle  vostre  coscienze  di  uomini  (non di  politici )   e  rendervi   conto  che  gli  interessi dei cittadini   devono   essere sempre  anteposti  a  qualsivoglia  altro  interesse,  recondito  e  non,   al  fine  di  poter  trovare  la  via  più  giusta  che  dia  alla  problematica  la soluzione che    non   danneggi   ulteriormente ,   fatemi   passare   il   termine,   i  “danneggiati” ,   che  nulla  hanno fatto perché nascesse una “questione SICEL”.

San Giovanni Rotondo, addì  13.8.2013

Nunzio Cocomazzi