Benedetto colui che viene nel nome del Signore
Osanna al Figlio di Davide.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore:
è il Re d’Israele.
Osanna nell’alto dei cieli.
Mt 21,9

Commemorazione dell’ingresso di Gesù in Gerusalemme
Aspersione dei rami con l’acqua benedetta
Proclamazione del Vangelo dell’ingresso del Signore
VANGELO (Mc 11,1-10)
Benedetto colui che viene nel nome del Signore
+ Dal Vangelo secondo Marco
Quando furono vicini a Gerusalemme, verso Bètfage e Betània, presso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due dei suoi discepoli e disse loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito, entrando in esso, troverete un puledro legato, sul quale nessuno è ancora salito. Slegatelo e portatelo qui. E se qualcuno vi dirà: “Perché fate questo?”, rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, ma lo rimanderà qui subito”».
Andarono e trovarono un puledro legato vicino a una porta, fuori sulla strada, e lo slegarono. Alcuni dei presenti dissero loro: «Perché slegate questo puledro?». Ed essi risposero loro come aveva detto Gesù. E li lasciarono fare.
Portarono il puledro da Gesù, vi gettarono sopra i loro mantelli ed egli vi salì sopra. Molti stendevano i propri mantelli sulla strada, altri invece delle fronde, tagliate nei campi. Quelli che precedevano e quelli che seguivano, gridavano:
«Osanna!
Benedetto colui che viene nel nome del Signore!
Benedetto il Regno che viene, del nostro padre Davide!
Osanna nel più alto dei cieli!».
Processione verso la chiesa.
PRIMA LETTURA (Is 50,4-7)
Non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi, sapendo di non restare confuso
Dal libro del profeta Isaìa
Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo,
perché io sappia indirizzare
una parola allo sfiduciato.
Ogni mattina fa attento il mio orecchio
perché io ascolti come i discepoli.
Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio
e io non ho opposto resistenza,
non mi sono tirato indietro.
Ho presentato il mio dorso ai flagellatori,
le mie guance a coloro che mi strappavano la barba;
non ho sottratto la faccia
agli insulti e agli sputi.
Il Signore Dio mi assiste,
per questo non resto svergognato,
per questo rendo la mia faccia dura come pietra,
sapendo di non restare confuso.
SALMO RESPONSORIALE (Sal 21)
Rit: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
Si fanno beffe di me quelli che mi vedono,
storcono le labbra, scuotono il capo:
«Si rivolga al Signore; lui lo liberi,
lo porti in salvo, se davvero lo ama!».
Un branco di cani mi circonda,
mi accerchia una banda di malfattori;
hanno scavato le mie mani e i miei piedi.
Posso contare tutte le mie ossa.
Si dividono le mie vesti,
sulla mia tunica gettano la sorte.
Ma tu, Signore, non stare lontano,
mia forza, vieni presto in mio aiuto.
Annuncerò il tuo nome ai miei fratelli,
ti loderò in mezzo all’assemblea.
Lodate il Signore, voi suoi fedeli,
gli dia gloria tutta la discendenza di Giacobbe,
lo tema tutta la discendenza d’Israele.
SECONDA LETTURA (Fil 2,6-11)
Cristo umiliò se stesso, per questo Dio lo esaltò
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési
Cristo Gesù,
pur essendo nella condizione di Dio,
non ritenne un privilegio
l’essere come Dio,
ma svuotò se stesso
assumendo una condizione di servo,
diventando simile agli uomini.
Dall’aspetto riconosciuto come uomo,
umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e a una morte di croce.
Per questo Dio lo esaltò
e gli donò il nome
che è al di sopra di ogni nome,
perché nel nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra,
e ogni lingua proclami:
«Gesù Cristo è Signore!»,
a gloria di Dio Padre.
Canto al Vangelo (Fil 2,8-9)
Lode e onore a te, Signore Gesù!
Per noi Cristo si è fatto obbediente fino alla morte
e a una morte di croce.
Per questo Dio lo esaltò
e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome.
Lode e onore a te, Signore Gesù!
VANGELO (Mc 14,1-15,47)
La passione del Signore
+ Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Marco
– Cercavano il modo di impadronirsi di lui per ucciderlo
Mancavano due giorni alla Pasqua e agli Àzzimi, e i capi dei sacerdoti e
gli scribi cercavano il modo di catturare Gesù con un inganno per farlo
morire. Dicevano infatti: «Non durante la festa, perché non vi sia una
rivolta del popolo».
– Ha unto in anticipo il mio corpo per la sepoltura
Gesù si trovava a Betània, nella casa di Simone il lebbroso. Mentre era
a tavola, giunse una donna che aveva un vaso di alabastro, pieno di
profumo di puro nardo, di grande valore. Ella ruppe il vaso di alabastro
e versò il profumo sul suo capo. Ci furono alcuni, fra loro, che si
indignarono: «Perché questo spreco di profumo? Si poteva venderlo per
più di trecento denari e darli ai poveri!». Ed erano infuriati contro di
lei.
Allora Gesù disse: «Lasciatela stare; perché la infastidite?
Ha compiuto un’azione buona verso di me. I poveri infatti li avete
sempre con voi e potete far loro del bene quando volete, ma non sempre
avete me. Ella ha fatto ciò che era in suo potere, ha unto in anticipo
il mio corpo per la sepoltura. In verità io vi dico: dovunque sarà
proclamato il Vangelo, per il mondo intero, in ricordo di lei si dirà
anche quello che ha fatto».
– Promisero a Giuda Iscariota di dargli denaro
Allora Giuda Iscariota, uno dei Dodici, si recò dai capi dei sacerdoti
per consegnare loro Gesù. Quelli, all’udirlo, si rallegrarono e
promisero di dargli del denaro. Ed egli cercava come consegnarlo al
momento opportuno.
– Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?
Il primo giorno degli Àzzimi, quando si immolava la Pasqua, i suoi
discepoli gli dissero: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu
possa mangiare la Pasqua?». Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo
loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca
d’acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il
Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua
con i miei discepoli?”. Egli vi mostrerà al piano superiore una grande
sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi». I discepoli
andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e
prepararono la Pasqua.
– Uno di voi, colui che mangia con me, mi tradirà
Venuta la sera, egli arrivò con i Dodici. Ora, mentre erano a tavola e
mangiavano, Gesù disse: «In verità io vi dico: uno di voi, colui che
mangia con me, mi tradirà». Cominciarono a rattristarsi e a dirgli, uno
dopo l’altro: «Sono forse io?». Egli disse loro: «Uno dei Dodici, colui
che mette con me la mano nel piatto. Il Figlio dell’uomo se ne va, come
sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo, dal quale il Figlio dell’uomo
viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!».
– Questo è il mio corpo. Questo è il mio sangue dell’alleanza
E, mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e
lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un
calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro:
«Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. In
verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al
giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».
– Prima che due volte il gallo canti, tre volte mi rinnegherai
Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. Gesù
disse loro: «Tutti rimarrete scandalizzati, perché sta scritto:
“Percuoterò il pastore e le pecore saranno disperse”.
Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea». Pietro gli disse:
«Anche se tutti si scandalizzeranno, io no!». Gesù gli disse: «In verità
io ti dico: proprio tu, oggi, questa notte, prima che due volte il
gallo canti, tre volte mi rinnegherai». Ma egli, con grande insistenza,
diceva: «Anche se dovessi morire con te, io non ti rinnegherò». Lo
stesso dicevano pure tutti gli altri.
– Cominciò a sentire paura e angoscia
Giunsero a un podere chiamato Getsèmani, ed egli disse ai suoi
discepoli: «Sedetevi qui, mentre io prego». Prese con sé Pietro, Giacomo
e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia. Disse loro: «La mia
anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate». Poi, andato un
po’ innanzi, cadde a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse
via da lui quell’ora. E diceva: «Abbà! Padre! Tutto è possibile a te:
allontana da me questo calice! Però non ciò che voglio io, ma ciò che
vuoi tu». Poi venne, li trovò addormentati e disse a Pietro: «Simone,
dormi? Non sei riuscito a vegliare una sola ora? Vegliate e pregate per
non entrare in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole».
Si allontanò di nuovo e pregò dicendo le stesse parole. Poi venne di
nuovo e li trovò addormentati, perché i loro occhi si erano fatti
pesanti, e non sapevano che cosa rispondergli. Venne per la terza volta e
disse loro: «Dormite pure e riposatevi! Basta! È venuta l’ora: ecco, il
Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani dei peccatori. Alzatevi,
andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino».
– Arrestatelo e conducetelo via sotto buona scorta
E subito, mentre ancora egli parlava, arrivò Giuda, uno dei Dodici, e
con lui una folla con spade e bastoni, mandata dai capi dei sacerdoti,
dagli scribi e dagli anziani. Il traditore aveva dato loro un segno
convenuto, dicendo: «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo e conducetelo
via sotto buona scorta». Appena giunto, gli si avvicinò e disse:
«Rabbì» e lo baciò. Quelli gli misero le mani addosso e lo arrestarono.
Uno dei presenti estrasse la spada, percosse il servo del sommo
sacerdote e gli staccò l’orecchio. Allora Gesù disse loro: «Come se
fossi un brigante siete venuti a prendermi con spade e bastoni. Ogni
giorno ero in mezzo a voi nel tempio a insegnare, e non mi avete
arrestato. Si compiano dunque le Scritture!». Allora tutti lo
abbandonarono e fuggirono. Lo seguiva però un ragazzo, che aveva addosso
soltanto un lenzuolo, e lo afferrarono. Ma egli, lasciato cadere il
lenzuolo, fuggì via nudo.
– Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?
Condussero Gesù dal sommo sacerdote, e là si riunirono tutti i capi dei
sacerdoti, gli anziani e gli scribi. Pietro lo aveva seguito da
lontano, fin dentro il cortile del palazzo del sommo sacerdote, e se ne
stava seduto tra i servi, scaldandosi al fuoco. I capi dei sacerdoti e
tutto il sinedrio cercavano una testimonianza contro Gesù per metterlo a
morte, ma non la trovavano. Molti infatti testimoniavano il falso
contro di lui e le loro testimonianze non erano concordi. Alcuni si
alzarono a testimoniare il falso contro di lui, dicendo: «Lo abbiamo
udito mentre diceva: “Io distruggerò questo tempio, fatto da mani
d’uomo, e in tre giorni ne costruirò un altro, non fatto da mani
d’uomo”». Ma nemmeno così la loro testimonianza era concorde. Il sommo
sacerdote, alzatosi in mezzo all’assemblea, interrogò Gesù dicendo: «Non
rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?». Ma egli
taceva e non rispondeva nulla. Di nuovo il sommo sacerdote lo interrogò
dicendogli: «Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?». Gesù rispose:
«Io lo sono!
E vedrete il Figlio dell’uomo
seduto alla destra della Potenza
e venire con le nubi del cielo».
Allora il sommo sacerdote, stracciandosi le vesti, disse: «Che bisogno
abbiamo ancora di testimoni? Avete udito la bestemmia; che ve ne pare?».
Tutti sentenziarono che era reo di morte. Alcuni si misero a sputargli
addosso, a bendargli il volto, a percuoterlo e a dirgli: «Fa’ il
profeta!». E i servi lo schiaffeggiavano.
– Non conosco quest’uomo di cui parlate
Mentre Pietro era giù nel cortile, venne una delle giovani serve del
sommo sacerdote e, vedendo Pietro che stava a scaldarsi, lo guardò in
faccia e gli disse: «Anche tu eri con il Nazareno, con Gesù». Ma egli
negò, dicendo: «Non so e non capisco che cosa dici». Poi uscì fuori
verso l’ingresso e un gallo cantò. E la serva, vedendolo, ricominciò a
dire ai presenti: «Costui è uno di loro». Ma egli di nuovo negava. Poco
dopo i presenti dicevano di nuovo a Pietro: «È vero, tu certo sei uno di
loro; infatti sei Galileo». Ma egli cominciò a imprecare e a giurare:
«Non conosco quest’uomo di cui parlate». E subito, per la seconda volta,
un gallo cantò. E Pietro si ricordò della parola che Gesù gli aveva
detto: «Prima che due volte il gallo canti, tre volte mi rinnegherai». E
scoppiò in pianto.
– Volete che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?
E subito, al mattino, i capi dei sacerdoti, con gli anziani, gli scribi
e tutto il sinedrio, dopo aver tenuto consiglio, misero in catene Gesù,
lo portarono via e lo consegnarono a Pilato. Pilato gli domandò: «Tu
sei il re dei Giudei?». Ed egli rispose: «Tu lo dici». I capi dei
sacerdoti lo accusavano di molte cose. Pilato lo interrogò di nuovo
dicendo: «Non rispondi nulla? Vedi di quante cose ti accusano!». Ma Gesù
non rispose più nulla, tanto che Pilato rimase stupito.
A ogni
festa, egli era solito rimettere in libertà per loro un carcerato, a
loro richiesta. Un tale, chiamato Barabba, si trovava in carcere insieme
ai ribelli che nella rivolta avevano commesso un omicidio. La folla,
che si era radunata, cominciò a chiedere ciò che egli era solito
concedere. Pilato rispose loro: «Volete che io rimetta in libertà per
voi il re dei Giudei?». Sapeva infatti che i capi dei sacerdoti glielo
avevano consegnato per invidia. Ma i capi dei sacerdoti incitarono la
folla perché, piuttosto, egli rimettesse in libertà per loro Barabba.
Pilato disse loro di nuovo: «Che cosa volete dunque che io faccia di
quello che voi chiamate il re dei Giudei?». Ed essi di nuovo gridarono:
«Crocifiggilo!». Pilato diceva loro: «Che male ha fatto?». Ma essi
gridarono più forte: «Crocifiggilo!». Pilato, volendo dare soddisfazione
alla folla, rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto
flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.
– Intrecciarono una corona di spine e gliela misero attorno al capo
Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e
convocarono tutta la truppa. Lo vestirono di porpora, intrecciarono una
corona di spine e gliela misero attorno al capo. Poi presero a
salutarlo: «Salve, re dei Giudei!». E gli percuotevano il capo con una
canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano
davanti a lui. Dopo essersi fatti beffe di lui, lo spogliarono della
porpora e gli fecero indossare le sue vesti, poi lo condussero fuori per
crocifiggerlo.
– Condussero Gesù al luogo del Gòlgota
Costrinsero a portare la sua croce un tale che passava, un certo Simone
di Cirene, che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e di Rufo.
Condussero Gesù al luogo del Gòlgota, che significa «Luogo del cranio», e
gli davano vino mescolato con mirra, ma egli non ne prese.
– Con lui crocifissero anche due ladroni
Poi lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di
esse ciò che ognuno avrebbe preso. Erano le nove del mattino quando lo
crocifissero. La scritta con il motivo della sua condanna diceva: «Il re
dei Giudei». Con lui crocifissero anche due ladroni, uno a destra e uno
alla sua sinistra.
– Ha salvato altri e non può salvare se stesso!
Quelli che passavano di là lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo:
«Ehi, tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva
te stesso scendendo dalla croce!». Così anche i capi dei sacerdoti, con
gli scribi, fra loro si facevano beffe di lui e dicevano: «Ha salvato
altri e non può salvare se stesso! Il Cristo, il re d’Israele, scenda
ora dalla croce, perché vediamo e crediamo!». E anche quelli che erano
stati crocifissi con lui lo insultavano.
– Gesù, dando un forte grido, spirò
Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra fino alle tre del
pomeriggio. Alle tre, Gesù gridò a gran voce: «Eloì, Eloì, lemà
sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai
abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Ecco,
chiama Elia!». Uno corse a inzuppare di aceto una spugna, la fissò su
una canna e gli dava da bere, dicendo: «Aspettate, vediamo se viene Elia
a farlo scendere». Ma Gesù, dando un forte grido, spirò.
(Qui si genuflette e si fa una breve pausa)
Il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo. Il centurione,
che si trovava di fronte a lui, avendolo visto spirare in quel modo,
disse: «Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!».
Vi erano anche
alcune donne, che osservavano da lontano, tra le quali Maria di Màgdala,
Maria madre di Giacomo il minore e di Ioses, e Salome, le quali, quando
era in Galilea, lo seguivano e lo servivano, e molte altre che erano
salite con lui a Gerusalemme.
– Giuseppe fece rotolare una pietra all’entrata del sepolcro
Venuta ormai la sera, poiché era la Parascève, cioè la vigilia del
sabato, Giuseppe d’Arimatèa, membro autorevole del sinedrio, che
aspettava anch’egli il regno di Dio, con coraggio andò da Pilato e
chiese il corpo di Gesù. Pilato si meravigliò che fosse già morto e,
chiamato il centurione, gli domandò se era morto da tempo. Informato dal
centurione, concesse la salma a Giuseppe. Egli allora, comprato un
lenzuolo, lo depose dalla croce, lo avvolse con il lenzuolo e lo mise in
un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare una pietra
all’entrata del sepolcro. Maria di Màgdala e Maria madre di Ioses
stavano a osservare dove veniva posto.

