Crescere insieme… anche quando ci separiamo

A cura della dottoressa Valentina Turco
Psicologa e Psicomotricista Funzionale
Ogni bambino cresce attraverso un continuo alternarsi di vicinanza e distanza, di presenza e separazione. È proprio in questo movimento che si costruisce lo sviluppo affettivo: la capacità di sentire il legame con l’altro, ma anche di fidarsi di sé quando l’altro non è fisicamente vicino.
Nei primi anni di vita, la separazione – come l’ingresso al nido, il distacco mattutino o il saluto prima di dormire – rappresenta un momento cruciale. Il bambino sperimenta emozioni intense: paura, rabbia, tristezza, ma anche curiosità e desiderio di esplorare. Attraverso l’esperienza ripetuta del “torno e mi ritrovi”, il piccolo costruisce dentro di sé l’idea che l’amore non sparisce quando l’altro non c’è.
Per questo è importante che l’adulto accompagni la separazione con gesti coerenti e parole rassicuranti. Un saluto chiaro, un rituale costante, un tempo di accoglienza al rientro: piccoli gesti che, nel linguaggio del corpo, dicono “io ci sono anche quando non mi vedi”.
Un aiuto concreto arriva anche dagli oggetti di transizione, cioè quegli elementi che custodiscono la presenza del genitore e aiutano il bambino a sentirsi al sicuro. Può essere un peluche, un fazzoletto profumato, una foto o – come nel mio caso – il “Bacio Caramella”…

… un piccolo simbolo d’amore che il genitore lascia al bambino prima di separarsi: un biglietto che racchiude al suo interno un bacio da portare con sé per tutta la giornata.
Questi oggetti diventano ponte affettivo: ricordano al bambino che, anche quando il corpo della mamma o del papà non c’è, il legame resta vivo e presente dentro di lui.
Lo sviluppo affettivo non significa evitare la distanza, ma aiutare il bambino a tollerarla, a sentire che può contare sul legame e sulla fiducia reciproca. È così che impara a stare nel mondo con sicurezza, sapendo che ogni separazione può diventare un’occasione per crescere.

