Management e sindacati ancora lontani da un accordo
Sono giorni di tensione ed incertezze quelli vissuti dagli operatori dell’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza.
Prosegue lo stato di agitazione dei dipendenti all’indomani della decisione della Direzione Generale di modificare, a partire dal prossimo 1° Marzo, i contratti del personale medico, del comparto, del personale sanitario non medico e dirigenza PTA: si passerebbe dall’attuale contratto pubblico ad una nuova tipologia contrattuale, il cosiddetto Aris/Cimop già utilizzato da tanti ospedali privati di ispirazione cattolica.
Un passaggio ed un sacrificio necessario – per la governance – per mantenere in vita l’ospedale voluto e fondato da San Pio senza ricorrere a tagli di personale.
Da settimane i sindacati sono sul piede di guerra rivendicando la non applicabilità del nuovo contratto. Martedì è stato convocato un tavolo di confronto in Prefettura tra le parti: il DG Gumirato e i rappresentanti sindacali sono rimasti ognuno sulle proprie posizioni. Un nulla di fatto che ha indotto i sindacati a proclamare uno sciopero generale subito dopo le festività natalizie se la situazione in essere non dovesse cambiare.

Gumirato dopo la riunione in Prefettura ha dichiarato: “Non siamo giunti ad un accordo o alla possibilità di revocare le decisioni prese. Rimaniamo comunque aperti al dialogo con tutte le sigle sindacali perchè teniamo ai servizi per i cittadini”. Non una chiusura totale, quindi, da chi guida l’Opera di San Pio, un nosocomio che è sì un ospedale privato ma che eroga comunque un servizio pubblico essendo ente accreditato presso il Servizio Sanitario Nazionale.
In città come in tutta la provincia di Foggia c’è apprensione per l’evolversi di una vicenda che rischia di impoverire ancora di più l’offerta sanitaria di Capitanata.
Preoccupati i sindaci dell’area garganica, territorio che non conta nessun presidio sanitario oltre a Casa Sollievo: “Il rischio più concreto di queste scelte resta l’esodo del personale verso altre mete lavorative, la riduzione dell’ attrattività professionale e il conseguente impoverimento dell’offerta sanitaria. Tutto questo in un territorio che già per sua natura soffre la mancanza di infrastrutture, la lontananza dai grandi centri, la povertà sociale. Casa Sollievo non è solo un Ospedale fondato da un Santo e un presidio sanitario imprescindibile dell’intero Gargano e per migliaia di cittadini. È anche il simbolo di un intero territorio e un pilastro indispensabile per la sua tenuta. Il Gargano – continuano i Sindaci della ‘Città Gargano’ – non può essere immaginato senza Casa Sollievo della Sofferenza. E l’ospedale non può essere immaginata senza le sue lavoratrici e i suoi lavoratori, senza la loro competenza, la loro dedizione e il loro profondo senso di appartenenza”. Ci attiveremo insieme alle assemblee consiliari e le comunità che rappresentiamo per dare tutto il nostro sostegno ai medici e al personale intero della Fondazione”.
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