L’Opera di San Pio è viva e continua la sua missione
Settant’anni non sono soltanto una ricorrenza. Sono una testimonianza.
Casa Sollievo della Sofferenza è ancora lì, dopo settant’anni, fedele alla visione di San Pio: un’opera nata non dal calcolo, ma dalla carità; non dalla ricerca di prestigio, ma dal desiderio di chinarsi sull’uomo ferito, sul malato, su chi cerca cura, conforto, ascolto.
È l’opera di un Santo che nella sua vita ha conosciuto difficoltà, incomprensioni, tribolazioni e prove profonde. Eppure, proprio attraversando quelle prove, Padre Pio ha saputo generare un segno destinato a durare: una casa in cui la sofferenza non fosse soltanto curata, ma accolta; in cui la scienza medica e la fede non camminassero separate, ma si incontrassero nel servizio alla persona.
Dopo settant’anni, Casa Sollievo continua a essere questo, un luogo di salute, di fede e di accoglienza dove ogni giorno si rinnovano competenza, dedizione, responsabilità e umanità. La Casa Sollievo appartiene alla storia, ma soprattutto al presente di tanti pazienti, famiglie, operatori e comunità che vi riconoscono un punto di riferimento.

Casa Sollievo è unica.
Lo è per la sua origine, per la sua missione, per il legame profondo con San Pio e con San Giovanni Rotondo, perché non è soltanto un ospedale, è un’opera viva, chiamata ancora oggi a custodire una promessa antica e sempre attuale, quella di servire l’uomo nella sua fragilità, con cura, rispetto e speranza.
Settant’anni dopo, quella promessa è ancora qui e continua a parlare.
Signori e fratelli in Cristo, la Casa Sollievo della Sofferenza è al completo.
Ringrazio i benefattori di ogni parte del mondo che hanno cooperato. Questa è la creatura che la Provvidenza, aiutata da voi, ha creato; ve la presento.
Ammiratela e benedite insieme a me il Signore Iddio.
È stato deposto nella terra un seme che Egli scalderà coi suoi raggi d’amore.
Una nuova milizia fatta di rinunzie e d’amore sta per sorgere a gloria di Dio, e a conforto delle anime e dei corpi infermi. Non ci private del vostri aiuto, collaborate a questo apostolato di sollievo della sofferenza umana, e la Carità Divina che non conosce limite e che è luce stessa di Dio e della Vita Eterna accumulerà per ciascuno di voi un tesoro di grazie di cui Gesù ci ha fatti eredi sulla Croce.
Quest’Opera che voi oggi vedete è all’inizio della sua vita, ma per poter crescere e diventare adulta questa creatura ha bisogno di alimentarsi e perciò essa si raccomanda ancora alla vostra generosità affinché non perisca d’inedia e divenga la città ospedaliera tecnicamente adeguata alle più ardite esigenze cliniche e insieme ordine ascetico di francescanesimo militante. Luogo di preghiera e di scienza dove il genere umano si ritrovi in Cristo Crocifisso come un solo gregge con un sol pastore.
Una tappa del cammino da compiere è stata fatta.
Non arrestiamo il passo, rispondiamo solleciti alla chiamata di Dio per la causa del bene ciascuno adempiendo il proprio dovere: io, in incessante preghiera di servo inutile del Signore nostro Gesù Cristo, voi col desiderio struggente di stringere al cuore tutta l’umanità sofferente per presentarla con me alla Misericordia del Padre Celeste; voi coll’azione illuminata dalla Grazia, con la liberalità, con la perseveranza nel bene, con la rettitudine d’intenzione.
Avanti in umiltà di spirito e col cuore in alto. Il Signore benedica chi ha lavorato e chi lavora e chi lavorerà per questa Casa e remuneri a mille e mille doppi in questa vita tutti voi e le vostre famiglie, e con la gioia eterna nell’altra.
Vogliano la Santissima Vergine delle Grazie ed il serafico Padre san Francesco dal Cielo, ed il Vicario di Cristo, il Sommo Pontefice in terra, intercedere perché siano esauditi i vostri voti.
DISCORSO INAUGURALE – SAN GIOVANNI ROTONDO – 5 MAGGIO 1956

