Il Comune: “Sospensione urgente per garantire la sicurezza degli ambienti”
I genitori degli alunni della scuola dell’Infanzia e Primaria del plesso ‘Melchionda‘ (oggi diventato istituto comprensivo assieme alle scuole ‘Pascoli’, ‘Forgione‘ e ‘De Bonis’) sono sul piede di guerra dopo la sospensione del servizio mensa decisa dal Comune di San Giovanni Rotondo a causa di motivi ‘tecnico-logistici’.
“Ci scusiamo per il breve preavviso ma la sospensione si è resa urgente per garantire la sicurezza degli ambienti ove il servizio viene svolto” si legge nella determina dirigenziale giunta da Palazzo di Città lo scorso 20 gennaio.
I genitori delle alunne e degli alunni delle sezioni dell’infanzia e della primaria a tempo pieno della scuola Melchionda, riuniti in una assemblea lo scorso 24 gennaio, hanno avviato la costituzione di un“Comitato Genitori per la Mensa ed il Tempo Pieno – Infanzia e Primaria – EDIFICIO Melchionda“.
Il Comitato nasce dall’esigenza di dare una forma ordinata, responsabile e unitaria alle istanze delle famiglie dopo la sospensione sine die del servizio mensa e, di conseguenza, del tempo pieno, disposta dal Comune di San Giovanni Rotondo.
I genitori esprimono forte sconcerto per le modalità e i tempi della comunicazione, ritenuti inadeguati perché avvenuti alla vigilia dell’entrata in vigore della decisione e senza alcuna interlocuzione preventiva, a fronte dell’impatto concreto che tale scelta ha sull’organizzazione familiare, lavorativa ed educativa.
Al tempo stesso chiedono chiarezza sulle ragioni che hanno condotto a un mutamento di valutazione rispetto a precedenti atti e responsabilità formalmente assunte da tecnici, amministratori e dirigenza scolastica in merito all’utilizzo dell’edificio, oggetto di ingenti interventi di ristrutturazione e di rilevanti investimenti di denaro pubblico.
Elemento centrale della posizione del Comitato “è la volontà ferma di garantire la continuità del servizio mensa e del tempo pieno presso l’edificio Melchionda. La scelta del plesso scolastico è una scelta familiare, personale e organizzativa, e per questo non sindacabile“, si legge in una nota diffusa dai genitori nella serata di ieri.
Il trasferimento, che sia improvviso o programmato per il prossimo anno scolastico – ipotesi emersa in interlocuzioni informali, in particolare con riferimento al plesso Forgione – non è un’eventualità accettabile per i genitori.
Gli stessi partono dal caso che li riguarda per manifestare una visione più ampia: il tempo pieno va oggi potenziato e progressivamente esteso, in linea con le tendenze europee e di quasi tutte le regioni italiane, come strumento fondamentale per colmare i divari educativi e come vero presidio di welfare.
“Va ricordato – continuano – che a San Giovanni Rotondo, a partire da quest’anno, è stata introdotta la settimana corta per tutte le scuole dell’infanzia e primaria. Mensa e tempo pieno diventano ancora più indispensabili, sotto il profilo educativo, organizzativo e nutrizionale. Il tempo pieno e la mensa, inoltre, non svolgono soltanto una funzione educativa e sociale, ma producono anche un impatto occupazionale ed economico concreto: il tempo pieno garantisce continuità lavorativa al personale scolastico – aspetto particolarmente rilevante in una fase di denatalità – mentre la mensa attiva posti di lavoro e servizi sul territorio. Ridurre questi presìdi significa comprimere diritti educativi e, al contempo, indebolire il tessuto economico locale.
L’urgenza di individuare soluzioni non è legata esclusivamente a esigenze organizzative delle famiglie, ma anche a rilevanti profili didattici ed educativi. Per la scuola dell’infanzia, molti genitori sono oggi costretti a ritirare i bambini tra le 13:00 e le 13:15 per garantire un pasto adeguato a età così delicate. Ciò comporta una significativa riduzione del tempo scuola, con il rischio di comprimere il percorso educativo quotidiano e di trasmettere ai bambini un clima di fretta e discontinuità”.
Analoghe preoccupazioni emergono per la scuola primaria, dove la riduzione delle ore di lezione può incidere sul regolare svolgimento della programmazione didattica e sulla continuità degli apprendimenti, anche in vista di passaggi scolastici e prove nazionali.
I genitori ritengono quindi imprescindibile che la soluzione venga individuata con tempestività, per evitare che l’emergenza organizzativa si trasformi in un danno educativo.
“Il nascente Comitato – conclude la nota – non intende proporre soluzioni tecniche, che competono alle istituzioni scolastiche e comunali, ma chiede che vengano individuate con urgenza risposte adeguate, nel rispetto delle bambine, dei bambini e delle famiglie.
Ribadendo la piena disponibilità a un confronto leale e costruttivo con la Dirigenza scolastica e con il Comune, il Comitato conferma che la tutela della mensa e del tempo pieno presso l’intero Edificio Melchionda rappresenta una priorità irrinunciabile per il futuro della comunità”.

