Opinioni
Cosa si nasconde dietro al Piano di Zona?
1 Maggio 2014, 10:14
Di Gaetano Cusenza
Il Sindaco Luigi Pompilio, che riesce a nascondere gli effetti della crisi, che da molto tempo mortifica la sua maggioranza, l’altra sera, nel corso del Consiglio Comunale, penso abbia trascorso il momento più difficile del suo mandato. La coalizione, se di coalizione si può parlare, di sinistra-destra-centro che lo appoggia, ha raggiunto un’evidente spaccatura.
Su quale argomento all’ordine del giorno ci sono state divergenze?
Sull’approvazione dello Schema di Convenzione dei Servizi Socio Assistenziali del Piano di Zona.
Perché un argomento così importante e qualificante per una Comunità, debba essere la causa scatenante di una crisi amministrativa?
Le ragioni sono due. La prima, perché il nostro Distretto Sociale, che comprende quattro Comuni: San Marco in Lamis, San Giovanni Rotondo, Sannicandro Garganico e Rignano Garganico, da più di due anni è fortemente in affanno per ragioni economiche e di gestione. La seconda ragione, che si tocca con mano, è che qualcuno dei componenti dell’attuale maggioranza che sostiene Pompilio, voglia utilizzare il Piano Sociale di Zona, per costruire le sue fortune politiche. Ma come il Piano non dovrebbe essere, ai sensi della legge quadro n 328/2000, lo strumento per meglio servire i cittadini e i cittadini più deboli? Certo, dovrebbe essere questo. Ma come ogni tanto succede, c’è sempre qualcuno, che lontano dal pensiero di servire i cittadini, si serve di essi per raggiungere i suoi risultati.
Ma è tutto qui la crisi della maggioranza Pompilio? Si può rompere un legame, che sembrava d’acciaio, per questa ragione?
Sinceramente, io non ci credo. Ritengo che siano altri e tanti i problemi: da un PUG mai decollato, alla scelta di un gruppo di ragazze e ragazzi per la distribuzione dei “secchielli” per la differenziata ( ai quali è stato chiesto la tessera di partito ). Da un turismo fermo, alla storia della TARES, che i nostri concittadini non hanno dimenticato, e tanti, tanti altri motivi.
Ma la madre di tutte le motivazioni è politica.
Luigi Pompilio è stato eletto Sindaco di San Giovanni Rotondo, legittimamente, con una maggioranza di Centrodestra. Oggi amministra, illegittimamente, con un gruppo di Consiglieri Comunali, che avevano perso l’elezioni. Questo è il grande problema, che se Pompilio risolve, salverà la sua amministrazione, ma se non riuscirà a risolvere, come è probabile, tempi oscuri avremo nella politica di San Giovanni Rotondo.
Del resto, era inevitabile che Consiglieri Comunali, all’inizio avversari di Pompilio, che non avevano partecipato alla stesura delle sue liste, che non avevano contribuito alla sua vittoria, che non avevano approvato, con lui il programma per la Città, che tra l’altro, sentite, sentite, ne hanno chiesto le dimissioni dopo pochi mesi, vedi l’UDC, oggi amministrano con Pompilio, sono determinanti nella sua maggioranza, ma soprattutto lo condizionano.
Sindaco Pompilio, lei ha davanti due strade: la prima, quella di ripristinare la coalizione originaria. La seconda strada, che io mi permetto di suggerire, è quella delle dimissioni.
Veda, negli ultimi vent’anni, su dieci Sindaci, sette sono stati sfiduciati. Due, quando non c’erano le condizioni, ci siamo dimessi. Uno è arrivato sano e salvo alla fine.
Le assicuro che è molto più dignitoso dimettersi, anziché tirare a campare ed impedire ad altre forze politiche di amministrare.
