I numeri del primo turno aprono profonde riflessioni nei due schieramenti
La sfida si sposta ora sul puro gradimento personale
Assodato che il prossimo ballottaggio sarà completamente al femminile e vedrà la contrapposizione tra Floriana Natale per il centrodestra e Rossella Fini per il campo largo, è interessante analizzare alcuni aspetti del voto per tentare di delineare un ipotetico scenario. Uno scenario di partenza, certo, perché i prossimi 15 giorni possono sia stravolgere i pronostici sia confermarli.
Il ballottaggio si caratterizza da sempre per due aspetti fondamentali: una maggiore astensione (mediamente di almeno 10 punti percentuali) e un minore peso dell’effetto traino delle liste e dei candidati consiglieri. Tradotto in soldoni, l’ago della bilancia si sposta dal “peso politico” delle coalizioni al puro appeal del candidato sindaco.
Seguendo questo ragionamento, è facile intuire che da stasera, nel campo largo, non ci si possa permettere di dormire sonni tranquilli. Difatti, Rossella Fini è l’unica tra i candidati alla carica di sindaco ad aver raccolto meno consensi rispetto alla somma dei voti delle sue liste: ben 370 voti in meno. Un dato in netta controtendenza rispetto al +293 totalizzato dalla sua sfidante Floriana Natale, al +244 del terzo classificato Giuseppe Siena, al +309 di Roberto Cappucci (Rifondazione Comunista) e al +180 di Mimmo Longo (Udc e Sovranisti).
Il voto disgiunto sembra quindi aver penalizzato il campo largo e l’appeal della sua candidata. Guarda caso, l’unica non propriamente espressione delle dinamiche politiche territoriali, ma piuttosto di diktat calati dall’alto da logiche regionali, se non nazionali. Questa, però, è un’analisi che rimandiamo a successivi approfondimenti.
Per capire quanto questi trend possano incidere sui risultati del secondo turno, possiamo prendere come esempio le ultime due tornate amministrative, ovvero quelle del 2024 e del 2019.
Nel 2024 il ballottaggio vide protagonisti Filippo Barbano e Michele Crisetti, divisi da una forbice di distacco molto simile a quella attuale. La vittoria andò nettamente a Barbano che, al primo turno, aveva collezionato ben 444 voti in più rispetto alla somma delle proprie liste, contro i “soli” 115 in più di Crisetti.
Ben più clamoroso per il risultato finale, e indicativo della forza predittiva di questo trend, fu l’esito del ballottaggio del 2019, che vide di fronte lo stesso Michele Crisetti e Giuseppe Mangiacotti. Nonostante il primo turno si fosse concluso con una forbice molto ampia a favore di Mangiacotti (avanti di circa 1.200 voti, un dato che lasciava presagire una facile vittoria), le urne del secondo turno premiarono Crisetti. Anche in quel caso, i segnali erano evidenti: Crisetti aveva chiuso il primo turno con 385 voti in più rispetto alle liste, mentre Mangiacotti registrava un pesante segno meno, con 700 voti in meno rispetto alla sua coalizione.
Infine, un altro indicatore sempre in termini di appeal che al momento sembra premiare la candidata del centrodestra è il dato che fotografa il voto espresso al solo candidato Sindaco senza preferenze per liste o candidati consiglieri: 234 per Floriana Natale contro 189 per Rossella Fini.
Ovviamente ogni elezione ha dinamiche a sé, influenzate da molteplici fattori: dagli apparentamenti formali o informali con i candidati sconfitti, fino a un maggiore tasso di astensione che potrebbe penalizzare uno schieramento rispetto all’altro. Questo non significa, quindi, che ci sia già una vincitrice designata. Di certo, però, la storia di questi trend non può che aprire profonde riflessioni in entrambi i comitati elettorali, regalando alla sinistra più di qualche grattacapo.
APM

