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Attualità

Appuntamento presso la Libreria Fahrenheit

15 Febbraio 2011, 18:30

San Giovanni Rotondo NET - 'Quella voce fucilata nella piazza"Quella voce fucilata nella
piazza, l’eccidio di San Giovanni Rotondo del 14 ottobre 1920"


Martedì 22 Febbraio, ore 18








Martedì 22 Febbraio, ore 18, presso la Libreria
Fahrenheit, si discute del libro "Quella
voce fucilata nella piazza, l’eccidio di San Giovanni Rotondo del 14 ottobre
1920"
di Antonio Tedesco,
insieme a

– Giovanni Rinaldi,
scrittore

– Mara De
Felici
, segretaria generale della CGIL di Foggia

– Maurizio
Tardio
, giornalista


«…la testa del corteo si era tolta dal
piazzale e si avviava verso la piazza degli Olmi, quando alcuni sconsigliati
Fascisti, ritenendo di aver inflitto per la numerosa presenza della forza
pubblica, uno scacco ai loro avversari socialisti, incominciarono a gridar loro
‘fuori, fuori’»
.

Dopo un anno di scrupolosa ricerca nei vari archivi e biblioteche emerge uno studio
approfondito  sull’eccidio più mortifero del biennio rosso in Italia.

Una mattina di festa, un gioioso corteo di
circa seicento persone – che, per celebrare il successo socialista alle
elezioni del 3 ottobre 1920 e l’insediamento dei nuovi amministratori, vuole
inalberare sul balcone del Comune della cittadina di Padre Pio, come simbolo di
quella vittoria, la bandiera rossa – si trasforma nel massacro di tredici
cittadini, manifestanti e non, e un carabiniere, con una sessantina di altri
feriti.

Le responsabilità dell’eccidio sono rimaste
sempre alquanto incerte. Inchieste di polizia e giudiziarie, ricostruzioni
giornalistiche, scontri politici, atti parlamentari hanno chiarito molti
aspetti ma non hanno mai fatto piena luce sull’intera dinamica di quegli
eventi. La verità è apparsa sempre frammentaria, talvolta piegata alle ragioni
di parte o di Stato.

«Con questo saggio
– scrive Giuseppe Tamburrano nella Prefazione – la verità sull’eccidio del 14 ottobre 1920
di San Giovanni Rotondo è finalmente raggiunta. L’Autore l’ha cercata e l’ha
trovata consultando tutta la documentazione disponibile e dando credito
all’ispettore di polizia Trani che, in quei tempi in cui già si faceva pesante
e condizionante la pressione della reazione, svolse una inchiesta scrupolosa ed
obbiettiva»
.