Edgar Morin e la sfida di comprendere la complessità

A cura del dottor Antonio Pio Longo
Psicologo del lavoro e delle organizzazioni
Orientatore ASNOR, Formatore esperienziale, soft skills training specialist
Con la scomparsa di Edgar Morin, avvenuta il 29 maggio 2026 all’età di 104 anni, il mondo della cultura perde uno dei più importanti pensatori contemporanei. Filosofo, sociologo e studioso dei processi educativi e sociali, Morin ha dedicato gran parte della sua vita a sviluppare una teoria destinata a influenzare profondamente il modo di interpretare la realtà: il pensiero complesso.

Nato a Parigi nel 1921, Morin attraversò alcuni degli eventi più significativi del Novecento. Partecipò alla Resistenza francese durante la Seconda guerra mondiale e fu testimone diretto delle grandi trasformazioni politiche, sociali e culturali del secolo scorso. Queste esperienze contribuirono a formare la sua convinzione che la realtà non possa essere spiegata attraverso modelli rigidi o visioni semplificate.
Il cuore della sua riflessione è racchiuso proprio nel concetto di complessità. Secondo Morin, la conoscenza tende spesso a suddividere i fenomeni in discipline separate: la psicologia studia l’individuo, la sociologia la società, l’economia i mercati, la biologia gli organismi viventi. Questo approccio ha prodotto enormi progressi scientifici, ma rischia di perdere di vista le relazioni che collegano ogni elemento agli altri.
Per Morin, comprendere significa innanzitutto collegare. L’essere umano è contemporaneamente individuo, membro di una comunità, prodotto della cultura e parte integrante dell’ecosistema. Nessun fenomeno può essere interpretato isolatamente dal contesto in cui si sviluppa. Oggi questo approccio appare particolarmente attuale quando affrontiamo questioni come il cambiamento climatico, le pandemie, le migrazioni o l’intelligenza artificiale, problemi che coinvolgono simultaneamente aspetti scientifici, economici, psicologici e sociali.
Il contributo di Morin è stato particolarmente importante anche nel campo dell’educazione. A suo avviso, la scuola dovrebbe aiutare le persone non solo ad accumulare informazioni, ma a sviluppare la capacità di comprendere la complessità del mondo, di ragionare in modo critico e di collegare conoscenze provenienti da ambiti diversi. In un’epoca caratterizzata da cambiamenti rapidi e sfide globali, il pensiero di Edgar Morin continua a ricordarci che la vera conoscenza non consiste nel semplificare eccessivamente la realtà, ma nel comprenderne le connessioni, le sfumature e le inevitabili complessità.

