Un iter per renderla permanente:alla Camera parte l’indagine conoscitiva per valutare l’addio definitivo all’ora solare
Come ogni anno, con la primavera torna anche l’ora legale. Un’azione ormai automatica che scandisce l’ultimo fine settimana di marzo e che quasi simbolicamente segna il passaggio dall’inverno alla bella stagione.
Il passaggio all’ora legale avverrà nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo.

Alle 2 del mattino, sui dispositivi analogici le lancette andranno spostate avanti di un’ora per segnare le 3, mentre la maggior parte dei dispositivi digitali (smartphone, computer, smartwatch) si aggiornerà automaticamente.
Con l’entrata in vigore dell’ora legale si guadagnerà luce nelle ore serali e le giornate saranno percepite come più lunghe. La scelta del doppio orario in Italia è legata alla riduzione dei consumi di energia elettrica: secondo i dati di Terna, il risparmio energetico garantito da questo sistema è significativo, permettendo di sfruttare meglio la luce naturale e ridurre le emissioni di CO2.
L’ora legale resterà in vigore per tutta la stagione estiva e precisamente fino all’ultima domenica di ottobre, quando nella notte tra il 24 e il 25 si tornerà all’ora solare e le lancette verranno spostate nuovamente indietro di un’ora.
Per
alcuni anni il dibattito politico in Europa si era focalizzato sulla proposta
di introdurre l’ora legale permanente senza però arrivare a una
sintesi. Anzi, da quando la Comunità Europea ha lasciato ad ogni singolo
Stato la possibilità di valutare e decidere, non si è ancora trovata una linea
comune e il progetto europeo di porre fine al doppio regime orario sembra
essere passato sottotraccia.
L’Italia in modo particolare non è mai stata molto favorevole all’orario unico
e aveva anche depositato a Bruxelles una richiesta formale di
mantenimento della situazione attuale, dicendo NO all’abolizione dell’ora
legale.
La Commissione Attività produttive della Camera ha recentemente dato il via libera all’indagine conoscitiva “sull’impatto dell’ora legale permanente sul territorio nazionale: effetti e ricadute sui settori”. L’iter, che si concluderà entro il 30 giugno, restituirà al parlamento e al governo un quadro aggiornato su consumi energetici, impatto economico, effetti sulla salute, organizzazione sociale, produttività. La valutazione di benefici e criticità della misura potrebbe portare alla proposta di una fase di sperimentazione.
Riusciremo a dire davvero addio all’ora solare?

