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Diario di una sera di inizio luglio…

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Dov’erano i sangiovannesi?

È vero è che il sit-in #RiprendiamociSanGiovanniRotondo era stata voluto e organizzato lontano dall’appartenenza partitica e dagli apparati della partitocrazia, lontano da quella che volgarmente cade in quel minestrone che si definisce, equivocamente, “Politica”.

È vero anche che la presenza di politici nelle vesti di semplici cittadini in corteo non è stata assolutamente contestata o vietata come qualcuno ha sostenuto. Sono state le bandiere e i simboli politici ad essere stati sconsigliati, per non far passare il messaggio che la manifestazione e il costituendo Osservatorio sulla Legalità (a base civile e cordinato dalle associazioni culturali con le firme dei partecipanti), nascessero sotto il cappello della partitocrazia o dell’apparatismo militare politico, o istituzionale.

Vi era anche una motivazione di operatività e/o di comunicazione. Difatti in una realtà fortemente disgregata e socialmente distratta come quella sangiovannese, l’introduzione e l’ufficializzazione da timbro della politica, avrebbe minato le premesse di inclusività e massima partecipazione. Per dirla in breve, togliendo quel fattore disgregante che la partitocrazia spesso crea o accentua, si sottraevano i non partecipanti da qualsiasi alibi. O sei contro la criminalità e le bombe, o sei per riprenderti la città, o non ci sei. Nessuna mezza misura.

Spesso fa più rumore un silenzio di qualsiasi altra espressione. Per il semplice fatto che il silenzio o la presenza silenziosa è spaesamento, riflessione, demarcazione. È anomalia in una cultura del rumore basata sulla contrapposizione tra presenza rumorosa protesta e assenza indifferente. La presenza silenziosa è fattore non consueto, è una macchia di colore tra il bianco e il nero, è spaesamento che deve far riflettere. Come fanno davvero riflettere le assenze di ieri.

Dove erano le imprese edili, spesso sotto scacco in passato delle bombe? Dove erano le imprese alberghiere e turistiche? Dove erano in generale gli imprenditori in una manifestazione contro il malaffare? E ancora, dove erano i ragazzi? Di giovanissimi ne ho contati davvero pochi, forse un paio di mani, e sempre i soliti. E ancora, dove erano gli esponenti delle categorie sociali? E quelle commerciali? E il mondo dello sport, dove era il mondo dello sport?

Cosa significano queste assenze: Indifferenza? Supponenza? Non volersi esporre? Distrazione? Connivenza?

Forse si è sbagliato in qualche mossa di comunicazione, ma nessuno può dire di non sapere.
Qualsiasi cosa vogliano dire le assenze, una cosa è certa. Chi non ha partecipato non ha nessun alibi, anche se si sforza di crearlo per sè e per gli altri. E ha davvero poco di che lamentarsi se le cose non vanno bene….O chissà, magari per loro va tutto bene. Che dire: “Beati loro…, beati voi!”

Pio Matteo Augello


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