Valentina Petrini presenta il suo ultimo romanzo, tra spunti di dibattito e momenti di profonda riflessione
Le storie delle due protagoniste sono vere, così come la ricostruzione del contesto sociale, economico, antropologico, sanitario in cui si sviluppano. Ma mentre una, Sibilla, ha potuto autodeterminarsi scegliendo le parole da affidarmi, l’altra, Anna, no. Per questo per quest’ultimo personaggio mi sono liberamente ispirata anche alle tante Anna che ho incontrato nei due anni di lavoro preparatorio, nei corridoi di ospedali, nelle ASL, negli studi medici, nei quartieri popolari in cui mi sono felicemente persa.
Valentina Petrini
È con queste parole che Valentina Petrini, scrittrice, giornalista d’inchiesta e conduttrice, annuncia il suo ultimo romanzo “Il prezzo della libertà” che verrà presentato venerdì 10 aprile a San Giovanni Rotondo presso Pasteus Codà Lounge Club.
I temi che l’autrice decide di affrontare in quest’ultima fatica letteraria non sono di quelli semplici, sono argomenti infinitamente grandi e a volte scomodi, che vanno della morte medicalmente assistita, al testamento biologico, per passare dalle cure palliative e a tutti i problemi annessi alle varie tematiche del fine vita.
Paolo Sorrentino nel suo ultimo film La Grazia lo chiede a gran voce: “Di chi sono i nostri giorni?”
Una frase lapidaria, pulita, persino semplice, che apre però le porte ad un dibattito arduo, che spazia dalla sfera sociale, a quella pubblica e più di tutte a quella intima e privata.
Chi, nell’ultimo tempo della nostra vita, può decidere per noi?
Questa è grosso modo la domanda che si pone Valentina Petrini vivendo con Sibilla e Anna l’ultima fase della loro vita.
Come possiamo immaginare tanti, anzi tantissimi, sono gli interrogativi e i dubbi che un argomento come quello del fine vita può sollevare. Primi tra tutti quello sacro della libertà e quello sociale della disuguaglianza, dei diritti negati, ma non a tutti.
In occasione della presentazione del romanzo, l’autrice stessa, in dialogo con Cinzia Pia Palladino, proverà a dare delle risposte in quella che senz’altro sarà un’occasione di riflessione per l’intera comunità.
L’evento organizzato dai Presidi del Libro in collaborazione con Provo.Cult APS verrà ospitato nella sala del Pasteus Codà Lounge Club a San Giovanni Rotondo, alle ore 18.30.
Ingresso libero
Sibilla e Anna appartengono a due generazioni diverse: una è nata nel 1963, l’altra nel 1945. Anche i loro mondi sono differenti, la buona borghesia intellettuale e la classe operaia. Eppure, sebbene nemmeno si conoscano, hanno qualcosa in comune: una malattia che le costringe a soffrire di un dolore invalidante e insopportabile, e poco tempo davanti. Sibilla è un’attivista nella battaglia per la piena attuazione della legge sul suicidio assistito e soprattutto, a differenza di Anna, è benestante: sa che non è tenuta a sopportare all’infinito il suo calvario, potendosi permettere la prospettiva di una fine dignitosa in Svizzera. Anna, al contrario, figlia del dopoguerra, ha svolto lavori umili per tutta la vita, la possibilità di studiare le è stata negata e non ha risorse economiche, né la consapevolezza piena dei suoi diritti. Così, mentre Sibilla fa di tutto per ribellarsi, Anna finisce per non poter disporre nemmeno del suo stesso corpo, perché sono altri a decidere per lei. E la sua tenace e generosa sorella Gabriella si troverà da sola a districarsi tra le inefficienze e le ingiustizie di un Servizio sanitario sempre meno pubblico. Raccontando con il passo di un romanzo la storia dell’ultimo tempo di vita di queste due donne che ha incontrato e a cui è stata vicina, Valentina Petrini parla di tutti noi: dei nostri cari, del nostro futuro, dei nostri diritti. Illumina l’ipocrisia e l’ingiustizia di una società che chiude un occhio – o entrambi – quando le disuguaglianze economiche e culturali incidono sulla nostra carne viva e ci rendono cittadini di serie A o di serie B anche di fronte alle scelte più cruciali. Se non siamo liberi di decidere se e come curarci, come vivere e come morire, quanto vale veramente la nostra libertà?


