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Attualità

Città sporca? Se non ci pensa la ditta ci pensano i giovani

31 Agosto 2016, 10:24

“Io mi rifiuto” è il monito lanciato da un gruppo di ragazzi volontari

Da qualche anno la nostra cittadina, come testimoniato oltre che dalle quotidiane segnalazioni dei cittadini anche e purtroppo dalle proteste sui social da parte di pellegrini in visita a San Pio, si sta distinguendo per il pietoso scenario del decoro urbano legato alla raccolta differenziata porta a porta, mal gestita da una parte (ditta appaltatrice), mal digerita da un’altra (“cattivi” cittadini) e mal controllata da un’altra ancora (organi di vigilanza).

La nuova ditta Tekra, subentrata alla Lombardi Ecologia a cavallo dell’insediamento della nuova amministrazione, sta mostrando le prime defaillance. Erano partiti in pompa magna con nuovi e lucenti mezzi iniziando una massiccia azione di pulizia stradale, sfalcio delle erbacce, raccolta del porta a porta di buon mattino, ma poi si son persi per strada, con l’aggravio delle evidenti lacune organizzative come la distribuzione alle famiglie dei sacchetti e la soppressione del vecchio infopoint in uso alla vecchia ditta in via “Al Mercato”. A questo si aggiungono i problemi del centro di raccolta di Pontone Longo (dato alle fiamme qualche giorno fa, si presume in maniera dolosa) e lo stato di fibrillazione del personale a causa di atavici problemi quali la mancanza di divise e attrezzature idonee (molti dipendenti sono costretti a lavorare con i loro abiti civili).

Così, per affrontare il problema dell’accumulo improprio dei rifiuti urbani, un gruppo di ragazzi sangiovannesi ha deciso di lanciare un messaggio chiaro all’amministrazione comunale, alla ditta incaricata dello smaltimento dei rifiuti ed agli stessi cittadini: il problema rifiuti è reale e deve essere affrontato di prepotenza prima che diventi emergenza.

Dopo un incontro pubblico aperto ai cittadini, alle associazioni e ai consiglieri comunali per promuovere la loro iniziativa, in modo da richiamare ad una maggiore collaborazione da parte di tutti, i ragazzi si sono messi all’opera liberando dall’immondizia alcune zone centrali e simboliche della nostra città. “Io mi rifiuto” è il nome dell’iniziativa che il gruppo di volontari spera potrà servire ad educare le generazioni future al rispetto per l’ambiente e a comprendere le enormi potenzialità che la raccolta differenziata offre.

Certo, il messaggio di questa iniziativa è forte e di grande impatto e il lavoro svolto da questi ragazzi che, per propria iniziativa, hanno deciso di rimboccarsi le maniche al fine di dare un esempio di civiltà alla nostra città, è sicuramente encomiabile, ma ci deve pur far riflettere.

Che la situazione sia sfuggita di mano a questa come alla precedente amministrazione ed a questa come alla precedente ditta incaricata per la raccolta dei rifiuti è sotto gli occhi tutti.

Sulla problematica, a questo punto, alcune domande sorgono spontanee:

È evidente a tutti lo spirito costruttivo dell’iniziativa, ma anche alla luce di queste domande vorremmo che tali azioni non si ripetessero più: significherebbe che la nuova azienda, i cittadini, l’amministrazione civica e gli organi di controllo, finalmente e ciascuno per la sua parte, inizieranno a fare seriamente il proprio dovere.