Il genitore perfetto esiste. Ma solo sui social

A cura della dottoressa Valentina Turco
Psicologa e Psicomotricista Funzionale
Scorrendo i social sembra tutto semplice. Genitori sempre pazienti, bambini che collaborano, parole scelte con cura, emozioni accolte senza mai perdere la calma.
Un modello che può ispirare, ma che, se osservato senza spirito critico, rischia di trasformarsi in un ideale irraggiungibile.
Negli ultimi anni si è parlato molto di educazione rispettosa, un approccio che promuove l’ascolto, l’empatia e il rispetto reciproco. Valori importanti, che meritano di essere conosciuti e messi in pratica.
Il problema nasce quando questo approccio viene raccontato come una continua dimostrazione di autocontrollo, come se un buon genitore non si arrabbiasse mai, non alzasse mai la voce, trovasse sempre le parole giuste e sapesse gestire ogni situazione con serenità.
Anche chi comunica di genitorialità ha una grande responsabilità. Le competenze professionali e le conoscenze scientifiche sono fondamentali, ma è altrettanto importante ricordare che la genitorialità non si vive sui libri né davanti a una telecamera: si costruisce ogni giorno, tra notti insonni, imprevisti, stanchezza, dubbi ed emozioni intense. Per questo è importante evitare di trasmettere l’idea che esista un unico modo giusto di essere genitori o che sia possibile affrontare ogni situazione in maniera impeccabile.
La realtà è diversa.
Essere genitori significa anche sentirsi stanchi, perdere la pazienza, sbagliare, chiedere scusa e ricominciare. Non è questo a compromettere la relazione con i propri figli. Anzi, è proprio la capacità di riparare agli errori che insegna ai bambini che nessuno è perfetto e che ogni relazione può essere ricostruita.
I social mostrano spesso il momento migliore, raramente quello più difficile. E quando confrontiamo la nostra quotidianità con una realtà filtrata, rischiamo di sentirci inadeguati.
Forse dovremmo smettere di rincorrere l’immagine del genitore perfetto e iniziare a valorizzare il genitore autentico: quello che ama profondamente i propri figli, che ogni giorno prova a fare del suo meglio e che, nonostante gli errori, continua a esserci.
Perché i bambini non hanno bisogno di genitori impeccabili. Hanno bisogno di adulti veri, capaci di amarli, di mettersi in discussione e di crescere insieme a loro.
Con questo ultimo appuntamento della rubrica Virtualmente desidero ringraziare tutti i lettori che mi hanno accompagnata in questo percorso. Ci ritroveremo dopo l’estate con nuovi temi e nuove riflessioni dedicate al benessere dei bambini e delle loro famiglie. Buona estate a tutti.

Virtual…Mente si prende una pausa per l’estate.
Antonio, Ariele, Erika, Mauro, Pamela e Valentina
hanno curato questa rubrica con passione e competenza.
A loro va il nostro ringraziamento per aver arricchito
le pagine di Sangiovannirotondonet.it
con i loro preziosi contributi e spunti di riflessione.
Buone vacanze di relax e benessere a tutti: ci vediamo dopo l’estate con tantissimi nuovi approfondimenti.
REDAZIONE SANGIOVANNIROTONDONET.IT
La rubrica va in vacanza, ma i nostri contenuti restano sempre a vostra disposizione.
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