Soggettivazione in adolescenza: il percorso per diventare soggetto della propria vita

A cura del dottor Ariele Di Gioacchino
Psicologo e Psicoterapeuta
Specializzato nella psicoterapia psicoanalitica dell’adolescente, del giovane adulto e della coppia genitoriale
Quando si parla di adolescenza si pensa subito ad un periodo di ribellione nei confronti degli adulti e di fatica da parte degli stessi a rapportarsi con gli adolescenti.
Per quanto questo sia spesso vero sarebbe una banalizzazione ridurre questa fase della crescita ad uno scontro fra generazioni.
L’adolescenza ha un’importanza fondamentale nella costruzione di quello che sarà l’adulto futuro.
Poiché è in questo momento che la soggettivazione trova la sua massima espressione.
Si tratta di quel “lungo cammino che accompagna l’individuo dalla culla alla tomba” e che porta a diventare il soggetto della propria vita attraverso un percorso di continue ridefinizioni di sé e delle proprie relazioni.
Pensiamo al preadolescente ad esempio: egli si trova ad affrontare un primo passo affatto semplice. Ovvero sperimentare per la prima volta momenti in cui un genitore non riesce a soddisfare una sua richiesta.
Inizia così a realizzare che i genitori non sono onnipotenti. Dentro di lui si genera una domanda inconscia: se loro non sono capaci di risolvere qualsiasi problema e di proteggermi da ogni male allora chi lo farà?
La risposta a questa domanda potrà gettare le basi per quella spinta evolutiva a fare da sé tipica dell’adolescenza e alla ridefinizione dei rapporti con i genitori in una chiave più indipendente.
L’adolescente inizia a desiderare che venga rispettata la sua privacy, vuole spazi che siano solo suoi e non accetta più che i genitori lo vedano nudo.
Il suo corpo sta cambiando radicalmente portando un turbinio di nuove sensazioni e potenzialità che eccitano e spaventano. Il genitore è naturale che non venga scelto come interlocutore in questa esplorazione.
La chiusura verso i genitori corrisponde a un apertura verso i pari. Confrontarsi con chi sta affrontando le stesse difficoltà fa sentire meno spaventati.
Un corpo nuovo porta nuove potenzialità che l’adolescente vuole sperimentare. Per questo la ricerca del limite è un tratto così tipico degli adolescenti.
Questo si può manifestare nello sfidare le regole per vedere fino a che punto la si fa franca così come nel bere fino a quando non è il corpo a dare un limite facendolo stare male.
Questo non mancherà di tenere in ansia i genitori i quali a loro volta saranno chiamati a trovare un equilibrio tra il sentirsi sicuri e permettere ai figli di crescere.

