Torna all'articolo
SanGiovanniRotondoNET.it: la città in rete!

In ascolto della "Parola"

In ascolto della “Parola”

28 Dicembre 2008, 06:22


San Giovanni Rotondo NET - In ascolto della ParolaSANTA FAMIGLIA DI GESÙ, MARIA E GIUSEPPE

Il bambino cresceva, pieno di sapienza









PRIMA LETTURA (Gen 15,1-6; 21,1-3)
Uno nato da te sarà tuo erede.

Dal libro della
Gènesi

In quei giorni, fu rivolta ad Abram, in visione, questa parola del Signore:
«Non temere, Abram. Io sono il tuo scudo; la tua ricompensa sarà molto grande».
Rispose Abram: «Signore Dio, che cosa mi darai? Io me ne vado senza figli e
l’erede della mia casa è Elièzer di Damasco». Soggiunse Abram: «Ecco, a me non
hai dato discendenza e un mio domestico sarà mio erede». Ed ecco, gli fu
rivolta questa parola dal Signore: «Non sarà costui il tuo erede, ma uno nato
da te sarà il tuo erede».
Poi lo condusse fuori e gli disse: «Guarda in cielo e conta le stelle, se
riesci a contarle» e soggiunse: «Tale sarà la tua discendenza».
Egli credette al Signore, che glielo accreditò come giustizia.
Il Signore visitò Sara, come aveva detto, e fece a Sara come aveva promesso.
Sara concepì e partorì ad Abramo un figlio nella vecchiaia, nel tempo che Dio
aveva fissato. Abramo chiamò Isacco il figlio che gli era nato, che Sara gli
aveva partorito.

SALMO RESPONSORIALE (Sal 104)
Rit: Il Signore è fedele al suo patto.

Rendete
grazie al Signore e invocate il suo nome, proclamate fra i popoli le sue opere.
A lui cantate, a lui inneggiate, meditate tutte le sue meraviglie./Rit.

Gloriatevi del suo santo nome: gioisca il cuore di chi cerca il Signore. Cercate
il Signore e la sua potenza, ricercate sempre il suo volto./Rit.

Ricordate le meraviglie che ha compiuto, i suoi prodigi e i giudizi della sua
bocca, voi, stirpe di Abramo, suo servo, figli di Giacobbe, suo eletto./Rit.

Si è sempre ricordato della sua alleanza, parola data per mille generazioni, dell’alleanza
stabilita con Abramo e del suo giuramento a Isacco./Rit.

 

 

SECONDA LETTURA (Eb 11,8.11-12.17-19)
La fede di Abramo, di Sara e di Isacco.

Dalla lettera agli
Ebrei

Fratelli, per fede, Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che
doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava.
Per fede, anche Sara, sebbene fuori dell’età, ricevette la possibilità di
diventare madre, perché ritenne degno di fede colui che glielo aveva promesso.
Per questo da un uomo solo, e inoltre già segnato dalla morte, nacque una
discendenza numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia che si trova
lungo la spiaggia del mare e non si può contare.
Per fede, Abramo, messo alla prova, offrì Isacco, e proprio lui, che aveva
ricevuto le promesse, offrì il suo unigenito figlio, del quale era stato detto:
«Mediante Isacco avrai una tua discendenza». Egli pensava infatti che Dio è
capace di far risorgere anche dai morti: per questo lo riebbe anche come
simbolo.


 

Canto al Vangelo (Eb 1,1.2)

Alleluia, alleluia.
Molte volte e in diversi modi nei tempi antichi
Dio ha parlato ai padri per mezzo dei profeti,
ultimamente, in questi giorni,
ha parlato a noi per mezzo del Figlio.
Alleluia.

VANGELO (Lc 2,22-40)
Il bambino cresceva, pieno di sapienza.

+ Dal Vangelo secondo
Luca

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la
legge di Mosè, [Maria e Giuseppe] portarono il bambino [Gesù] a Gerusalemme per
presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio
primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di
tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che
aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo
Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza
prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio
e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo
riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua
parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te
davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui.
Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse:
«Ecco, egli è qui per la
caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e
anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di
molti cuori».
C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era
molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo
matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si
allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e
preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e
parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno
in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava,
pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.


 

 

Commento
Incredibile! Gesù, la sorgente di vita, il Redentore, la luce dei non
credenti, l’onore di Israele, è destinato ad essere un segno di contraddizione;
egli che è chiamato a portare la redenzione dovrà, nello stesso tempo, essere
la spina che provocherà la perdita di molti uomini. E colei che ha dato alla
luce il Redentore, che ha unito in sé l’amore di Dio e quello dell’uomo, è
destinata a sopportare il dolore della spada che trapassa il cuore!
Tutto ciò sembra strano, eppure è stato proprio così: l’incredibile è successo.

La profezia di Simeone si compie nella sua totalità nei secoli.
Il cuore di Maria ha conosciuto il dolore di sette spade che lo trapassavano
quando lei tremava per la vita del Bambino durante la fuga in Egitto; quando lo
vedeva sfinito, non compreso, umiliato nel suo apostolato; quando venne
arrestato, processato, torturato, e quando lo accompagnò nella via della croce,
vedendolo soffrire e morire sulla croce. Ancora oggi Maria continua a soffrire
con noi quando pone il suo sguardo sulle nostre pene e sulle nostre sofferenze,
continua a soffrire con noi che rischiamo, coi nostri peccati, di perderci.
È raro vedere un ritratto o una statua della Madonna sorridente, mentre quasi
in ogni chiesa vediamo rappresentata Maria addolorata.
Gesù è venuto dai suoi, ma i suoi non l’hanno accolto (Gv 1,6); ha portato la
luce, ma il mondo è rimasto nelle tenebre. Gesù cercava la redenzione di tutti,
ma molti l’hanno respinto, hanno lottato contro di lui. Per costoro è divenuto
un segno di condanna. Per questo è segno di divisione: ognuno di noi porta in
cuore delle contraddizioni e si scontra con degli ostacoli per seguire Gesù.
Dobbiamo imparare ad accogliere il suo amore.
Noi tutti abbiamo nostalgia dell’amore. Ma la nostalgia non basta. Occorre che
i raggi dell’amore ci raggiungano e si infiammino per divenire un grande fuoco
che ci scaldi e che ci dia il coraggio di vivere e di sacrificarci in nome di
Cristo, affinché la Madre
di Dio possa guardarci non più con le lacrime agli occhi, ma col sorriso.

 
da lachiesa.it