Ecco cosa rischia chi non si mette in regola
Cambia il modo di circolare con i monopattini elettrici. Non si tratta di una semplice formalità burocratica, ma di una novità destinata a incidere sulla sicurezza stradale, sulla responsabilità dei proprietari e sulla possibilità di identificare i mezzi in caso di infrazioni o incidenti.
Entro il 16 maggio 2026 i proprietari dei monopattini a propulsione prevalentemente elettrica avrebbero dovuto dotarsi dell’apposito contrassegno identificativo. Il Portale dell’Automobilista indica l’obbligo di circolazione con contrassegno a partire dal 17 maggio 2026. In termini pratici, chi utilizza il monopattino su strada deve ormai considerare superata la fase transitoria.
Il contrassegno non è una “targa” tradizionale come quella delle auto o dei motocicli. È un adesivo plastificato, non rimovibile, rilasciato tramite la Motorizzazione, che consente di associare il mezzo al proprietario. Deve essere applicato in modo visibile e permanente, sul parafango posteriore o, se questo non è presente, sul piantone dello sterzo.
La ratio della norma è evidente: rendere identificabile il monopattino, responsabilizzare chi lo possiede e chi lo utilizza, facilitare i controlli e ridurre quella zona grigia che per troppo tempo ha accompagnato l’uso disinvolto di questi mezzi, spesso condotti senza casco, senza attenzione ai pedoni, contromano, sui marciapiedi o in aree non consentite.
Chi non si adegua rischia sanzioni amministrative. Il Portale dell’Automobilista richiama espressamente le sanzioni previste dall’art. 1, comma 75-undevicies, della legge n. 160/2019 per la mancata o non corretta applicazione del contrassegno. Non si tratta quindi di un consiglio, ma di un obbligo vero e proprio.
Attenzione anche a un altro aspetto: il contrassegno deve essere applicato correttamente. Non basta averlo richiesto o ritirato; deve essere apposto sul mezzo secondo le modalità previste. Un contrassegno non visibile, alterato, contraffatto o applicato in modo non conforme può esporre comunque il proprietario a contestazioni.
L’obbligo assicurativo RC, invece, è stato differito al 16 luglio 2026. Questo significa che la disciplina sul contrassegno parte ora, mentre la copertura assicurativa obbligatoria seguirà con una tempistica diversa. Quando sarà operativa, la polizza dovrà essere specificamente collegata al contrassegno del monopattino: non sarà sufficiente fare affidamento su una generica polizza familiare, che spesso esclude i veicoli soggetti a obbligo di assicurazione.
Il messaggio per i cittadini è semplice: il monopattino non è un giocattolo. È un mezzo che circola nello spazio pubblico, accanto ad auto, pedoni, biciclette e motocicli. Chi lo utilizza deve conoscere le regole, rispettarle e assumersi le proprie responsabilità.
Adeguarsi alla normativa non serve solo a evitare una multa. Serve a tutelare se stessi, gli altri utenti della strada e, soprattutto, a evitare conseguenze molto più gravi in caso di incidente. Perché quando si provoca un danno a una persona, il problema non è più soltanto amministrativo: diventa economico, civile e, nei casi più gravi, anche penale.
Per coloro che non lo avessero ancora fatto, per richiedere il contrassegno occorre seguire la procedura indicata sul Portale dell’Automobilista, effettuare il pagamento previsto tramite PagoPA e presentare l’istanza attraverso il servizio “Gestione Pratiche Online”, scegliendo l’Ufficio della Motorizzazione presso cui ritirare il contrassegno.
La nuova disciplina può piacere o meno, ma non può più essere ignorata. Chi possiede un monopattino elettrico farebbe bene a verificare subito la propria posizione. Circolare senza essere in regola significa esporsi a sanzioni e, soprattutto, continuare a usare un mezzo pubblico di mobilità privata senza quella minima tracciabilità che la legge oggi richiede.

