La psicopatologia del leader e le conseguenze sul gruppo

A cura del dottor Mauro Mangiacotti
Psicologo e Psicoterapeuta
Non so se vi sia già balzato in mente qualcuno che possa ben rappresentare quanto descritto nel titolo: ad ogni modo, sono dinamiche che da sempre avvengono in ogni dove.
È ovvio che quanto più influente è il leader, tanto più devastante sarà l’impatto sul gruppo: se poi il numero dei diretti seguaci è copioso, la deriva rischia di trasformarsi in uno tsunami che travolge indirettamente anche chi sta al di fuori del gruppo.
Vediamo un po’ partendo da un paio di esempi di portata diversa.
Ipotizziamo che il titolare di una piccola azienda decida che tutti i suoi dipendenti abbiano l’obbligo di indossare un camice giallo canarino pastello sul posto di lavoro. Eh, ma se a qualcuno questa specifica tinta risulta davvero fastidiosa, cosa si fa? Niente, non si fa niente se non vuoi metterti contro il capo prevedendone le probabili ritorsioni. Conclusione: tutti a lavoro con questa splendida e sgargiante divisa. Facilmente questo colore, da sempre tra i più odiosi al mondo, piano piano verrà considerato dapprima simpatico e poi addirittura piacevole.
Forse questo è un esempio un tantino banale. Provo ad essere più profondo.
Ipotizziamo che il leader di uno Stato indipendente decida che è necessario occupare territori altrui adducendo motivazioni di salvaguardia per i propri connazionali. Eh, ma se qualcuno chiamato alle armi non condivide queste idee militaresche, cosa si fa? Niente, non si fa niente se non vuoi metterti contro il capo prevedendone le probabili ritorsioni. Conclusione: tutti a far guerra seguendo questo ideale espansionistico. Facilmente questa concezione politica, da sempre tra le più pericolose, piano piano verrà considerata dapprima accettabile e poi addirittura condivisibile.
Volevo essere meno superficiale ma mi è venuto fuori un copia e incolla tra divisa giallo canarino pastello e guerre tra Stati. Siamo lì ma, a ben guardare, qualche differenza c’è.
La differenza più importante riguarda gli effetti sul gruppo delle scelte imposte dal leader.
Finché vestiamo tutti di giallo canarino pastello a lavoro, ci adeguiamo al look e forse finisce lì. Potremmo anche farcela passare e accettare di mettere in secondo piano il nostro gusto estetico.
Ma se invadiamo territori altrui uccidendone gli abitanti, ci adeguiamo alla guerra tra persone e sicuramente non finisce lì. Qui non possiamo farcela passare e mettere in secondo piano la nostra appartenenza al genere umano.
La portata è diversa, come dicevamo prima.
Ma allora come può un gruppo arginare le derive psicopatologiche di un leader?
Difendendo l’autodeterminazione personale e condividendo umanità, esaltando sempre e in ogni dove la pari dignità di tutte le persone.

