La sua ricerca indaga il possibile legame tra l’esposizione alla luce artificiale notturna e il rischio di cancro al seno
Teresa Urbano è una giovane ricercatrice originaria della nostra città, ed è stata selezionata tra i migliori cinque giovani studiosi europei alla 18ᵃ Conferenza Europea di Sanità Pubblica (European Public Health Conference), tenutasi a Helsinki (Finlandia) dal 12 al 15 novembre 2025.
L’evento, dedicato quest’anno al tema “Investing for sustainable health and well-being”, è uno dei più prestigiosi appuntamenti internazionali nell’ambito della sanità pubblica.
Teresa ha presentato il suo studio “Dose-response relation of artificial light at night and breast cancer: a public health perspective”, selezionato nella sessione “Ferenc Bojan Young Investigator Award”, riservata ai cinque migliori contributi inviati da giovani ricercatori di tutta Europa.
Il lavoro è stato pubblicato come abstract ufficiale sull’European Journal of Public Health ed è un aggiornamento di una precedente ricerca apparsa su una importante rivista internazionale, International Journal of Health Geographics. Lo studio originale da cui prende avvio la ricerca presentata da Teresa ha analizzato la possibile relazione tra l’esposizione alla luce artificiale notturna e il rischio di sviluppare cancro al seno, il tumore più diffuso tra le donne. La ricerca ha utilizzato studi osservazionali condotti in tutto il mondo con l’obiettivo di valutare se essere esposti maggiormente a sorgenti artificiali durante la notte potesse essere associato a un rischio più elevato di tumore al seno. Lo studio è una meta-analisi del tipo dose-risposta, che differenza delle analisi tradizionali che si limitano a confrontare gruppi esposti e non esposti, permette di valutare come varia il rischio di sviluppare un tumore al variare dei livelli di esposizione alla luce artificiale notturna.
In altre parole, consente di capire se esiste una relazione graduale, e quindi più credibile dal punto di vista biologico, tra maggiore illuminazione notturna e aumento del rischio. L’ipotesi si fonda su un meccanismo biologico ben noto: l’esposizione alla luce durante la notte può interferire, infatti, con la produzione di melatonina, un ormone che regola il ritmo circadiano e svolge un ruolo protettivo nei confronti di alcuni processi tumorali.
Lo studio ha suggerito la presenza di un possibile legame tra la luce artificiale notturna ed il rischio oncologico, specialmente nelle donne in pre-menopausa, evidenziando come questo tema meriti ulteriori approfondimenti. Non si tratta ancora di una relazione “dimostrata” in senso assoluto, ma di un segnale importante che ha attirato l’attenzione della comunità scientifica internazionale. Studi come questo si collocano in una delle missioni centrali della sanità pubblica: individuare precocemente nuovi fattori di rischio per migliorare la prevenzione. Tradizionalmente, i fattori di rischio tumorale più noti riguardano aspetti come lo stile di vita (fumo, alcol, dieta), la genetica o l’esposizione ad agenti chimici. Tuttavia, negli ultimi anni sta emergendo con forza il ruolo dei fattori ambientali legati alla modernizzazione urbana, tra cui appunto l’eccessiva illuminazione artificiale, associata anche ad altre patologie quali quelle neurodegenerative e psichiatriche.
A lei i complimenti della nostra Redazione: il suo impegno e la dedizione allo studio rappresentano motivo di orgoglio per la nostra città.

Teresa è nata e cresciuta a San Giovanni Rotondo, dove ha frequentato il Liceo Linguistico “Maria Immacolata”. Trasferitasi a Modena per motivi di studio, presso l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia (UNIMORE) ha completato prima gli studi magistrali e poi il Dottorato di Ricerca in Sanità Pubblica, conseguito nel maggio 2024. Attualmente Teresa sta svolgendo il suo periodo di ricerca post-dottorale all’interno del gruppo diretto dal Prof. Marco Vinceti, Professore Ordinario di Igiene e Medicina Preventiva ed una delle figure più riconosciute nel campo dell’epidemiologia ambientale, non solo in Italia. Il Prof. Vinceti coordina da anni il gruppo di ricerca CREAGEN (Centro di Ricerca in Epidemiologia Ambientale, Genetica e Nutrizionale) impegnato nello studio dei fattori ambientali che influenzano la salute umana, tra cui esposizioni chimiche, inquinamento e contaminanti ambientali. Il corresponding author dello studio è il Prof. Tommaso Filippini, anch’egli Professore di Igiene e Medicina Preventiva e ricercatore del gruppo che negli anni ha collaborato a numerosissimi studi nazionali ed internazionali focalizzati sull’impatto dei fattori ambientali sulla salute. Lo studio vede anche la collaborazione della Prof.ssa Lauren Wise della Boston University School of Public Health, autorevole figura internazionale nell’epidemiologia riproduttiva e ambientale.



