La coalizione di Giuseppe Siena incontra la stampa e fa il punto dopo le amministrative
A voto ormai concluso, nel centrosinistra ci si appresta alla resa dei conti. Dopo il 22% ottenuto al primo turno, la coalizione guidata dal candidato Sindaco Giuseppe Siena, composta dalle liste Casa Riformista e Competenza e Territorio annuncia un nuovo percorso politico dell’area progressista. Il tutto è stato affrontato nel corso di un’affollata conferenza stampa alla quale hanno presa parte che cittadini e rappresentanti politici della coalizione della neo Sindaca Floriana Natale.
Non sono mancati gli affondi e le accuse contro PD e M5S, le cui scelte hanno determinato la vittoria del centrodestra.
“Abbiamo creato queste due liste in pochissimi giorni – ha esordito il segretario politico di Casa Riformista Giuseppe Miglionico – con la scelta di Giuseppe Siena candidato sindaco e la scelta anche della novità del ticket con il vice sindaco, quindi direttamente abbiamo proposto alla città una coalizione che sostanzialmente dice la verità, cioè noi vi abbiamo detto qual è il nostro progetto e chi lo deve rappresentare: infatti al primo turno il nostro candidato sindaco aveva anche annunciato che se fossimo arrivati a un ballottaggio avremmo immediatamente presentato anche la giunta. Tanti parlano di questo Campo Largo, noi riteniamo che sia un esperimento che non possa andare avanti se non si fondano delle basi serie e importanti su questo progetto. Quindi noi ci candidiamo per il futuro a rappresentare il centrosinistra e soprattutto noi ci riteniamo l’area moderata e riformista, lo dice anche il nostro simbolo: è l’area riformista della coalizione di centrosinistra“.
Miglionico poi focalizza l’attenzione sul mancato rispetto del patto sottoscritto con il PD: “Non è mai uscito fuori, per evitare strumentalizzazioni nel periodo elettorale. C’è un accordo politico del 31 marzo 2026 sottoscritto dalle due forze politiche, Partito Democratico e Casa Riformista, dai due segretari, il segretario del Partito Democratico, Matteo Maciale, e il sottoscritto. Quindi non abbiamo raccontato sciocchezze, la campagna elettorale è finita e oggi siamo qui a fare quella cosiddetta operazione verità, di trasparenza su quello che è successo realmente“.

Sulla stessa linea di pensiero l’ex Sindaco Michele Crisetti: “Non abbiamo fatto altre scelte e per tener fede a quell’accordo abbiamo fatto invece la scelta che secondo me è stata la più coerente. Crediamo che questo nostro progetto nel panorama politico di San Giovanni sia una bella novità con prospettive per il futuro veramente interessanti”.
Poi l’affondo contro il Movimento 5 Stelle: “La parte più grande di responsabilità la attribuisco proprio a loro perché, reduci da un’esperienza amministrativa disastrosa, avrebbero dovuto avere un atteggiamento un po’ più collaborativo, meno arrogante, più mite e invece hanno hanno cercato di sbaragliare tutto il lavoro fatto dal Partito Democratico, complici anche qualche rappresentante di qualche altra lista e si sono permessi anche il lusso di giudicare i candidati proposti dal Partito Democratico con un giudizio severissimo per cui siamo stati additati come coloro che non potevano rappresentare la città. I 5 Stelle non erano nelle condizioni di rivendicare alcunchè dopo i disastri dell’ultima esperienza amministrativa ed hanno fallito nuovamente”.
E’ Giuseppe Siena a sottolineare il grande risultato conseguito alle urne: “Io ritengo che le elezioni loro le hanno perse già prima della presentazione del liste quando hanno voluto imporre un campo largo impossibile da realizzare. Al ballottaggio ormai era troppo tardi, non c’era più possibilità di recupero quindi il volere addossare a noi la colpa del loro fallimento è veramente ridicolo. I 3.200 voti che sono arrivati alla nostra coalizione sono arrivati perché hanno rifiutato quella coalizione formata in quella maniera dove di campo largo, consentitemi, non c’era nulla: c’erano delle forze sicuramente di centrosinistra ma c’erano altrettanto forze di centrodestra e questo era davanti agli occhi di tutti, addirittura anche nelle liste c’erano esponenti che fino a qualche settimana prima facevano accordi con Floriana Natale. Quindi ripeto il popolo di quei 3.200 voti ha rifiutato questo tipo di alleanza e nel ballottaggio un eventuale apparentamento con il campo largo sicuramente non avrebbe portato a una modificazione del risultato finale quindi io ritengo che dovrebbe fare mea culpa chi ha determinato tutto questo. Adesso però vogliamo andare oltre: a noi interessa il progetto finale, a noi interessa riunire le forze vere di centrosinistra non chi, a seconda del momento storico, va a supportare coalizioni a destra o a sinistra. Vogliamo costituire un percorso futuro che ci porti anche a guardare già al prossimo appuntamento elettorale. Il campo largo in tutte le realtà è stato un fallimento, lo stiamo vedendo a Foggia: Mario Furore non può uscirsene con dichiarazioni come se lui non centrasse nulla in tutto questo. Purtroppo quando si creano alleanze che non hanno nulla a che vedere con la capacità di visione del territorio è difficile andare avanti. San Giovanni è il paese di Conte e a Conte si doveva questa concessione, una scelta che ha portato al fallimento su tutta la linea. Sui social qualcuno adombra anche la colpa della sconfitta alla candidata sindaca Rossella Fini: Rossella ha fatto una campagna elettorale leale e generosa e sarebbe veramente ingiusto far ricadere su di lei la sconfitta del campo largo. La colpa ripeto è di chi ha determinato i primi giorni di aprile quel disastro che è stato poi consumato nella sede del Partito Democratico di Foggia”.
A chiudere gli interventi è stato Pio Cisternino, che andrà a sedere al fianco di Giuseppe Siena nei banchi del Consiglio comunale: “La nostra città in realtà nell’ultimo quarto di secolo è vittima sempre del solito schema che è quello della cultura degli accordi di comodo, dell’accordo del potere, il cosiddetto inciucio che è un fenomeno che è partito con un’amministrazione in particolare, con soggetti che sono sempre gli stessi e che dal 2011 ad oggi ogni volta hanno imposto, anche con una certa arroganza politica, la loro linea al centrosinistra. Questo è un argomento rispetto a quale l’intera città deve interrogarsi: hanno causato la sconfitta del centrosinistra, dal 2011 ad oggi hanno vinto una sola volta ma la coalizione era di centrodestra con tanto di simbolo della lega di Salvini. E’ evidente che quello schema ha fallito e continua a fallire. Così come è evidente che da San Giovanni parte un nuovo laboratorio politico, una concezione diversa di impegno politico e civico che secondo me può espandersi a macchia perché quello che viene messo in crisi non è soltanto il modello dei capibastone sangiovannesi ma anche di quelli extracittadini, quella sorta di concezione feudale delle periferie“, con chiaro riferimento ai vertici provinciali e regionali del PD che hanno optato per la scelta della Fini.
Insomma tutto lascia presagire ad una battaglia per la leadership nel centrosinistra, a partire dai banchi del Consiglio comunale, dove Siena e Cisternino saranno chiamati al ruolo di opposizione non solo verso il governo cittadino di centrodestra ma anche nei confronti degli ex alleati del PD. La partita è solo all’inizio.

