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Cultura e spettacolo

In ricordo di Francesco Paolo Fiorentino

9 Aprile 2012, 11:17

Francesco Paolo Fiorentino

     

A 26 anni dalla sua morte

Vogliamo ricordare la figura di Francesco Paolo Fiorentino, a 26 anni dalla sua morte, proponendo una poesia del poliedrico artista sangiovannese oltre che il video di una delle sue tante commedie in vernacolo.

AUTORITRATTO

Nella fluttuante

tana

di giunchi,

insultato da gelidi

raggi di odio,

apostata

dal languore desolato,

poggio

il mio dolore

sulle squallide macerie

dell’anima…

E intanto

spero

ardentemente

in un’altra estate.

Fremono,

nel chiuso scrigno

del ricordo,

odori di fiamme,

funesti incensi,

campane bucate

di impossibili

resurrezioni.

Nel diafano riflesso

di un brivido,

freme

la tragica ragnatela

delle mie sensazioni,

ove annaspano

le opere fallite,

le ambizioni incenerite,

i sogni di potere.

E mi afferra,

improvvisa,

una malinconia d’azzurro.

Ma la notte

incombe,

piegata nelle tenebre

e, in un sussurro

impalpabile,

come pulsazione

di vena

nella roccia,

suggerisce conflitti

specchiati.

Allora mi guardo

nel quadrante

del tempo,

riflesso,

dilatato,

assurdo ritratto,

maschera ringhiosa

senza letterarie

 collocazioni …

E nulla mutano

le brevi gocce

di pianto soffocato.

(Tratto da “DOMANDE” di F.P.Fiorentino – Scena Illustrata Editrice, Roma)

Francesco Paolo Fiorentino

Francesco Paolo Fiorentino nasce a San Giovanni Rotondo (FG) nel marzo del 1935.

Diplomatosi presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli negli anni Cinquanta, percorre una parabola artistica di oltre 30 anni esprimendosi soprattutto nella pittura e nel teatro.

Come pittore, dopo i primi inevitabili influssi impressionistici, sviluppa tematiche personali che egli stesso definisce “Metamorfosi” ed “Espressionismo cosmico”, corrente artistica da lui fondata.

Raggiunge la maturità pittorica dagli anni Settanta fino alla metà degli anni Ottanta. Tre, dunque, sono i cicli di pittura e sviluppo grafico riconducibili alla sua esperienza artistica. Come commediografo lo si ricorda soprattutto come il fondatore della espressione teatrale nella città di San Giovanni Rotondo.

Negli anni Cinquanta passa dalle commedie brevi rigorosamente in lingua ai drammi di più ampio respiro sia per contenuti che per impostazione.  Negli anni Settanta, invece, esplode il commediografo “Cecchino”, come affettuosamente tutto il paese lo ricorda, con la stesura di farse e drammi grotteschi tutti in vernacolo dove, alla risata franca si associano tematiche ancora oggi attuali come l’immortalità (il mito di Faust), l’incesto, la solitudine, il rapporto genitori-figli, le donne della società, la corruzione politica.  Muore il 9 aprile del 1986. Considerato dagli addetti ai lavori uno dei più importanti commediografi del meridione d’Italia. Gli “Artisti di Provincia”, compagnia teatrale fondata nel 1998 dal figlio Lio, ogni anno nei primi giorni di  dicembre portano in scena una commedia del compianto autore.

Clicca sull’immagine per vedere la commedia “LU LUPE” (online su insonniatv.it)