“Barbano aggrappato a tutto pur di mantenere stretta la poltrona”
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del locale circolo di Rifondazione Comunista sullo scioglimento anticipato del Consiglio Comunale.

Negli ultimi 20 anni, solo 2 Sindaci su 6 hanno portato a termine il proprio mandato e lo hanno fatto con enorme fatica e dovendo ricorrere a cambi della maggioranza eletta dai cittadini. Nessuno dei sindaci uscenti, quando si è ricandidato, è stato eletto.É innegabile che San Giovanni Rotondo abbia un problema, un serio problema di stabilità politica e amministrativa probabilmente legato alla mancanza di una vera classe dirigente, all’altezza del ruolo, preparata, disponibile all’ascolto e al dialogo, capace di gestire le tante difficoltà che una Città come la nostra si trova a dover affrontare.
Mancano le forze politiche strutturate, i partiti (con pochissime eccezioni) al cui interno i militanti studiano, approfondiscono, condividono percorsi e idee comuni, discutono, elaborano proposte e soluzioni che sono poi portate avanti dal proprio rappresentante eletto e che rappresenta, quindi, una comunità politica, un’idea politica. Da moltissimi anni, invece, nella nostra Città i consiglieri comunali (con rare eccezioni) rappresentano solo sé stessi, non dando conto a nessuno del proprio operato se non agli interessi particolari propri e in piccola parte dei propri “grandi elettori”.
E qui nasce il problema: cambi di maggioranza, ribaltoni, assessori di riferimento non di un progetto politico/partitico ma di un consigliere, ricatti e contro-ricatti continui, perdita della visione originaria e snaturamento del programma elettorale-amministrativo. Ancora una volta, e in maniera ancora più evidente, si è verificato esattamente questo con Filippo Barbano che non ha saputo e voluto decidere di cambiare il modo di amministrare, lasciandosi dapprima inebriare dal ruolo di Sindaco sceriffo (minacciando continuamente chi aveva permesso la sua elezione di scioglimento anticipato se non si fossero accettate le sue decisioni) e poi, una volta scoperto il bluff delle sue sempre annunciate ma mai rassegnate dimissioni, si è aggrappato a tutto pur di mantenersi stretta la poltrona.
Ha rinnegato il proprio programma elettorale, ha stretto un patto con consiglieri eletti nel centrodestra, ha subito passivamente i nomi degli assessori anche se sgraditi e senza competenze, ha tenuto in ostaggio una Città intera, ferma, senza programmazione e idee. È sotto gli occhi di tutti lo stato di abbandono in cui versa San Giovanni Rotondo a partire dai servizi essenziali e noi, dopo aver provato in tutti i modi a risollevarne le sorti, non potevamo fare altro che pottr fine a questa agonia. Per noi, che credevamo davvero ne “La sVolta giusta” è stata un’occasione persa ma per fortuna abbiamo le spalle larghe, siamo abituati a rialzarci e, come ci ha insegnato Antonio Gramsci, “anche quanto tutto è o pare perduto, bisogna rimettersi tranquillamente all’opera, ricominciando dall’inizio…“.
Circolo “Luigi Pinto” – Rif. Comunista SGR

