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La chiusura delle scuole via social…

Se si volesse racchiudere in uno spot quanto di sbagliato e approssimativo c’è nella gestione della Comunicazione Istituzionale della nostra Amministrazione, niente più di questo titolo ne descriverebbe meglio il pressapochismo con cui viene gestita una delle funzioni più importanti della vita amministrativa di una comunità.

La Comunicazione Istituzionale, differente dalla propaganda politica/personale di cui abusano in molti sia all’interno dell’Amministrazione che ufficialmente all’esterno di essa, è strumento fondamentale per la pubblicizzazione di atti pubblici che hanno effetti immediati sulla vita quotidiana dei cittadini, vittime inconsapevoli di quest’approssimazione organizzativa di cui ahinoi si rende quotidianamente protagonista la nostra Amministrazione.

Un progetto Comunicazione Pubblica Istituzionale che abbia un minimo presupposto di serietà dovrebbe passare dall’individuazione di pochissimi elementi ma fondamentali: mezzi ufficiali di comunicazione, canali ufficiali di consultazione per il pubblico, produzione di atti con tutti i crismi dell’ufficialità stabilita per legge e responsabili della comunicazione. Siamo all’ABC della Comunicazione Istituzionale, eppure già a questo livello minimo la nostra Amministrazione è carente di tutto.

Ad esempio prendiamo quanto accaduto oggi, quando si è diffusa tramite social e chat private la foto di una fantomatica ordinanza che prolungava la chiusura delle scuole anche per la giornata di domani, scatenando quindi la diffusione di una falsa notizia senza alcun fondamento, e gettando nel dubbio intere famiglie di studenti ma anche addetti ai lavori. Qualche personaggio dell’etere cittadino, da sempre organo sovvenzionato per pubblicizzare l’attività amministrativa e probabilmente su suggerimento di quest’ultima, evidenziando la falsità della ordinanza in foto invitava i più a porre attenzione al fatto che nella falsa ordinanza non vi fosse apposta nessuna firma ufficiale del Sindaco o timbro dell’Amministrazione. Ma la cosa curiosa è che anche nella prima ordinanza di chiusura delle scuole, quella per il pomeriggio del 26 e la giornata del 27 febbraio, data per veritiera da tutti, mancavano sia timbro ufficiale che firma del Sindaco, ed era perfettamente uguale quindi all’ordinanza falsa di oggi. Più tardi sempre a mezzo social sui soliti profili di personaggi, che non hanno nessun incarico né tantomeno quello di responsabili della comunicazione istituzionale, spunta la foto della ordinanza vera appena approntata con tanto di firma del Sindaco e foto dello stesso.

Ad ora entrambe le ordinanze vere, quella del 26 e quella di oggi, non sono pubblicate sull’unico strumento di ufficialità dell’Amministrazione, ovvero il sito istituzionale del Comune, dove invece dopo diverse ore dalla pubblicazione e diffusione sui social delle foto “rubate” è stata ufficializzata la chiusura delle scuole con una news.

Ci chiediamo, a questo punto, chi ha fornito l’immagine del documento appena firmato ad “amministratori delegati” per la celere diffusione social? – La stessa comunicazione social che i nostri amministratori hanno spesso criticato, anche se, a dirla tutta, il vero problema non sono i Social ma i personaggi che anticipano notizie riservate e chi gli dà la possibilità di farlo. A volte sembra esserci una gara: vince chi riesce a condividere un documento prima che diventi ufficiale; una sorta di febbre da gossip.
Chi fa da tramite tra le stanze del Palazzo di Città e i “social-man” non poteva dare seguito a quanto nello stesso documento attestato, ossia l’immediata pubblicazione sul sito istituzionale del Comune?

In altre parole questa vicenda ha palesato tutta l’inefficienza con cui si affronta la Comunicazione Istituzionale. Carente di tutti gli elementi base accennati in precedenza: Delibere ed ordinanze diffuse senza firme e timbri, prima della ufficializzazione sul sito istituzionale (tralasciamo per ora il fatto di leggere la frase che il “documento è firmato digitalmente”; sull’argomento c’è una normativa ben precisa che detta regole rigide e precise).
Mancanza di pubblicazione su canali ufficiali di consultazione.
Mancanza di un Responsabile della Comunicazione in grado di porre in atto tutti i passaggi fondamentali della comunicazione e a cui chiedere risposte in merito alla mancanza dei passaggi necessari, nonostante vi sia effettivamente una figura di portavoce dell’Amministrazione a libro paga dei contribuenti di cui si sono perse le tracce in questi giorni, evidentemente impegnato altrove a far da portavoce di altre e più importanti (per lui evidentemente) questioni elettorali.

Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti. Qualsiasi burlone può insinuarsi in un meccanismo tanto inconsistente, falsificare con photoshop un documento e farlo circolare su social vari innescando un effetto virale in grado di diffondere false notizie che gettano nel caos cittadini e famiglie e studenti per non dire una comunità intera, che non ha strumenti ufficiali dove trovare contezza e determinatezza di voci incontrollate. Non lo si vuole pensare ad ogni costo, ma immaginiamo infine uno scenario ove non vi fosse stata poi l’esigenza di un’effettiva ordinanza di chiusura: quanti studenti, quanti lavoratori e quante famiglie sarebbero risultate vittime di questo caos? Si sarebbe dovuti ricorrere comunque ad una chiusura delle scuole per sanare normalizzare e governare la situazione?

Eventi che amministrano l’Amministrazione appunto.

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