La mostra di Salvatore Marchesani unisce Maremma e Gargano nel segno della lentezza e della contemplazione
C’è tempo fino al 2 agosto per immergersi nell’atmosfera sospesa e ancestrale di “Estratto”, la mostra personale di Salvatore Marchesani ospitata nel cuore di Magliano in Toscana come evento centrale della seconda edizione di “Magliano Contemporanea”, la rassegna di valorizzazione culturale promossa dalla cittadina toscana. Si tratta di un progetto espositivo intimo e potente, capace di tessere un filo invisibile ma indissolubile tra due terre straordinarie come la Maremma toscana e il Gargano.
Questo spazio culturale è stato assegnato a Marchesani in seguito alla vittoria, lo scorso anno, del Premio d’Arte Contemporanea Tavano Amodeo, istituito all’interno della manifestazione, che omaggia due figure fondamentali nella scena artistica locale: Manlio Amodeo e Savina Tavano. Proprio per questo forte legame con il territorio, l’inaugurazione della mostra ha registrato una significativa affluenza di pubblico, che ha riempito gli spazi espositivi ben oltre le aspettative.

Valentino Bisconti – Salvatore Marchesani – Claudio Strinati
Alessia Rossi – Tamara Fattorini
Savina Tavano – Federico Strinati – Maria Grazia Londrino 

A guidare il pubblico alla scoperta della poetica delle opere, con una passione contagiosa, è stata la curatrice Maria Grazia Londrino, supportata dall’autorevole presenza del celebre storico dell’arte Claudio Strinati, la cui vicinanza intellettuale ed estetica al progetto ha offerto un importante contributo critico e scientifico alla manifestazione.

Spazio arcaico tra memoria e mito
Il momento più emozionante dell’inaugurazione è stato sancito da un simbolico gesto dell’artista, che ha voluto omaggiare la cittadinanza consegnando alla comunità di Magliano in Toscana un suo dipinto dal titolo “Spazio arcaico tra memoria e mito”.
Consegnata nelle mani della vicesindaco Tamara Fattorini, l’opera fa esplicito riferimento al secolare Albero dell’ulivo detto della strega, il maestoso simbolo naturale del territorio. In questo modo, l’artista ha suggellato un legame indissolubile con le radici storiche del borgo maremmano.
Il momento istituzionale ha visto la partecipazione del vicepresidente della provincia di Grosseto Valentino Bisconti, della curatrice Maria Grazia Londrino, dell’assessore Anna Lampredi e della delegata alla cultura Alessia Rossi.

Salvatore Marchesani – Tamara Fattorini 
Valentino Bisconti – Maria Grazia Londrino
Salvatore Marchesani – Tamara Fattorini
Alessia Rossi – Anna Lampredi
Come già ampiamente descritto nel precedente articolo, il percorso della mostra “Estratto” si sviluppa attraverso undici opere polimateriche a tecnica mista dedicate al tema del paesaggio mediterraneo, dove l’ulivo e l’olio emergono quali elementi iconici principali della composizione.
Ed è la stessa curatrice Maria Grazia Londrino a spiegarlo nel suo saggio critico dedicato alla mostra:“La personale ‘Estratto’ di Salvatore Marchesani abita il tempo lento delle sostanze. Non si limita a mostrarsi matura. Come le olive raccolte all’alba, anche queste opere nascono da una pressione silenziosa, da un peso esercitato sulla memoria finché qualcosa finalmente affiora. Il titolo non indica soltanto un gesto tecnico, è un atto agricolo, quasi rituale. Estrarre significa macinare la superficie del mondo per ottenere ciò che non è immediatamente visibile. Prima la raccolta, l’esperienza vissuta, poi la frangitura, la frattura dell’immagine, la gramolatura, il rimescolamento della coscienza ed infine la separazione. Dal torbido emerge una luce densa, viscosa, viva. Così nasce la pittura di Marchesani.”

A coronamento di questa sinergia, lo stesso Salvatore Marchesani ha voluto esprimere la sua gratitudine per l’accoglienza ricevuta e per il valore umano che ha caratterizzato l’intera organizzazione, dichiarando:“Desidero ringraziare profondamente la comunità di Magliano in Toscana e l’amministrazione comunale, in particolare il sindaco Gabriele Fusini e la vicesindaco Tamara Fattorini, per avermi accolto a braccia aperte. Un pensiero colmo di rispetto va alla memoria di Manlio Amodeo e Savina Tavano, il cui profondo legame con questo territorio rappresenta la vera anima e il valore umano del premio che porto nel cuore. La riuscita di questo allestimento è il frutto di un grande progetto corale, reso possibile dalla determinazione della curatrice Maria Grazia Londrino, che ha firmato con dedizione la direzione artistica, la curatela della mostra e del catalogo, oltre alla produzione esecutiva. Un ringraziamento speciale va anche a Federico Strinati e Claudio Strinati di ‘Dialogues, raccontare l’arte’, il cui prezioso supporto nella produzione generale è stato fondamentale per il perfetto coordinamento e il successo di tutta l’iniziativa.”
Sonia Ritr

