L’evento promosso dalla BCC si svolgerà nella Nuova Chiesa di San Pio
Cambio di location per il primo, attesissimo, appuntamento della seconda edizione della rassegna “Letteratura e Territorio”, promossa dalla BCC San Giovanni Rotondo.
L’evento di sabato 27 settembre con Nicola Gratteri, Procuratore della Repubblica di Napoli, si svolgerà non più nell’autorium Maria Pyle ma nella Nuova Chiesa di San Pio. Confermato l’inizio alle ore 18.00.
L’organizzazione ha deciso di adottare questa soluzione a causa delle tantissime richieste arrivate per ascoltare il noto procuratore antimafia, che sarà a San Giovanni Rotondo per presentare il suo libro “Una cosa sola“, scritto a due mani con Antonio Nicaso.

Il volume affronta con rigore e chiarezza il tema della lotta alle mafie, offrendo uno sguardo approfondito sui meccanismi del potere criminale e sulla necessità di fermarli prima che sia troppo tardi.

Oggi le mafie non sparano, ma il loro potere non è mai stato così forte
In questo nuovo saggio Nicola Gratteri e Antonio Nicaso ci riportano nel cuore oscuro della criminalità organizzata, svelandone i legami nascosti con i mercati finanziari e la politica e dimostrando come essi siano ormai diventati, di fatto, «una cosa sola».
Abbandonata la plateale violenza del passato, le mafie oggi sono vere e proprie imprese globali, capaci di gestire transazioni economiche complesse, nascondere i loro guadagni attraverso il riciclaggio e collaborare con grandi reti di criminalità internazionale. Il loro potere, ormai, si estende ovunque, dall’Europa all’America Latina, dall’Africa all’Asia, infiltrando le istituzioni e minando la stabilità delle economie locali. Grazie a una raffinata strategia di mimetismo, approfittando di regole deboli e della complicità dei colletti bianchi, le mafie si sono insinuate in molti settori chiave, quali la finanza, le grandi opere, le energie rinnovabili, l’immobiliare.
Dai paradisi fiscali ai circuiti finanziari digitali, le loro attività illecite sono ormai una parte imprescindibile del sistema economico mondiale. Attraverso un’analisi lucida e documentata, testimonianze dirette e casi studio, gli autori mostrano come questo legame sempre più stretto tra mafia, politica e imprenditorialità stia compromettendo non solo la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, ma anche la crescita e lo sviluppo economico dei paesi corrotti. E solle vano una domanda, tanto urgente quanto inquietante: se le mafie non sono più visibili, sarà possibile fermarle prima che sia troppo tardi? Poiché «il loro silenzio è il nostro allarme più grande, e ignorarlo significa cedere alla loro nuova e devastante forma di potere».

Nicola Gratteri, attualmente Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, è uno dei magistrati più impegnati nella lotta alla criminalità organizzata e vive sotto scorta dall’aprile del 1989. Salvato per caso ad un attentato dinamitardo nei suoi confronti, è una delle figure che meglio conosce i meccanismi delle tre diverse mafie che prosperano in Italia, Mafia, Camorra, ‘Ndrangheta. Ha coordinato importanti indagini sulla criminalità organizzata (tra queste quella relativa alla strage di Duisburg) e sulle rotte internazionali del narcotraffico.
Con Antonio Nicaso, storico delle organizzazioni criminali, uno dei massimi esperti di ‘ndrangheta nel mondo, ha scritto numerosi libri tra cui: Fratelli di sangue (Pellegrini 2006), La malapianta (Mondadori 2010), La giustizia è una cosa seria (Mondadori 2011), Male lingue (Pellegrini Editore 2014), Oro bianco (Mondadori 2015), Padrini e padroni (Mondadori 2016), L’inganno della mafia (Rai-Eri, 2017), Fiumi d’oro (Einaudi 2017), La rete degli invisibili (Mondadori 2019) e con Antonio Nicaso Non chiamateli eroi (Mondadori 2021), Il grifone. Come la tecnologia sta cambiando il volto della ‘ndrangheta (Mondadori 2023), Una Cosa sola (Mondadori 2024), Senza scorciatoie. Una storia per dire no alle ingiustizie (Mondadori 2025).
Nelle scorse settimane Gratteri ha esordito in tv con il programma, molto apprezzato dal pubblico, “Lezioni di Mafie” su La7.
In un mondo dove la comunicazione si frammenta tra post veloci, reel istantanei e slogan usa e getta, “Lezioni di mafie“, si staglia come un faro di narrazione profonda, audace e necessaria. Guidato dal procuratore Nicola Gratteri, affiancato dallo storico Antonio Nicaso e dal giornalista Paolo Di Giannantonio, questo programma (articolato su quattro serate) è un atto di resistenza culturale, un grido che rompe il silenzio complice sulle mafie moderne. È la dimostrazione che la comunicazione, quando è autentica e coraggiosa, può diventare un’arma più potente di qualsiasi arsenale criminale.

